riscatto juventus
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Chi si ricorda del grande Lione? Una squadra capace di dominare il campionato francese vincendo tutti e 7 i titoli francesi dal 2002 al 2008, ma che in quel lasso di tempo in Europa non è mai riuscita a regalare grandi soddisfazioni al presidente Aulas: sicuramente un esempio da non imitare per la Juventus di Max Allegri.
La Juve probabilmente è una squadra più completa di quel Lione, ma rischia di vedersi cucire addosso la stessa etichetta di ”obbligata a trionfare in patria e incapace di imporsi in Europa”, sebbene solo due anni fa sia riuscita ad eliminare ai gironi i campioni uscenti del Chelsea e ad approdare fino ai quarti dove il Bayern Monaco con un doppio 2-0 bloccò la marcia continentale bianconera. Tuttavia il modo in cui è finita la scorsa Champion League per la squadra allora allenata da Antonio Conte grida vendetta; l’eliminazione di Istanbul sotto la neve è stata un brutto colpo per l’appeal europeo della Juventus che per prestigio e rosa deve ambire a molto di più.
Stasera Allegri affronterà in casa il Malmoe in quella che è senza dubbio la gara più abbordabile del girone, ma proprio con questo genere di squadre la Juve nelle passate edizioni ha perso punti preziosi nel girone, basti pensare ai pareggi contro il Copenaghen, la stagione scorsa, e il modesto Nordsjelland, due anni fa. Anche in quelle occasioni si trattava dell’esordio europeo stagionale, anche se la partita si giocava in trasferta. Fondamentale dunque raccogliere i tre punti anche per poter giocare la sfida del Calderòn contro l’Atletico Madrid del 1 ottobre con una maggiore tranquillità, riuscendo magari a far sbloccare quel Carlos Tevez che in Champions non trova la rete dal 2009, ma che in campionato è uno dei leader della squadra bianconera
Iniza oggi il cammino in cui la Juventus è chiamata a mostrare il proprio valore anche in campo europeo, per chiarire di non essere come quel Lione e di poter ambire ad un posto tra le big del nostro continente, magari come rivelazione capace di arrivare fino alla finale di Berlino. D’altronde Borussia Dortmund e Atletico Madrid insegnano.









