Milos Raonic, rappresenta, in questo 2014, il nuovo che avanza: è nato il 27 Dicembre 1990 a Podgorica (Montenegro), per poi trasferirsi in Canada, già in giovane età. Si fa notare al mondo all’Australian Open 2011, quando, partendo dalle qualificazioni, raggiunge gli ottavi di finale; nello stesso anno vince il suo primo titolo: si tratta del 250 di San Josè. I punti conquistati nell’estate 2011 lo fanno diventare il canadese con il miglior ranking della storia.
Ad inizio 2014 si trova in undicesima posizione, e con 5 titoli già in bacheca. la collaborazione tecnica con il duo Piatti – Ljubicic gli permette di migliorare il proprio gioco, che evidenzia un servizio devastante, permettendogli di mettere a segno un numero vasto di aces (quest’anno, in venti tornei giocati, ne ha totalizzato ben 1063); pure la seconda di servizio è un arma importante per il gigante di Podgorica, essendo molto carica di effetto. La stagione sul cemento finisce senza grandi traguardi, sulla terra invece sorprende tutti raggiungendo le semifinali a Roma e i quarti al Roland Garros, ma in entrambi i casi si trova di fronte Novak Djokovic, che non è mai riuscito a battere finora; a Wimbledon mette in mostra un servizio solidissimo, che gli consente di giocare la semifinale con Federer, da cui subisce un triplo 6-4.
Raonic mette nel mirino il 500 di Washington di fine Luglio, elimina tre americani (Sock, Johnson e Young) prima di giocare una finale tutta canadese con Pospisil: il match dimostra la maggiore maturità di Milos, che porta a casa partita e titolo con un parziale di 6-1, 6-4; è l’unico trofeo che l’aceman canadese vince quest’anno, perdendo le altre due finali contro Nishikori, a Tokyo, e da Djokovic a Parigi – Bercy. Si classifica quindi all’ottavo posto, che gli permettere di qualificarsi alle Finals.
Milos Raonic non è più solo un giocatore da servizio e dritto, come qualche anno fa: Piatti e Ljubicic hanno migliorato il suo gioco negli scambi e nel back di rovescio, che usa spesso per difendersi e per proiettarsi a rete. La sua forza rimane però il servizio, che sul cemento di Londra sarà un arma fondamentale per vincere i match contro gli altri big; inoltre, il cemento indoor è la sua superficie preferita, su cui ha vinto quattro, dei sei titoli conquistati in carriera.









