Losport24 ha avuto il piacere di realizzare un’intervista esclusiva a Damiano Cunego, vincitore di 3 Giri di Lombardia, un Amstel Gold Race e un Giro d’Italia. Ecco quello che ci ha raccontato.
Salve Damiano, dopo un periodo non particolarmente luminoso della tua carriera ha scelto di approdare alla Nippo Fantini. Perché ha fatto questa scelta?
“Venivo da tanti anni nella stessa squadra (Lampre Merida ndr) e avevo bisogno di nuovi stimoli, ho avuto diverse proposte, come dalla Bretaigne e dalla Southeast. Ringrazio tutti per la fiducia, ma ho scelto questo progetto per le idee fresche e nuove che proponeva: mi ha coinvolto fin da subito. Mi piace l’idea di una squadra italo-giapponese, lavorano molto sull’immagine e sono contento del fatto che abbiano scelto me come uomo simbolo”
Il suo team è un bel connubio tra corridori più esperti e giovani. Cosa può dare lei ai corridori ancora in formazione?
“Questo mondo è una ruota che gira, io ho la possibilità di portare l’esperienza che manca a dei ragazzi che si sono appena affacciati al mondo del professionismo. Mi lusinga questa opportunità, anche perché mi cercano spesso e apprendono velocemente”
Lei invece ha trovato nuovi stimoli da questo nuovo ruolo?
“Sicuramente! Ho trovato più energie, lo vedo sia negli allenamenti, sia nei modi di fare e di pensare: sono più brillante, mi piace”

Parliamo di una squara molto giovane, che però ha già ottenuto dei buoni risultati
“Sì e le gare fatte finora non erano neanche le migliori per le nostre caratteristiche, quindi sicuramente miglioreremo. Ci vuole pazienza”
Parliamo del Giro d’Italia, una corsa che ha vinto e che conosce bene. Con che ambizioni si presenterà alla partenza?
“Si tratta di una gara difficile, il primo obiettivo è quello di prepararsi al meglio con gli allenamenti specifici. Una volta lì si prova a capire quello che ci aspetta, se la classifica ti viene in contro e se non ci sono cadute o guasti; bisogna esser pronti a cambiare obiettivi strada facendo se le cose non dovessero andare per il meglio. L’importante, ripeto, è prepararsi bene per andar forte sulle salite lunghe”
Ha già visto delle tappe particolari che la possono stuzzicare?
“Sì, ho visto il percorso, ma non mi piace mettere nel mirino una singola tappa. Valuterò poi meglio insieme alla squadra”
Una volta terminato il Giro, quali saranno gli obiettivi seguenti?
“Dopo il Giro stabilirò con la squadra i prossimi impegni, abbiamo ricevuto un invito importante al Lombardia: un obiettivo importante”
Alla nazionale ci pensa?
“Al mondiale non credo di partecipare, perché non è adatto agli scalatori, ma più a scattisti e velocisti. Cassani mi ha spiegato nel precedente stage che non è un mondiale adatto alle mie caratteristiche, quindi è facile che non rientri nei programmi”
Quali compagni di squadra vedrebbe bene per un percorso del genere?
“Sono molto giovani, ma su tutti vedo bene Marini, che è molto veloce, e Filosi, che ha un ottimo passo”
Rimanendo sui giovani, cosa pensa del 5° posto del suo ex compagno Bonifazio alla Milano-Sanremo?
“Abbiamo avuto un buon rapporto, già l’anno scorso si capiva che aveva dei numeri ma gli mancava un po’ d’esperienza. La sta acquistando rapidamente!”
Parliamo della sua carriera. Ha vinto tanto, ma pensa che avrebbe potuto ottenere qualcosa di più?
“Sono contento di tutti i risultati che ho ottenuto, il dispiacere più grande magari è il mondiale, però c’è anche un secondo posto al campionato italiano, un secondo posto sull’Alpe d’Huez, un secondo posto sullo Stelvio, a Passo Lanciano… piccole cose, avrei potuto avere un Palmarès migliore, ma bisogna sapersi accontentare. Rimpianti? Non ne ho; tutto quello che sono riuscito ad ottenere, l’ho guadagnato lavorando sodo e con l’onestà. Spero di fare dell’altro, anche se a 34 anni non so a cosa posso ambire”
Qual è stato il momento più bello della sua carriera?
“Ce ne sono diversi. Mi è piaciuta moltissimo la tappa che ho vinto a Monte Vergine (Giro 2004 ndr) con la maglia bianca e nera da carcerato, quella di Falzes (Giro 2004 ndr), l’Amstel Gold Race (2008 ndr) e l’ultimo Giro di Lombardia (2008 ndr), quello in cui sono arrivato da solo”
Al Lombardia ci pensa anche per quest’anno?
“È una gara molto lunga, occorre resistenza, se lavoro bene, perché non provare? Alla fine l’ho vinta tre volte… Anche un piazzamento mi andrebbe bene”
Proviamo a fare un’analisi sul panorama ciclistico internazionale. Pensa che ci troviamo in uno dei momenti più equilibrati a livello di qualità, soprattutto nelle corse a tappe?
“Negli ultimi anni la qualità si è alzata tantissimo, nelle salite in cui lottavo con otto atleti, ora me ne ritrovo quaranta. La media si è molto alzata. Globalizzazione nel ciclismo? Sì, come negli altri sport. Sicuramente la presenza di corridori di più nazionalità permette una maggior diffusione nel ciclismo”
Qual è stato il compagno che le ha dato di più?
“Al di là del suo finale di carriera, ricordo sempre con piacere Leonardo Bertagnoli. Un compagno sempre molto leale che quando ha smesso, ha speso per me delle parole importanti che mi hanno fatto un enorme piacere”
Si vede ancora protagonista per il futuro?
“Speriamo! Sì dai (ride ndr), per ora anche se i risultati non sono arrivati sono sempre stato davanti, pronto a mettermi in gioco: è un buon punto di partenza”
La redazione di LoSport24.com ci tiene a ringraziare per la disponibilità mostrata l’ufficio stampa del Team Nippo Fantini e Damiano Cunego, il quale ha affrontato con grande entusiasmo e cortesia questa chiacchierata. Facciamo loro i nostri migliori auguri.
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