ESCLUSIVA – Vlada Avramov: “Felicissimo per il Cagliari, a gennaio potevo tornare. La gente sarda merita la Serie A”

Un portiere affidabile e capace di diventare leader in ogni spogliatoio frequentato nel corso di quattordici lunghi anni di carriera. Un’etichetta da “Dodicesimo di lusso” mai realmente scomoda per chi ha sempre dato il massimo e vissuto il suo lavoro con impegno e professionalità. Vlada Avramov ha vissuto diverse esperienze nella sua vita calcistica ma i tre anni a Cagliari gli sono rimasti nel cuore e di questo e altri temi ha parlato in esclusiva ai microfoni della redazione de Lo Sport 24.
– Vlada, partiamo dal presente e da una squadra per te speciale: che effetto fa vedere il Cagliari promosso in Serie A dopo appena una stagione in Serie B?

“Ho seguito tutte le partite del Cagliari e sono felicissimo per la promozione in Serie A perché la meritano tutti i tifosi del Cagliari e più in generale tutte le persone sarde. La gente sarda è speciale, ho giocato tanti anni in Italia ma non ho mai trovato persone di questo tipo. Tutti sono bravissimi, gentili e dunque sono contentissimo per loro”.

– Da quali calciatori deve ripartire la società nella massima serie? Quali e quanti innesti potrebbero servire alla squadra per raggiungere una salvezza tranquilla?

“Per prima cosa non devono richiamare Zeman (ride ndr) perché l’anno scorso la retrocessione è stata in buona parte colpa dell’allenatore. Penso che con 2-3 giocatori di esperienza, ad esempio calciatori come Conti, la rosa possa essere competitiva. Non bisogna cambiare molto, bisogna ripartire da calciatori come Sau, Dessena, Storari perché quando stravolgi tutto come due anni fa non va bene. Lo spogliatoio ora è unito, la base è buona e ci sono già giocatori che hanno giocato tante partite in Serie A. Inoltre, secondo me, anche i calciatori che non hanno mai giocato in Serie A meritano di giocarci il prossimo anno, perché sono stati loro a riportare il Cagliari nella massima serie”.

– Un calciatore d’esperienza accostato al Cagliari nelle ultime settimane è il tuo amico Pasqual. Potrebbe dare una mano al club?

“Assolutamente si, lui è un grandissimo giocatore, ex capitano della Fiorentina. Ha esperienza e ha giocato anche in Champions League. Può giocare sia come terzino destro che come terzino sinistro e inoltre è una persona meravigliosa. Sarei contento se lui venisse”.

– Il Presidente Giulini ha blindato Rastelli, che si presenterà nella massima serie da esordiente assoluto. E’ giusto concedergli una chance?

“E’ giustissimo, è lui che ha portato la squadra in Serie A. Ha i suoi meriti e deve rimanere. Rastelli mi piace, mi piace il suo gioco e soprattutto mi è piaciuta la gestione della squadra. Non è mai facile gestire la pressione quando devi vincere così tante partite ma lui è stato molto bravo a motivare e gestire nel modo giusto una rosa così importante”.

– Lunedì tornerai al Sant’Elia per il “Conti Day”, la partita d’addio al calcio dell’ex capitano rossoblu. Cosa è stato per te Daniele Conti? Quanto è importante partecipare a questa grande giornata di festa per tutti i tifosi sardi?

“Daniele per me è un fratello, ci sentiamo spesso. Ancora oggi se ho un problema e devo chiamare qualcuno chiamo lui, se sono felice per qualcosa che mi è successo chiamo lui. Eravamo vicini di casa e abbiamo vissuto tre anni bellissimi insieme, si è comportato dal primo all’ultimo giorno come un vero capitano e oggi siamo amici fraterni. Per quanto riguarda la partecipazione a questa partita beh, sono orgoglioso di giocare davanti a quei tifosi. Già l’anno scorso quando sono tornato con l’Atalanta ho sentito un affetto che mi ha commosso. I tifosi del Cagliari sono speciali, nei miei anni in rossoblu ci sono sempre stati vicini. Quando serviva ci mandavano a quel paese, è una tifoseria con i coglioni. Ma alla fine ci hanno sempre sostenuto e dato una mano anche nei momenti più difficili e per questo sarà bellissimo giocare ancora una volta davanti a loro”.

– Ti sarebbe piaciuto chiudere la carriera al Cagliari? 

“Certo, come no. Due anni fa il rinnovo era fatto, avevo l’accordo con Cellino e Salerno ed ero contentissimo di rimanere. Dovevo rinnovare per due anni e poi rimanere a Cagliari come preparatore dei portieri. Tuttavia con il passaggio di proprietà imminente il contratto non si poteva depositare e purtroppo ho dovuto cambiare i miei progetti”.

– Passiamo al tuo futuro: cosa farà Vlada Avramov? Appenderà la mitica calzamaglia al chiodo o tornerà in campo?

“Sinceramente mi sento ancora bene fisicamente. Ho 37 anni e ne sono consapevole ma sono andato via da Tokyo perché non volevo più rimanere. Aspetto da mesi il passaporto italiano ma non arriva mai e per questo a gennaio, quando il Cagliari mi ha contattato, non sono potuto tornare. Ora ho ancora 2-3 proposte dall’Italia ma se entro il 31 agosto questo passaporto non arriverà, allora appenderò la calzamaglia al chiodo”.

– A volte il futuro è il passato, magari anche con un altro ruolo…

“Chissà, lo spero. Vedremo lunedì quando arrivo a Cagliari cosa dirà il Presidente…”.

La redazione de Lo Sport 24 ringrazia Vlada Avramov per simpatia e gentilezza mostrate nel corso dell’intervista. Per la riproduzione anche parziale dell’intervista citare la fonte.