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SERIE A – La top 11 della 7^ giornata

SERIE A – La top 11 della 7^ giornata

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Top 11 serie A

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Top 11 serie A

Chi sono stati i migliori 11 dell’appena trascorsa 7^ giornata di campionato?

La palma di Miglior portiere va ad Andrea Consigli, probabilmente il principale artefice dell’impresa del Sassuolo che ha bloccato la Juventus: l’ex numero uno dell’Atalanta abbassa la saracinesca e dice di no a Llorente, Lichtsteiner e Tevez, capitolando solo sull’incredibile traiettoria disegnata da Pogba.

Non poteva sognare debutto migliore Giancarlo Gonzalez: il difensore costaricano, tra le rivelazioni del Mondiale, sembrava uno dei tanti acquisti folkloristici che arrivano in Italia dopo un exploit internazionale. Il tempo è galantuomo e ci darà il responso fra qualche mese, ma alla prima presenza in A Gonzalez puntella la difesa rosanero e trova il gol vittoria al 91esimo in uno scontro decisivo per la salvezza: meglio di così?
Dopo i mesi di scetticismo nei suoi confronti, anche Ogbonna sta lentamente ritagliandosi il suo spazio nella Juventus di Allegri: complici gli infortuni che stanno decimando la difesa bianconera, l’ex granata ha disputato una prestazione di grande sostanza e sicurezza contro il Sassuolo. Ciliegina sulla torta: ha convinto tutti sia da centrale sia da terzino sinistro, Evra dovrebbe darsi una svegliata.
Un altro ex brutto anatroccolo è Ignazio Abate, che sta vivendo un momento magico nel Milan targato Superpippo: da zavorra di cui disfarsi, è tornato il cursore instancabile che ci ricordavamo. Anche al Bentegodi corre e ara tutta la fascia destra e mette a segno l’ennesimo assist della stagione: quello per il rocambolesco autogol di Marques.
La rivelazione di giornata è il terzino brasiliano Danilo Avelar, quello che tutti i fantacalcisti della penisola conoscevano come “quello sempre in ballottaggio con Murru”. Da oggi il soprannome dovrà essere “il nuovo rigorista del Cagliari”, visto che dal dischetto si è presentato lui invece che i vari Sau e Cossu; come se non bastasse, ci dimostra che Zeman non ha perso il suo tocco magico nel trasformare i terzini in giocatori d’attacco (il Piris della Roma ci aveva, ragionevolmente, fatto venire qualche dubbio) e mette anche in cascina l’assist per Sau.

Il nuovo capocannoniere della serie A è un centrocampista, e non batte nemmeno i rigori: dopo mesi di ironia a sfondo “Holly e Benji”, Keisuke Honda si è preso le ribalte della cronaca soltanto per le sue prestazioni maiuscole in campo. Corre, gioca bene e, last but not least, segna: 6 gol in 7 giornate di campionato. Se la proverbiale cultura nipponica del lavoro incontra un allenatore maniacale come Pippo Inzaghi, i risultati sono questi. E Galliani se la ride, a proposito di persone che non hanno assolutamente perso il tocco magico…
Sull’altra sponda del Naviglio l’eroe di giornata è Hernanes, che acciuffa il Napoli all’ultimo respiro grazie ad un colpo di testa che esteticamente ricorda un videogioco: il gol è la ciliegina sulla torta di una prestazione finalmente convincente per l’acquisto più costoso dell’era Thohir, e di colpo tutti i fiumi di inchiostro sulla presunta incompatibilità con Kovacic entrano dritte dritte nelle ultime parole famose.
Il terzo migliore centrocampista di giornata è finora il miglior giocatore del torneo: altri due assist al bacio e Antonio Candreva si conferma miglior assistman del campionato. Corsa, qualità e piede educato, le sorti della Lazio di Pioli non potranno prescindere dal suo stato di forma.

Il primo elemento del nostro tridente ideale è, tanto per cambiare, Francesco Totti: dal dischetto timbra per la duecentotrentasettesima volta il cartellino in serie A, illumina il gioco e tutte le azioni di questa Roma da sogno passano per i suoi piedi. Speriamo non si ricordi mai di aver appena compiuto 38 anni…
Dybala convive a Palermo da due anni con il fastidioso scontrino del suo acquisto: i 13 milioni sborsati da Zamparini nel 2012 sono sempre stata una spada di Damocle sul giovane attaccante, che però è sbocciato nella sfida salvezza contro il Cesena. L’intesa con Vazquez migliora di partita in partita, svaria su tutto il fronte d’attacco e sta imparando a vedere di più la porta: aspetta che se ne accorgano i club stranieri…
Dopo un anno abbondante abbiamo ormai assodato che Josè Callejon ha l’istinto del killer, nonostante la sua faccia e i suoi modi educati. La doppietta da attaccante vero contro l’Inter lo testimonia, ma è solo la punta dell’iceberg: ripiega su tutta la fascia, ha quattro polmoni e aggredisce gli spazi con un’intelligenza ben al di sopra del normale. Dovremmo stupirci se Benitez e ADL si sono opposti in tutti i modi a una sua cessione?

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Feliciano Galderisi