Serie A Inter Napoli
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La pausa per le Nazionali ha esasperato l’attesa per lo scontro tra le due squadre più chiacchierate e in difficoltà del torneo: mal comune mezzo gaudio, Benitez e Mazzarri sanno che le loro panchine traballano ed entrambi vogliono mettere qualche bullone.
L’Inter arriva con gli uomini contati e acciaccati, il Napoli può contare sulla formazione tipo ma nel primo tempo sembrerebbe il contrario: al di là della cervellotica scelta di Benitez, che punta ancora una volta su un improbabile Britos terzino sinistro, gli azzurri faticano molto a contenere le (non irresistibili) folate dei padroni di casa; in mediana David Lopez e sopratutto Inler non riescono mai a dettare la verticalizzazione che metta in moto la temuta linea d’attacco.
Al quarto d’ora si registra il primo squillo di Icardi, che riceve un filtrante dal limite dell’area e si gira fulmineo ma manca lo specchio; dopo dieci minuti il cross di Dodo trova la deviazione dello stesso ariete argentino, ma la palla, pur fuori dalla portata di Rafael, rimbalza lenta a fil di palo. L’occasione più nitida è però un sinistro dai 18 metri di Hernanes: il siluro rasoterra è imprendibile per il portiere del Napoli, ma la buona sorte viene ancora in aiuto di Benitez e interviene sotto forma di palo. È il punto esclamativo che sancisce la supremazia dell’Inter, che pare tuttavia essere dettata dalla pochezza degli avversari: Higuain è nervoso e tocca pochissimi palloni, gli ospiti non riescono mai ad andare oltre uno sterile giro palla in orizzontale, ma il primo tempo finisce senza capitolare.
Negli spogliatoi Benitez individua i correttivi giusti e dopo 5′ di secondo tempo Vidic tiene in gioco Insigne, Handanovic si fa mettere a sedere, ma il tiro fiacco dell’attaccante colpisce il palo. Gli azzurri, pur non rinunciando al loro ritmo di gioco pachidermico, alzano notevolmente il loro baricentro e l’Inter inizia a calare fisicamente: Mazzarri cerca di inserire forze fresche con l’ingresso di M’baye al posto di un Obi tutto sommato presentabile, ma l’ex esterno del Livorno non appare adeguato al livello. La partita comunque diventa più aperta e tutte le emozioni assenti fino a quel momento si presentano negli ultimi, incredibili, 10 minuti di gara.
Sono gli ospiti a passare in vantaggio, con Callejon che punisce una difesa nerazzurra mal schierata addirittura su fallo laterale: Vidic spizza di testa, Dodo lascia solo lo spagnolo che di destro non puo’ fallire. Mazzarri prova il cambio della disperazione inserendo Guarin e proprio il colombiano trova il pari dopo un minuto dal suo ingresso: corner dalla sinistra, Icardi prolunga di testa e il nuovo entrato è appostato sul secondo palo e da due passi fa centro. Ora i ritmi sono forsennati e tra il 90′ e il 92′ va in scena il secondo incredibile botta e risposta: ancora Callejon illude i suoi tifosi, prendendo d’infilata la difesa dell’Inter su prezioso suggerimento di David Lopez. I padroni di casa reagiscono e si riversano in avanti, Dodo ha tempo e spazio per crossare e trova l’inzuccata perentoria di Hernanes che insacca.
C’è tempo per un ultimo attentato alle coronarie dei tifosi: su corner tutta l’Inter sale nell’area partenopea e il colpo di testa di Mbaye lascia di sasso Rafael ma si spegne sui cartelloni pubblicitari.
Finisce 2-2 e nonostante i numerosi aspetti da sistemare, entrambe le squadre si riscoprono battagliere e determinate: gli allenatori possono tirare un sospiro di sollievo e il punto sa tanto di brodino caldo.
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