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SERIE A – La top 11 della 3^giornata

SERIE A – La top 11 della 3^giornata

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top 11 3 giornata

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Una terza giornata povera di gol e di emozioni ci propone la seguente top 11.

Il portiere è Perin: per quanto anche Sorrentino abbia strappato un gran voto in pagella per la prodezza su Osvaldo, il portierino del Genoa è il principale artefice della vittoria dei suoi. Il primo tempo di Marassi è un tiro al bersaglio e dove non arrivano i suoi guantoni, ci pensa la buona sorte sotto forma di traversa a salvarlo: seconda partita consecutiva da fenomeno per il portiere di Latina.

In difesa spiccano i difensori goleador Danilo e Rugani: il primo condanna il Napoli con il suo tocco in scivolata, principale lampo di una partita di ordinaria amministrazione in cui gli attaccanti avversari non erano quasi pervenuti; il giovane difensore dell’Empoli trova il suo primo gol in A in uno scontro salvezza, a coronamento di una prestazione da veterano, a conferma di quanto si dice di buono sul suo conto: si frega le mani la Juve, che ha già da tempo messo le mani sul suo cartellino.
Il terzo difensore è un gradito ritorno: dopo le sfortunate stagioni in nerazzurro e rossonero, Silvestre ha già preso le redini della difesa della Samp. Con la collaborazione del collega Gastaldello, l’argentino ha tenuto bagnate per 90′ le polveri del temibile attacco del Sassuolo e i blucerchiati hanno già due partite consecutive con la porta imbattuta: a Genova si sono già dimenticati di Mustafi.

Un alieno come Pogba non avrebbe diritto di cittadinanza in questa top 11 di terrestri: solita prestazione di sostanza e classe, condita dal filtrante incredibile che ha messo in porta Tevez e noi appassionati a chiederci cosa ci faccia ancora nel cimitero degli elefanti che è diventato il nostro campionato.
Una bellissima sorpresa di questo inizio di stagione è El Mudo Vazquez, nel ruolo a ridosso della prima punta ritagliato per lui da Iachini. A stupirci non è tanto il secondo gol consecutivo, quanto la mobilità, la determinazione e i piedi buoni con cui ha messo in apprensione la difesa dell’Inter quando il Palermo faceva capolino nella metà campo avversaria: il tempo sarà il miglior giudice, ma Zamparini ha forse già trovato la sua nuova gallina dalle uova d’oro.
Alessandro Florenzi non è più una sorpresa ma una sicurezza: dove lo metti sta, da esterno, da mezzala e anche da terzino sinistro, corre come un invasato e ha confermato il suo buon feeling con la rete; oltre al gol, spicca per l’esultanza d’altri tempi ad abbracciare la nonna sugli spalti che lo candida a pupillo delle massaie oltre che di allenatori e fantallenatori.
L’ultimo centrocampista è Brienza, che illumina il primo tempo del Manuzzi e fa ammattire difensori e centrocampisti dell’Empoli; propizia il primo gol ed è sempre nel vivo della manovra, nella ripresa Bisoli lo sostituisce incomprensibilmente e come d’incanto il Cesena subisce la rimonta avversaria.

La più inattesa nomination nella top 11 è quella riservata all’attaccante del Parma Massimo Coda: tanta gavetta e cambi di squadra nelle serie minori, l’esplosione nella Cremonese e la consacrazione nel Nova Gorica, massima categoria slovena. Rientra sotto silenzio a Parma e Donadoni lo butta nella mischia, complici le prestazioni ai limiti del grottesco di Belfodil e Ghezzal: il risultato? Un gol, due assist e sopratutto una partita ribaltata.
A proposito di cambi azzeccati, anche Gasperini domenica ha potuto dire la sua: fuori un Matri non brillantissimo, dentro un Pinilla carico a molla e fisicamente tirato a lucido. Fa a spallate, va in tackle e arringa la curva del Genoa; i fotografi lo ringraziano per lo scenografico volo d’angelo con cui corregge in rete il tiro di Perotti.
L’altro artefice della vittoria dei ducali è Cassano, tornato a far parlare di sé per le prodezze sul rettangolo verde e non per le bizze in spogliatoio: una bordata a togliere le ragnatele dall’incrocio dei pali e un gol da attaccante d’area su sponda di Coda. Le possibilità di questo Parma privo di Biabiany e Parolo passano quasi esclusivamente dai suoi piedi.

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Feliciano Galderisi