Home » »
TOUR DE FRANCE, 11a tappa: vince Sagan, Froome ringrazia e allunga

TOUR DE FRANCE, 11a tappa: vince Sagan, Froome ringrazia e allunga

L’11a tappa del Tour de France 2016 ha due vincitori. Peter Sagan (Tinkoff) conquista la vittoria parziale, incamerando punti preziosi per la classifica della Maglia Verde; Chris Froome (Team Sky) chiude secondo, ma aumenta sensibilmente il vantaggio sui diretti inseguitori ed ora inizia a far paura. Terzo l’ottimo Maciej Bodnar (Tinkoff). Il gruppo con i diretti avversari del leader della classifica generale arriva a 5”.

L’11a tappa della Grande Boucle parte da Carcassonne ed arriva a Montpellier dopo aver percorso 162 km. È una frazione prevalentemente pianeggiante, con due sole asperità poste nella prima parte del tracciato: si tratta della Cote de Minerve, lunga 2,4 km al 5,4%, e della Cote de Villespassans, 2,3 km al 4,5% di pendenza media. Dopo questi due ostacoli, peraltro non irresistibili in quanto colli di quarta categoria, la tappa si incanala verso un arrivo in volata. L’unico ostacolo nel percorso è rappresentato dagli ultimi 5 km verso Montpellier, con qualche saliscendi. Il traguardo è ideale per una volata, considerando anche che l’ultima vera curva è posta a 2000 metri dalla conclusione. Un vero pericolo è il vento, che in questa zona rappresenta un’insidia importante per tutti i corridori.

Gli italiani corrono con il lutto al braccio per ricordare e commemorare quanto è avvenuto ieri, nel tragico disastro ferroviario in Puglia. Dopo soli 6 km, vanno in fuga Vichot (Fdj) e Howard (Iam). I due guadagnano subito terreno sul gruppo maglia gialla. Passano 19 km e si verifica una maxi caduta in cui resta coinvolto anche Thibaut Pinot (Fdj). Il ciclista francese non è fortunato perché, mentre rientra nel gruppo dei migliori, incappa in un nuovo scivolone collettivo, insieme tra gli altri a Sanchez (Astana), Howes e Craddock (Cannondale), Grmay (Lampre), e Theuns (Trek). Addirittura George Bennett, neozelandese della LottoNL, finisce in un fosso, per fortuna senza riportare gravi conseguenze. Queste cadute permettono ai fuggitivi di crearsi un margine di 4 minuti. La Tinkoff prende in mano le operazioni per ricucire il distacco, ma con il forcing della formazione russa, si crea una spaccatura in due tronconi. Sorprendentemente resta staccato il vincitore della tappa di ieri, Michael Matthews (Orica GreenEdge), che non si ricongiunge nemmeno quando il gruppo si compatta. La quiete dura poco: l’azione della Trek Segafredo permette al gruppo principale di accorciare sulla coppia di testa, portandosi a soli 30’’. Tuttavia, il plotone si fraziona in 5 parti, ma tutte molto vicine fra loro. Ai meno 61 il gruppo maglia gialla, trainato dal team Sky riprende i fuggitivi. Il forte vento laterale, che spira a 35 km/h, crea parecchi problemi ai corridori: ne fanno le spese alcuni ciclisti come Tony Gallopin (Lotto Soudal) e soprattutto Pinot. Ai meno 30, altra caduta: finisce a terra Rafal Majka, Oscar Gatto (Tinkoff) e Damiano Caruso (Bmc). Al traguardo volante sprintano Kittel (Etixx-Quick Step), Sagan (Tinkoff) e Cavendish (Dimension Data) e iniziano a fare le prove generali in vista del gran finale. A 35 chilometri dalla conclusione è nuovamente gruppo compatto.

La corsa esplode nuovamente ai meno 11 ed il plotone principale si allunga a dismisura. Ma soprattutto ecco il colpo di scena, che potrebbe decidere il Tour de France 2016: attaccano in quattro, i Tinkoff Bodnar e Sagan (maglia verde) e la maglia gialla Froome, con il gregario Geraint Thomas (Sky). Affonda Nairo Quintana, che si fa sorprendere nuovamente e perde contatto dal leader della classifica generale. Il distacco tra il quartetto in testa ed il gruppo principale si dilata, mentre salta Mark Cavendish, fermato da una foratura. Il plotone principale si spezza in due e ne paga le conseguenze Joaquin Rodriguez. Nel primo gruppo di inseguitori, si mette in testa la Giant Alpecin, ma senza successo. Ai meno 500 si rialza Geraint Thomas dopo un ottimo lavoro. Lo sprint è senza storia: vince Peter Sagan, Froome conclude secondo e rafforza ulteriormente la sua leadership. Terzo posto per Bodnar. Il gruppo con primi inseguitori arriva in leggero ritardo. Froome se la ride: la Maglia gialla prende sempre più la strada del Regno Unito.

Picture of Federico Mariani

Federico Mariani

Nato a Cremona il 31 maggio 1992, sono laureato in Lettere Moderne e studio Storia d'Europa presso l'Università di Pavia. Sono appassionato di sport, con una preferenza per il ciclismo. Sogno di far diventare questa passione il mio lavoro.