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CICLISMO – Boonen e Gilbert: le due metà del Belgio ciclistico

CICLISMO – Boonen e Gilbert: le due metà del Belgio ciclistico

ciclismo e scommesse sportive

Doveva essere il Giro dei belgi, questo Giro. Oltre a Van Den Brocke (uomo che sulla carta aveva le carte in regola per lottare in chiave classifica), due dei personaggi più attesi erano senza dubbio Philippe Gilbert e Tom Boonen.
Il primo oggi ha conquistato la sua seconda vittoria della competizione dopo quella di Vicenza e l’ha fatto con un’impresa grandiosa, recuperando i fuggitivi a 19 Km dalla fine e scattando in solitaria fino ad alzare le braccia sul traguardo di Verbania; incredibile la resistenza dell’ex iridato sul temutissimo Monte Ologno, salita poco congeniale alle sue caratteristiche.
Anche Tom Boonen oggi ha messo la sua firma, al Tour del Belgio nella volata con cui si è chiusa la seconda tappa. Il corridore della Etixx ha infatti abbandonato le fatiche del Giro dopo la cronometro di Valdobbiadene per evitare l’asprezza delle montagne, scegliendo di partecipare alla corsa di casa, di certo più adatta alle sue caratteristiche. Una prima (e ultima?) campagna italiana che di certo non ha impressionato.
Gilbert ha deciso di rimanere, continuando ad omaggiare una corsa che gli sta dando tante soddisfazioni e probabilmente una ritrovata autostima; Boonen invece decide di lasciar perdere, del resto in carriera ha vinto tanto e non è una novità che un corridore veloce (per caratteristiche è molto più sprinter rispetto al connazionale) si ritiri prima delle montagne. Un po’ più singolare, la scelta di tornare subito a correre anche se totalmente sensata dal punto di vista logico.

Eccoli qua Philippe e Tom, due corridori diversi, con caratteristiche più o meno simili, sicuramente con due personalità quasi opposte. Entrambi campioni del mondo, entrambi predatori di Classiche, anche se ciascuno nei suoi raggi d’azione. Forse il segreto sta nell’origine, entrambi belgi sì, ma vallone il primo e fiammingo il secondo: le due facce della nazione.
Due scelte che hanno pagato e assolutamente fondate, ma perché il tifo italiano (soprattutto sui social) mostra più simpatia per Gilbert? Forse perché contribuisce a rendere spettacolare una corsa come il Giro d’Italia, oppure per il rimpianto di non aver visto un mito vivente come Tom Boonen protagonista in casa nostra. Sicuramente la scelta presa al bivio è una cartina tornasole delle personalità dei due, più concreto il corridore Etixx, più sognatore l’uomo Bmc.

Nessuna critica, sia chiaro, solo un’analisi del diverso comportamento di due grandi campioni che oggi, seppur su palcoscenici diversi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti e che pur non essendo più giovanissimi (Gilbert è un classe ’92, Boonen un ’80) hanno ancora tanto da far vedere, magari a cominciare proprio dal mondiale di Richmond, quando Philippe e Tom correranno per la stessa squadra.

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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco