Stefano Borghi Liga
Stefano Borghi Liga
“Real e Barça. Poi il vuoto”. Fino a 3-4 anni fa era questo l’idioma utilizzato nei discorsi “da bar”, quando il discorso capitava sulla Liga. Ma qualcosa sembra essere cambiato in tempi recenti, soprattutto dopo che i vari Golia (appunto, Real e Barça) sono stati trafitti dal piccolo e vulcanico “materassaio” Davide (meglio definito nella lingua di Cervantes con il termine “colchonero”, ossia l’Atletico Madrid).
Il campionato in Spagna, forse più dello scorso anno, è diventato competitivo e dal grande appeal. La redazione de Losport24.com ha quindi tracciato un’analisi sulla Liga, grazie al contributo di un massimo esperto di calcio spagnolo: Stefano Borghi, telecronista di Fox Sports.
Ciao Stefano, partiamo dal Barcellona capolista: come valuti la situazione dopo l’arrivo di Luis Enrique e un avvio convincente?
“E’ di sicuro un Barça molto diverso da quello dello scorso anno: innanzitutto lo trovo più affamato e con maggiori stimoli. L’anno scorso i giornali spagnoli hanno sempre remato contro il “Tata” Martino, sostenendo che non era adatto ad una panchina così illustre e affibbiandoli gran parte della colpa del fallimento dei Blaugrana. E’ un Barça vincente, vero, ma con evidenti problemi in difesa, vista l’esplicita richiesta di Luis Enrique nel voler spingere molto con i terzini. Gli avversari che ha incontrato fino ad ora non erano di certo all’altezza, ed al primo reale test le falle sono emerse (ndr. con il Psg in Champions). Sono molto curioso di vedere all’opera Suarez in questo nuovo tridente “stretto”, con Messi che si abbasserà ancor di più per ricevere rifornimenti dalla mediana e Neymar che attaccherà lo spazio centrale: quel che è certo rimane l’enorme differenza con i movimenti offensivi di Guardiola.”
Passiamo invece al Real: dopo il Derby perso si parlava di crisi e di Ancelotti “a rischio”. Poi alcune modifiche tattiche e quattro convincenti vittorie consecutive.
“La posizione di James nei quattro di metà campo ha di sicuro fornito un elemento di imprevedibilità ai Blancos. Ancelotti aveva già in mente questo tipo di squadra a partire dalla Supercoppa europea di Glasgow con il Siviglia. Io personalmente ridevo quando si parlava di un esonero in vista, anche perchè le due sconfitte maturate nel Derby e con la Real Sociedad sono arrivate dopo una buona mezz’ora di dominio incontrastato. Trovata l’amalgama con i nuovi innesti, basteranno anche 50 minuti per spazzare via l’avversario. Sono campioni d’Europa in carica ed a mio modo di vedere sono la squadra da battere: 4 punti di svantaggio in questa Liga rappresentano uno scarto da recuperare veramente minimo.”
E l’ Atletico? Può farcela a riconfermarsi oppure l’entusiasmo del movimento “Cholista” si è eclissato?
“Riconfermarsi sarà durissima. L’anno scorso è stato compiuto sì un miracolo, ma pianificato passo per passo. Il mercato, a mio avviso, è stato condotto egregiamente. Non è facile rimpiazzare giocatori già formati come Courtois, Filipe Luis e Diego Costa. Le squadre piccole sono colte impreparate sempre di meno perchè hanno imparato a conoscerli. Sarà vitale l’apporto anche dei giocatori che costituivano l’ossatura dello scorso anno e che hanno abbassato il proprio rendimento per vari motivi, per esempio Gabi e Juanfran.”
Cerci quindi può essere l’arma in più?
“Con il Valencia è stato molto sfortunato. L’avvio a rilento è stato causato principalmente da fattori fisici: ricordiamo infatti che Cerci non ha svolto la preparazione con il Torino per via delle continue voci di mercato che lo riguardavano. Viene da un campionato, quale è la Serie A, dove si gioca a ritmi molto più bassi della Liga. Se a tutto ciò aggiungiamo l’intensità richiesta da Simeone alla squadra, ecco spiegato il suo avvio a rilento. Quando però sarà pronto, potrà veramente fare la differenza.”
Ultima domanda: può esserci un outsider come l’Atletico lo scorso anno? Per esempio il Siviglia?
“Se un evento simile a quello dell’anno scorso si ripete, si passa direttamente alla sfera del “mistico”. Sono le squadre come il Siviglia che hanno incrementato il livello del campionato, grazie ad investimenti oculati e dal grande rendimento. A me personalmente piace molto il Valencia per il bel gioco propositivo offerto: trovo Andre Gomes molto interessante, ma soprattutto Rodrigo un potenziale campionissimo. Vincere la Liga per queste squadre è impossibile, ma nella sfida singola sarà difficilissimo affrontarle e daranno filo da torcere alle “big”.”
La redazione di LoSport24.com ringrazia Stefano Borghi per la simpatia e la disponibilità mostrata nel corso dell’intervista. La riproduzione, anche solo parziale, deve avvenire previa citazione della fonte.










