Napoli Verona serie A
Per riguadagnare terreno in classifica e sopratutto per rinsaldare la sua traballante posizione, Benitez decide di accantonare il turnover e di affidarsi al suo undici di base; Mandorlini imposta una partita accorta e propone un 3-5-2 molto bloccato e guardingo. La gara si mette subito sui migliori binari che il tecnico scaligero potesse desiderare: dal calcio d’inizio nasce un lancio per Toni nell’area azzurra, Koulibaly svetta di testa e allontana ma sulla sfera si avventa Hallfredsson che al volo trova l’angolino dove il portiere napoletano non può arrivare. 1-0 per il Verona, e non sono passati nemmeno 30 secondi.
Il Napoli appare frastornato, ma i fischi dei tifosi sono una secchiata d’acqua fredda e gli azzurri si riversano in avanti: al 3′ Insigne si tuffa su un cross dalla destra e chiama Rafael a un grandissimo intervento sul suo colpo di testa ravvicinato.
Gli ospiti cercano di colpire in contropiede con lo schema più vecchio del mondo: la difesa rinvia in avanti, Toni lavora il pallone grazie alla sua fisicità e serve il moto perpetuo di Gomez. Al 9′ proprio Toni ha un’occasione ghiotta ma, sugli sviluppi di una ribattuta, strozza troppo la palla che finisce tra le mani del Rafael napoletano. La partita deve comunque farla il Napoli, che prende residenza nei 30 metri avversari e si affida principalmente alle intuizioni di un Insigne ispirato: il Verona oppone barricate da calcio pionieristico, con difensori ed esterni bloccatissimi, e limita al minimo le sofferenze, grazie anche a un Rafael che prende tutto quello che passa dalle sue parti.
Proprio quando sembra che gli ospiti riescano a mantenere la porta inviolata fino all’intervallo, arriva l’acuto del Napoli: azione classica dei partenopei, Insigne sventaglia da sinistra a destra cercando il movimento di Callejon, lo spagnolo fa sponda per Koulibaly che tocca alla meno peggio. La palla si impenna all’altezza del dischetto e il più lesto è Hamsik, che da lì proprio non puo’ mancare la porta e trova il meritatissimo pareggio.
Napoli Verona serie A
La partita esplode nel secondo tempo e al 58′ Hamsik scaraventa in rete una palla vagante nell’area scaligera; Mandorlini corre ai ripari e inserisce gli offensivi Nenè e Nico Lopez. Proprio il folletto uruguayo entra in partita subito e perfora la difesa azzurra con uno slalom incredibile e trova l’insperato, quanto immeritato, gol del 2-2. Napoli affranto? Nemmeno per sogno: Higuain si prende i suoi sulle spalle, approfitta di un disimpegno errato e dopo solo un minuto lascia sul posto gli avversari e piazza il pallone alle spalle di Rafael. Ora la metà campo veronese, con gli scaligeri totalmente riversati in attacco, diventa terreno fertile per le sgroppate in contropiede dei partenopei, che non si accontentano di vincere ma vogliono stravincere. Tocca dunque a Callejon gonfiare il bottino giornaliero, con un diagonale secco a coronamento di una cavalcata al fianco di Hamsik, poi è Albiol a involarsi in area e servire ancora il Pipita che segna da pochi passi. 5-2, e partita praticamente finita. Higuain vuole portarsi a casa il pallone per zittire tutte le polemiche sul suo conto: prima trova sulla sua strada una clamorosa svista del guardalinee, che gli annulla un gol regolare, poi trova la tripletta personale trasformando un calcio di rigore con un’esecuzione da manuale.
Si discuterà a lungo di etica sportiva e del Napoli che ha deciso di infierire su un avversario evidentemente in balia degli eventi: quello che conta è la volontà della squadra di Benitez di scuotersi di dosso tutti i cattivi pensieri e la scorpacciata di gol è il rimedio più sicuro per farlo. Grande prestazione e risultato rotondo: i tifosi maledicono l’incombente infrasettimanale, che già da domani imporrà alla squadra di pensare al prossimo impegno e non permetterà di festeggiare a dovere la grande serata del San Paolo.
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