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GIRO D’ITALIA – Le pagelle dei protagonisti

GIRO D’ITALIA – Le pagelle dei protagonisti

ciclismo e scommesse sportive

Concluso il Giro d’Italia 2015, diamo un giudizio ad atleti e squadre. Ecco le nostre pagelle:

Fabio Aru 7.5: 2 vittorie, la stoffa è quella pregiata del campione. Si vede, si sente, si percepisce ad ogni pedalata. L’Astana, con la sua tattica confusa, tenta in tutti i modi di complicare il Giro del nostro talentino. Non ci riesce. Fabio vince 2 tappe magnifiche, da scalatore. Il futuro è suo, il podio, questa volta sul secondo gradino è un grandissimo risultato, se poi a precederlo c’è il campione dei campioni il risultato è ancora più lodevole.

Diego Ulissi 6.5: la vittoria nella 7a tappa gli vale mezzo voto in più. Il pianto liberatorio dopo il successo è di quelli che riconciliano con lo sport. Può ancora migliorarsi per cercare di essere competitivo su più percorsi, cosa che è nelle sue possibilità.

Kyryenka 6.5: il gregario di Porte fa la cosa migliore quando si mette in proprio con una cronometro regale. Sbaraglia gli avversari e aiuta il team Sky a raccogliere qualcosa di concreto in questo Giro difficile per lo squadrone inglese.

Phillipe Gilbert 7: 2 perle incastonate nel suo Giro. Il talento lo conosciamo da anni, la fame di vittorie invece ci sorprende sempre. In salita, in discesa, il belga ha il tempo dell’azione risolutrice nel sangue. Un cacciatore di tappe di spessore che si conferma ancora una volta.

Richie Porte 1: Il tasmaniano si è presentato al Giro, a suo dire, per vincerlo. In due settimane riesce a succhiare ogni ruota del gruppo, bullarsi per dormire in un motorhome, scambiare illecitamente ruote con corridori di altre squadre e a ritirarsi prematuramente. Non è solo colpa sua perché la squadra lo supporta male, però forse per Richie è meglio abbandonare l’idea delle tre settimane per concentrarsi sulle brevi corse a tappe e fare da gregario nei GT, in questo campo sì è davvero forte. Per sua fortuna la Sky salva anche la classifica con un ottimo Lepold Konig (7), sesto in classifica generale.

Rigoberto Uran 5.5: Rigoberto non sta bene, sicuramente peggio di Porte. Una bronchite in un Giro come questo non lascia scampo. Nonostante tutto una volta uscito di classifica lotta come un leone e prova a vincere una tappa: esempio.

Damiano Caruso 7: Buon Giro per il siciliano. E’ ottavo nella generale grazie ad una grande regolarità nelle tappe di montagna. Può ancora migliorare, la squadra gli da fiducia, vedremo cosa riuscirà a fare nel prossimo futuro.

Marco Bandiera 7: Si macina 601 km in fuga vincendo sia la speciale classifica dedicata che quella riguardante i traguardi volanti. In pratica si fa mezza Italia davanti a tutti, non male questa bandiera.

Ryder Hesjedal 8: Se non avesse perso oltre 5′ nella tappa di La Spezia avrebbe lottato per il podio. Ma con i se non si costruisce un Giro d’Italia. Allo stato dei fatti abbiamo uno spilungone canadese che dopo la vittoria a sorpresa del Giro 2012 ha deciso di onorare al meglio la corsa rosa. Nella terza settimana lotta, scatta, da spettacolo, manca la vittoria di tappa solo perché incontra un’Aru in stato di grazia nelle ultime due tappe di montagna. Alla fine è quinto, ma soprattutto dimostra che se tutti corressero come lui di scontato non ci sarebbe proprio niente.

Steven Kruijswijk 7.5: Ha sorpreso vedere l’olandese volante tenere le ruote di Landa e Contador sul Mortirolo. Poi ci siamo abituati alle sue belle prestazioni dell’ultima settimana nella quale ha perso la maglia azzurra solo alla penultima tappa, ma è salito fino al settimo posto in classifica. In salita è andato bene come mai nella carriera, ha 27 anni e può ancora migliorare.

Giacomo NIZZOLO 7.5: mezzo punto in meno per non aver scritto il suo nome su nessuna tappa del Giro 2015. Il milanese della Trek trova due secondi posti (che ammontano a sette dopo quelli collezionati nel 2013 e l’anno scorso). Ha il merito e l’onore di vincere la classifica a punti con la prestigiosa maglia rossa.

Alberto CONTADOR 9.5: ‘El Pistolero’ ha fatto bang per la seconda volta in Rosa. Una bella dimostrazione di forza: ha dominato gli avversari controllandoli e, quando è giunto l’ attimo di confusione, Tosatto lo ha assistito come un angelo custode. Trionfa senza vincere una tappa, la perfezione non è piena dopo la penultima frazione che lo ha visto arrivare a Sestriere un po’ con la ‘lingua di fuori’. E’ il ciclista più forte degli ultimi dieci anni, sta bussando al portone dei più forti di sempre…a breve, qualcuno risponderà.

Mikel LANDA MEANA 9: E’ la vera sorpresa della Corsa Rosa 2015. Aveva già figurato ottimamente al Giro dei Paesi Baschi con la vittoria nella tappa regina, al Giro numero 98 è riuscito nel salto di qualità. Per larghi tratti ha dato l’impressione di essere l’unico a tenere testa al connazionale ma la sua grande umiltà, e l’ammiraglia, lo hanno spinto a mettersi sempre al servizio di Aru. Termina con un terzo posto nella generale, il secondo nella classifica scalatori e la medaglia d’oro, metaforica, degli appassionati.

Giovanni VISCONTI 7.5:  Il 32enne cresciuto a Palermo avrebbe voluto qualcosa di più della brillante maglia Blu, noi continuiamo ad ammirarlo. Più di 200 chilometri in fuga nella terz’ultima frazione, quella più dura: lì si è preso la classifica speciale, lì ha scritto il capitolo personale in questa edizione.

Sacha MODOLO 7.5: A tappe vince l’atleta Lampre, ai punti (insieme alla maglia) vince Nizzolo, del quale si può definire l’alter ego. Per l’atleta di Conegliano giungono, comunque, due vittorie e un terzo posto, capofila di una Lampre che ben ha figurato in questo Giro con 4 affermazioni.

Androni- Sidermac, Bardiani- CSF, Nippo- Vini Fantini, Southeast 6.5: Sufficienza piena per le Wild card italiane. All’appello si conta una sola vittoria, quella di Boem della Bardiani, ma sono state tante le azioni propositive e tanta è stata anche la sfortuna ( pensiamo a Colli, ma anche a Cunego, a Belletti, a Gatto). Sono una risorsa per il nostro ciclismo, e uno dei pochi sbocchi nostrani al professionismo, speriamo crescano ancora perché ce n’è proprio bisogno.

TINKOFF SAXO 7.5: l’ammiraglia del ‘Pistolero’ incassa un’infinità di critiche: da ” Contador corre da solo” a ” Se avesse dietro un team come l’Astana, finiva tutto la prima settimana”. I kazaki hanno dimostrato di essere un collettivo migliore ma la Tinkoff è stata più incisiva. Tosatto, l’uomo più anziano della squadra, ha sottolineato:” Ricordiamoci che alla crono-squadre siamo arrivati secondi per un errore ad un soffio dai primi…” Già, proprio il 41enne di Castelfranco, colui che nel momento di panico generale ha saputo leggere la situazione prima di tutti, offrendo la bicicletta al suo capitano quando gli altri erano ancora a terra.

ASTANA 8: E’ stata la squadra più forte ed infatti ha vinto le classifiche ‘Team’ e ‘Super Team’: qualitativamente è un gradino sopra alle altre ed, umanamente, il gruppo poggia su un’unione mai messa in discussione. L’immagine negli occhi è un Fabio Aru che, in piena crisi sui GPM che portano a Cervinia, viene affiancato da Tiralongo. L’incoraggiamento fornisce nuova linfa, e, dal largo distacco, il sardo termina la frazione con le braccia alte al cielo, per la prima volta nella sua carriera in rosa. Il tintinnio della pesante saccoccia suona con 5 vittorie, due secondi posti ed altrettanti terzi.

LAMPRE 7.5: Quattro successi di tappa, una squadra giovane che si muove bene e sfrutta i momenti della corsa. Modolo, Ulissi, Polanc un gruppo di ciclisti buoni per ogni tipo di tracciato, questi gli elementi chiave di un successo che è di squadra ancor prima che individuale.

SKY 5: La caduta del capitano è un’attenuante, ma nel complesso era lecito attendersi di più da una squadra che ci ha sempre abituato a grandi cose, c’è da fare sintesi e chiarezza presto, il Tour arriva, li non ci sarà tempo da perdere.

Scritto in collaborazione con Alberto Ponte e Francesco Alloisio

 

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Gianmarco Blasi

Giornalista, giurista, appassionato di calcio e ciclismo, lucano al 100%.