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ITALIA – Conte e il paradosso di Immobile e Zaza

ITALIA – Conte e il paradosso di Immobile e Zaza

immobile zaza

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L’esordio in nazionale di Antonio Conte è stato sicuramente positivo dal punto di vista del risultato (nonostante l’espulsione di Martins Indi in apertura abbia indirizzato il match a netto favore degli Azzuri), del gioco e della grinta. Ma la notizia che ha suscitato più interesse sul lavoro del nuovo commissario tecnico è stata la scelta del tandem d’attacco titolare: Simone Zaza ( clase’91) e Ciro Immobile (’90). I due giovani attaccanti di Sassuolo e Borussia Dortmund sono reduci da un’ottima stagione e Antonio Conte ha deciso di premiarli con un’importante chance, nonostante Zaza fosse un esordiente e Immobile avesse collezionato appena 5 gettoni in azzurro.
Fino a giugno questi due ragazzi avevano in comune anche il fatto che la Juventus fosse titolare di metà del loro cartellino in compartecipazione con Sassuolo (per quanto riguarda Zaza) e Torino (per Immobile, che poi fu ceduto al Borussia di Klopp), ma entrambi i giocatori non furono riscattati dal club di via Galileo Ferraris, che però inserì una clausola di riacquisto per Simone Zaza. Una scelta come un’altra, ci mancherebbe, ma il fatto che stona con la cronaca recente è che proprio Antonio Conte sedeva ancora sulla panchina bianconera e di conseguenza la decisione di rinunciare ai due attaccanti è per forza stata presa anche in accordo con il tecnico pugliese.
Perché Conte aveva scelto di rinunciare a due giovani nei  confronti dei quali nutre molta stima, come si è visto nell’amichevole di Bari? Probabilmente la paura di bruciare i due giocatori ha avuto un ruolo fondamentale in questa scelta; una squadra che arriva da anni di vittorie e a cui si chiede una stagione da protagonista in Italia e in Europa nel calcio di oggi non può garantire troppi minuti a due giovani vista anche  la concorrenza di due top player come Tevez e Llorente.

Non avendo una rosa fissa come in club, Conte può finalmente dare spazio ai giovani, che non vuol dire schierare sempre e solo giocatori under 23, ma dare loro una chance di partire alla pari con campioni già affermati o presunti tali, mettendo in conto anche qualche passo falso. Nella nuova nazionale giocheranno i giocatori visti meglio durante il campionato, è questo il messaggio che filtra dalla prima uscita post mondiale. L’esperienza non sarà di certo sottovalutata dal CT, soprattutto nelle gare più delicate, ma non sarà l’unico metro di giudizio e agli esordienti verrà sicuramente dato modo di incrementarla.
Questo dunque è il vero cambiamento di Conte nel passaggio da allenatore di club a commissario tecnico, con la speranza che anche le società in Serie A inizino a puntare di più sulla valorizzazione dei propri giovani, anche senza la garanzia dei risultati immediati.

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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco