Seconda vittoria consecutiva nel fondo per Federico Pellegrino, che replica il successo ottenuto prima di natale a Davos. La Svizzera e la Val Mustair portano bene allo sprinter di Aosta, che mostra un’ottima condizione già nelle prime batterie. Nei quarti insieme al russo Belov, ha ottenuto la qualificazione in scioltezza, nonostante la presenza di Dario Cologna tra gli avversari.
In semifinale l’azzurro si è trovato ai lati due mostri sacri come Sundby, leader della generale, e Northug, in testa al Tour de Ski dopo le prime due gare, ma Chicco non si è fatto intimorire, sorpassando entrambi sul rettilineo finale.
I due norvegesi potevano vendicarsi nell’ultimo atto, con Sundby che ha provato a staccare il connazionale e Pellegrino durante il primo giro. Ma l’italiano supportato da ottimi materiali, si è riportato sotto sfruttando l’agilità in salita, e di nuovo sulla passerella finale, ha prima affiancato i norvegesi, e gli anticipati in spaccata sulla linea del traguardo.
Secondo posto per Northug che può allungare nella classifica del Tour sullo svedese Halfvarsson, sesto e mai competitivo in finale, mentre Sundby allunga su Krogh nella generale portando a più di 100 punti il vantaggio sul connazionale.
Pellegrino invece, con i 50 punti ottenuti, salta al terzo posto della sprint e proverà l’attacco al leader Krogh in Estonia a Otepaa.
Tra le donne solito assolo della Norvegia, che piazza anche oggi un altro terzetto sul podio, con Marit Bjoergen devastante in tutte le batterie disputate.
Con la terza vittoria nelle prime tre gare del Tour de Ski, la veterana norvegese ipoteca il successo finale, mostrando un passo decisamente più potente rispetto anche alle sue compaesane. La Weng e la Oestberg, seconda e terza, non sono mai riuscite a impensierire la 34enne di Trondheim, perdendo la sua scia già dopo il primo giro. Bene la svedese Nilsson che ha provato a intromettersi tra le norvegesi, ma alla fine non poteva far meglio della quarta posizione.
Prova positiva per l’Italia, che ha portato tre atlete ai quarti, con Gaia Vuerich che si è fermata in semifinale dopo aver eliminato in batteria la Johaug. Sfortunata la De Bertolis, trovatasi nella batteria con quattro specialiste della sprint, e fuori per pochissimi centesimi ma con un tempo migliore rispetto alla Kowalczyk.
Nel salto, ultimo appuntamento del “Torneo dei 4 trampolini” a Bischofshofen, in cui veniva decretato il vincitore della manifestazione.
Il successo della gara austriaca è andato ad un atleta di casa, il leader della generale Michael Hayboeck, secondo anche ad Oberstdorf sulla pista inaugurale.
Il saltatore di Linz è stato eccezionale soprattutto nella prima prova, meritandosi anche il massimo voto di 20 da parte dei giudici. Con quasi 10 punti di vantaggio sui diretti inseguitori, Hayboeck ha iniziato a credere anche nella vittoria del trofeo, ma il connazionale Stefan Kraft, con il terzo podio ottenuto nei 4 trampolini, e con soli 6 punti in più rispetto a lui, è riuscito a soffiargli la Coppa.
Kraft prolunga così il dominio degli austriaci nel piccolo ma prestigioso torneo, con il finlandese Ahonen che è stato l’ultimo atleta non appartenente alla nazione alpina, a trionfare nel 2008.
Tra Hayboeck e Kraft si è infilato il sorprendente 42enne Noriaki Kasai, fenomenale nel secondo salto con cui ha raggiunto i 137 metri e che gli ha permesso di superare il vincitore della trofeo. Rimonta non riuscita per un decimo di punto al solito Prevc, già due volte terzo sulle prime due piste del torneo, mentre chiudono rispettivamente quinto e sesto i vincitori di Garmisch e Innsbruck, Jacobsen e Freitag, davanti all’austriaco Schlierenzauer.
Chiudono la top10 un Fannemel sotto le aspettative, e lo svizzero Ammann, autore di una caduta pericolosa in spaccata, con seguente perdita di conoscenza.









