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SERIE A – Top e flop della seconda giornata

SERIE A – Top e flop della seconda giornata

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Top-flop seconda giornata Serie A: le milanesi danno una lezione alle emiliane.

In attesa dell’ultimo posticipo settimanale tra Verona-Palermo, come di consueto abbiamo eletto i rispettivi migliori e peggiori giocatori e allenatori della seconda giornata: a brillare sono le milanesi, male le squadre emiliane.

– TOP –

Bardi (Chievo Verona);
E’ il principale artefice del successo esterno della squa squadra sul Napoli. Gara perfetta e rigore splendidamente parato a Higuain. Si conferma su grandi livelli, può esser lui il giusto erede in Nazionale di Gigi Buffon. FELINO.

Lichtsteiner (Juventus);
E’ stato più volte sul punto di lasciare Torino, ma la volontà bianconera è sempre stata quella di non farlo partire: scelta azzaccata, solito treno sulla sua corsia, confeziona l’assist per il gol di Tevez sporcato da una deviazione di Danilo. SOLDATINO.

Kovacic (Inter);
Mazzarri l’ha ribadito più volte: sarà la sua stagione. Per ora nessuno può dargli torto. Nelle passate stagioni gli si rimproverava la poca lucidità in zona gol e la scarsa continuità: per ora sta smentendo tutti, con quattro goal all’attivo e prestazioni di altissimo livello. Il futuro è tutto suo. GENIO.

Menez (Milan);
Nella passata stagione al Psg aveva messo a segno lo stesso numero di goal effettuati in due partite con la maglia rossonera. Gioca da falso centravanti, non fa rimpiangere minimamente l’assenza dell’ultimo minuto di Fernando Torres. La ciliegina sulla torta è lo splendido goal di tacco che lascia tutti a bocca aperta. PROFESSORE.

Icardi (Inter);
Qualche tifoso nerazzurro si è accorto della partenza di Milito? Ha 21 anni, ma ha un senso del goal pazzesco. Segna in ogni modo: la prima rete è da vero uomo d’area, la seconda la segna alla “Del Piero”, mette il sigillo finale con una conclusione che è un mix tra tecnica e potenza. LETALE.

Pioli (Lazio);
Il Cesena non era di certo nella sua giornata migliore, ma il tecnico biancoceleste non sbaglia una mossa, andando a smentire le critiche dopo la sconfitta all’esordio. Viene ripagato dall’eterno capitano Mauri, Candreva è il suo top player. DILIGENTE.

– FLOP –

Diego Lopez (Milan);
Fino al quarto goal avversario non effettua grandi errori, ma ha dalla sua la colpa di non comandare a dovere un reparto arrettrato apparso un po’ troppo confuso e distratto. Cinque goal subiti in due partite non sono una media da miglior portiere d’Europa. Ha tempo per rifarsi, infortunio permettendo. SVOGLIATO.

Terranova (Sassuolo);
E’ complice, insieme ai suoi compagni di reparto, della disfatta neroverde. Sbaglia clamorosamente l’uscita palla al piede su Dodò che spiana la strada ai nerazzurri siglando la rete del 3-0 che chiude la gara. Con Ariaudo non c’è intesa e ieri Di Francesco ne ha avuto la dimostrazione. FANTASMA.

Capelli (Cesena);
Sta ancora cercando di prendere Candreva: lui e Braafheid fanno passare un pomeriggio da incubo al terzino cesenate. Due dei tre goal biancocelesti nascono dalla sua corsia. Per centrare la salvezza ci vogliono per altre prestazioni. ABULICO.

Berardi (Sassuolo);
Lascia la squadra in dieci per un gesto infantile e senza scuse. Come nella passata stagione si rende protagonista di una manata, questa volta ai danni di Juan Jesus, che potrebbe costargli più di una giornata. Per crescere deve assumere un comportamento più responsabile. Sul piano tecnico si fa sovrastare da Dodò. INFANTILE.

Higuain (Napoli);
Come tutti i suoi compagni non attraversa un buon stato di forma. Sta pagando la delusione europea, dal dischetto non sono da lui errori come quelli di ieri. Napoli ha bisogno dei suoi goal. APPESANTITO.

Benitez (Napoli);
Ha passato l’ultima settimana tra ferie e critiche contro Mazzarri. Il suo compito è quello di eguagliare i risultati raggiunti dal suop predecessore: fino a questo momento sta fallendo in tutto e per tutto. Svanita l’Europa che conta, con prestazioni come quelle di ieri rischia di svanire presto anche il sogno Scudetto. INGENUO.

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Mauro Costorella

Studente di Lingue e Comunicazione nell'Università degli Studi di Cagliari. Grande amante del calcio, e di tutto lo sport in generale. Cresciuto con un grande desiderio: diventare giornalista sportivo. "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita".