La redazione de Losport24 ha realizzato un’intervista esclusiva a Giacomo Berlato, corridore neo professionista della Nippo Fantini, che già in questo avvio di stagione si è messo ben in mostra:
Ciao Giacomo, partiamo parlando della tua stagione, la prima tra i professionisti. Un avvio positivo in cui ti sei distinto sia al San Luis sia alle Strade Bianche. Sei soddisfatto di questa partenza?
“Non pensavo di cominciare così bene, anche da dilettante sono sempre stato un attaccante, sempre pronto a dare una mano alla squadra; non credevo di essere così pronto per stare al pari con un’altra categoria di atleti, ma ho fatto un bel lavoro per presentarmi così al mondo dei professionisti.”
Sei giovane e al giorno d’oggi per un corridore della tua età è molto difficile emergere. Sei d’accordo?
“Sì, sicuramente perché ci sono atleti come Damiano (Cunego ndr), Contador, Nibali che sono da tanti anni in quell’ambiente e sono più abituati dal punto di vista fisico. Io però mi sono allenato tanto con la squadra e al momento mi sento pronto sotto questo aspetto.”
Nell’intervista a Daniele Colli parlando di te ha detto: “Questo è uno che attacca sempre”; si tratta di una tua caratteristica o per ora hai solo voluto provare le gambe in questa tua nuova avventura?
“Sicuramente è una mia caratteristica, anche nelle categorie inferiori ho sempre attaccato e non ho mai avuto paura di far fatica, anche se partire all’inizio non è facile: io sono sempre pronto a scattare. Voglio essere un aiuto per la squadra, perché con un compagno in fuga si sta più tranquilli e si evita di dover stare davanti a tirare. Ogni tanto butto via delle corse, ma qualcosa ho già raccolto.”
I tuoi punti di forza, poi, emergeranno col tempo…
“Con gli anni nel mondo del professionismo riesci a delineare il tuo fisico e a far emergere le tue caratteristiche che verranno fuori a sé. L’essere sempre pronto e scattante, invece è un’indole mia.”
Oggi (16 marzo ndr) Sagan si è imposto nella Tirreno-Adriatico; è lui il modello di corridore che intendi diventare?
“Inizialmente credevo di essere un corridore da gare in salita, però ho visto che mi difendo bene sul passo e nelle corse un po’ più movimentate, come le classiche; l’anno scorso ho vinto 5 corse arrivando in solitaria. Sagan è senz’altro un esempio che voglio seguire,”
Com’è per te lavorare in una squadra come la Nippo Fantini, un perfetto mix di corridori giovani ed esperti?
“Quando mi è arrivata quest’offerta, vedendo i compagni che avrei avuto, non ci ho pensato due volte. Ho pensato che sarebbe stato il team giusto per crescere, anche grazie all’aiuto di corridori come Colli, De Negri e Cunego che sanno spiegarti dove vai bene e dove sbagli. Quelli un po’ più “vecchi” diciamo, si sentono più giovani aiutandoci e sono sempre pronti a darci una mano. Siamo un bel team, molto unito fin dall’inizio, c’è una bella coesione anche con allenatori, massaggiatori e tutto lo staff.”
Ci puoi dire due parole sui tuoi compagni di squadra?
“Ho trovato davvero dei grandi compagni e ci aiutiamo tutti molto. Al San Luis eravamo tra le squadre più giovani, ma abbiamo ottenuto ugualmente ottimi risultati, perché Marini è arrivato davanti, Grosu e Stacchiotti hanno fatto dei bei piazzamenti; anche Filosi è andato forte. Per quanto riguarda i più esperti, Colli è un gran regista, sa come vanno le corse, mentre Cunego è il primo a cui dare una mano, perché lui fa così con noi. Ha voglia di far vedere che è ancora un gran corridore, nonostante negli ultimi anni abbia fatto un po’ di fatica.”
Quali soddisfazioni vi potete togliere?
“Il gruppo c’è, l’entusiasmo c’è, tra poco arriveranno anche i risultati che ci permetteranno di toglierci quelle soddisfazioni per poi trasmetterle al nostro presidente e al team manager; se le meritano, perché il loro lavoro non è da sottovalutare, vanno ringraziati tutti. Essere in questa squadra è una grande opportunità, anche perché di team ce ne sono sempre meno.”
Farete il Giro d’italia, pensi di partecipare?
“La voglia di esserci c’è, però devo vedere a che livello sono, perché non è facile andare a un Giro che dura 21 giorni. Sarei il primo a mettermi a disposizione e, come ho detto prima, ad attaccare nelle tappe più adatte; è importante però non arrivarci quando non si è ancora pronti. Sarebbe una bella vetrina, per me e per la squadra che ha puntato molto su questa corsa. Cercheremo di onorare questa possibilità. “
Quali sono i tuoi prossimi impegni?
“Giovedì (oggi ndr) farò il Nobili, poi devo ancora valutare. Forse farò la settimana Coppi-Bartali.”
In tutte le interviste che abbiamo realizzato, nessuno si è mai tirato indietro alla parola ”nazionale”. Tu ha i sicuramente tanti anni per conquistarla, ma per questo mondiale credi di avere qualche possibilità?
“La nazionale è sempre la nazionale, ma non è facile entrare anche perché i posti sono pochi. Sarebbe bello, speriamo, ma essendo giovane è meglio crescere ed arrivarci al momento giusto. Per le mie caratteristiche negli anni un posto spero di trovarlo. Un mondiale io l’ho fatto… Per ora pensiamo a far bene con la Nippo, la nazionale sarebbe un onore come atleta.”
Grazie ancora Giacomo, in bocca al lupo
“Grazie a voi, speriamo di trovare qualche bella fuga!”










