Tempo di bilanci anche per la Roma, in una stagione al di sotto delle aspettative della vigilia, nettamente segnata dall’avvicendamento in panchina tra Garcia e Spalletti.
LE BELLE SPERANZE
Szczesny, Salah, Dzeko i nomi forti dal mercato, la certezza di aver completato un gruppo già forte e d’averne rinforzato i punti deboli, la voglia di rivincita dalla passata stagione. Tutti sono convinti: la dominatrice della Serie A 2015/16 può essere la Roma. La Juventus ha cambiato tanti interpreti, l’impresa è a portata di mano, i dubbi che aleggiano intorno ai bianconeri trovano conferme e si trasformano in entusiasmo giallorosso il 30 Agosto, quando all’Olimpico una Roma bella e convincente rispedisce a Torino Buffon e compagni con un incoraggiante 2-1. Manifesto di quella partita il gol del 2-0 di Dzeko che sovrasta Chiellini su un pallone alzato da Iago Falqué: Garcia ha finalmente trovato il suo bomber. Additata tra le favorite anche dai bookmakers, la Roma vede l’obiettivo alla portata concretamente per la prima volta alla 9^ giornata, con il primato solitario in classifica. Alla prima tornata di campionato, con la prima sosta (dopo la 10^), la Roma ha 23 punti, 2 in più di Napoli, Inter e Fiorentina, 9 in più della Juventus.
QUALCOSA E’ ANDATO STORTO
Dopo la pausa, il dramma. La Roma colleziona 12 punti nelle successive 10 partite (esattamente ciò che aveva fatto la Juventus nel suo inizio shock), non esattamente una media da scudetto. I problemi difensivi evidenziati in Champions contro Bate Borisov (sconfitta per 3-2) e Leverkusen (4-4) emergono anche in Campionato (prima del disastroso 6-1 contro il Barça). Qualcosa si è rotto nell’equilibrio giallorosso, il pareggio casalingo col Verona ultimo in classifica è la goccia che fa traboccare il vaso, la società capisce che con i nuovi acquisti del mercato di Gennaio è il momento giusto per cambiare anche l’allenatore e succede qualcosa che ha dello storico: torna Luciano Spalletti.
LUCIANONE
Dal momento in cui arriva alla fine del campionato Spalletti colleziona 14 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta, quella all’esordio contro la Juve. Un bottino da 45 punti, che, sommato al punto racimolato da Garcia contro il Verona, scrive 46 sulla classifica del girone di ritorno, con 6 punti di ritardo dalla Juventus, ma con tutte le difficoltà che derivano dal fatto di subentrare in corsa. Decisivi sono i due acquisti della finestra di Gennaio di Perotti ed El Sharaawy, che si inseriscono subito benissimo e riescono a fare la differenza. Decisivo, ancora, immancabilmente Francesco Totti, che dopo le polemiche con Spalletti per il rapporto da “buongiorno e buonasera” e le panchine sofferte, combina cose come quelle di Roma-Torino 3-2.
PROSPETTIVE
Con queste premesse, dove potrà arrivare la Roma il prossimo anno? Noi diciamo che così sistemata, con questo allenatore e gli accorgimenti giusti (sempre che non perda Pjanic o Nainggolan), è una squadra che può puntare ed arrivare in alto, sorprendendo anche in Europa. Al preliminare bisognerà evitare il City di Guardiola, è difficile che Pep si accontenti dell’Europa League. Elsha verrà quasi sicuramente riscattato, non è detto per Digne. Le fasce, infatti, con a destra l’adattato Florenzi e Maicon a correnti alterne sono uno dei primi reparti da sistemare. Ha deluso Dzeko, è assai probabile che arrivi una punta, ma è presto per fare nomi. Strootman con il tanto atteso ritorno completerebbe un reparto che è già un punto di forza, il centrocampo. Se dovesse partire un big come Nainggolan (che però continua a proclamarsi attaccatissimo alla maglia) o Pjanic, si investirà una cifra importante per rimpiazzarli, anche se la Roma farà di tutto per tenerseli. Infine Totti ci sarà per un altro anno, l’ultimo, salvo miracoli: non sarebbe bello, e profondamente giusto, lasciare alzando un trofeo?









