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ROMA – Conferenza Garcia: “Quando non mi sentirò più utile mi farò da parte”. Keita: “Tifosi, sosteneteci!”

ROMA – Conferenza Garcia: “Quando non mi sentirò più utile mi farò da parte”. Keita: “Tifosi, sosteneteci!”

Passare il turno in Europa League per tornare a gioire dopo un brutto periodo in campionato: questo è l’obiettivo della Roma, che domani sera ospiterà all’Olimpico la Fiorentina nella gara di ritorno degli ottavi di finale. Si partirà dall’1-1 dell’andata.

Conferenza stampa Garcia, queste le parole del tecnico giallorosso:

Dopo la sconfitta contro la Sampdoria lunedì sera, è cambiato qualcosa tra Garcia e la Roma? “Non c’è una contraddizione tra voler vincere e quello che ho detto dopo il match con la Samp. Vorrei tranquillizzare questa piazza. Non sarò mai un peso perché ho imparato ad innamorarmi di questa squadra. Il giorno che non mi sentirò più utile per ottenere trofei, un secondo dopo mi farò da parte. Finché i giocatori mi seguono io devo assecondare il mio sogno di vincere qui. Perché sono venuto per questo motivo. E voglio realizzare questo sogno. Con questa squadra, in questa piazza, forse la più difficile del mondo, io penso che si possa ancora vincere. Sono inflessibile su molte cose, soprattutto su me stesso. Poi sui conti, a fine stagione accadrà come al solito e si tireranno le somme“.
Manca qualcosa nello spogliatoio? Una sedia? “Lo spogliatoio è sacro e ciò che succede all’interno rimane all’internoo. Non ci sono sedie nello spogliatoio, ma solo panchine…”
Sul momento no della Roma: “Quando le cose andavano bene, questi primi sei mesi, non ho mai mostrato euforia. E lo stesso non sono nemmeno  un catastrofista. Sono sempre misurato, tranquillo e sereno. Dopo la pioggia viene il sole. Il sole dobbiamo farlo risorgere noi, non ci sono altri che possono farlo. Lasciate però i giocatori tranquilli. Mi prendo io tutta la colpa. Hanno bisogno di fiducia. I conti si fanno a fine stagione. Sembra che siamo fuori da tutto, ma domani vogliamo vincere e superare il turno. Ce la metteremo tutta. Dobbiamo concentrarci sulla Fiorentina“.
Quale può essere la soluzione a questa crisi? “In queste settimane abbiamo usato almeno tre moduli di gioco. Possiamo usarne anche un quarto, ma non credo faccia la differenza. Se la palla entra, le gare cambiano. Abbiamo pareggiato giocando non bene alcune partite. Con la Samp è andata diversamente. Finché la squadra si procura occasioni, io sono tranquillo. Il problema della sconfitta con la Samp è che è arrivata dopo tanti pareggi e gare di non alto livello. Non voglio che i giocatori pensano che ue giorni fa era tutto da buttare. Bisogna credere nelle cose buone he facciamo e poi usciremo da questo momento. Dobbiamo puntare sul gioco, oltre al carattere e all’orgoglio. I giocatori devono avere fiducia“.
A Roma c’è troppa pressione sui tecnici? “Lottiamo contro questa cosa. Però non mi conosce bene chi pensa che sono uno che si arrende al primo momento di difficoltà. Finché l’arbitro non fischia l’ultima giornata di campionato io ci sarò, spingerò i giocatori e tutti quelli che mi stanno intorno“.
Infine una dichiarazione su Iturbe e Gervinho: “Sono due casi diversi. Se parliamo del campionato, devono segnare di più. Hanno il talento per farlo. In Europa Gervinho ha segnato, Iturbe invece è stato fuori molto per infortuni. In attacco non ci sono solo loro due, ma parlando di Gervinho è lo stesso giocatore che faceva alzare l’Olimpico quando vincevamo. Ha le stesse qualità. Deve ritrovare in campionato il suo livello in Europa, dove ci ha aiutato molto. Per Iturbe la situazione è diversa. Si è infortunato, ha avuto una condizione fisica da ritrovare e se non è al 100% non può esprimere le sue qualità. Ma io ho totale fiducia in questi due giocatori e non solo“.

Insieme a Garcia ha parlato in conferenza stampa anche Keita, queste le sue parole:
E’ il momento più difficile della stagione? “Sì, è il momento più difficile. Ma abbiamo l’opportunità di vincere una partita importante con la Fiorentina. Il calcio è così. Ci sono momenti positivi e negativi. I campioni nel momento della difficoltà continuano a lavorare per cambiare le cose. E già da domani possiamo cambiare le cose e passare il turno“.
Cosa è cambiato rispetto a inizio stagione, quando la Roma faceva benissimo? “Quello che è cambiato è che nel calcio si alternano momenti positivi a momenti negativi, come nella vita. E’ cambiato che la palla non entra. La ricetta è continuare a lavorare, perché solo con il lavoro si possono cambiare le cose“.
Sulle critiche ricevute: “La critica è normale, perchè quando le cose vanno bene arrivano commenti positivi, al contrario arrivano critiche quando va male. Dobbiamo accettare entrambe le posizioni. In questo momento non sono contento, ma sono sicuro che dopo il maltempo arriva il sereno. A livello di pressioni ci sono due fattori determinanti: la stampa e i tifosi. I giudizi della stampa contano di meno perché variano a seconda del momento”
Infine un appello ai tifosi: “Per me un club sono tre cose. Calciatori, società e tifosi. Per me i tifosi sono molto importanti soprattutto quando giochiamo in casa. Se vince la Roma non vince un giocatore, ma la squadra e i tifosi. E’ normale che siano arrabbiati, ma domani abbiamo bisogno del loro aiuto per vincere. Chiedo loro di non abbandonarci e sostenerci. Senza il loro aiuto sarà tutto più difficile. E’ complicato per un calciaotore giocare quando viene contestato. I tifosi rappresentano la Roma. Io domani potrei essere in un altro club, ma la Roma ci sarà sempre. Cerchiamo di essere uniti e compatti “.

 

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Federica Sala

21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Esperta e amante di calcio, mi occupo del settore giovanile e dei social network.