serie a lazio udinese
serie a lazio udinese
L’Udinese di Stramaccioni inaugura la mini-crisi della Lazio, che ha raccolto solo la vittoria contro il modesto Cesena nelle prime quattro partite di campionato: tra i padroni di casa rientrano fra i titolari Marchetti e Klose, i bianconeri lasciano in panchina Di Natale a beneficio di Muriel.
Nei primi 20′ succede poco e niente, i padroni di casa cercano di giocare la palla sulle fasce ma Widmer e Piris fanno buona guardia, poi il tappo salta improvvisamente e le emozioni si susseguono: al 21′ Felipe Anderson scappa sulla sinistra, si accentra e manca il gol alla Del Piero per pochi centimetri. Passa solo un minuto e si ribalta l’azione con un lancio perfetto per la progressione di Muriel che si scontra con Marchetti in uscita: il portiere rimane a terra ma il colombiano conclude comunque a rete, solo Novaretti appostato sulla linea riesce a evitare il gol. Sull’altro fronte un tiraccio di Onazi diventa un mezzo assist per Klose che devia la palla con il suo istinto felino, ma la forza non è sufficiente per creare davvero problemi a Karnezis. La partita è in equilibrio e solo una giocata individuale puo’ toglierla da questi binari: Muriel lo capisce e da una sua giocata splendida quanto disordinata sulla trequarti biancoceleste nasce il gol dell’Udinese, la palla arriva in qualche modo sulla destra a Widmer che crossa senza pensarci per Thereau: il francese anticipa una difesa non troppo reattiva e insacca dal cuore dell’area. Dopo qualche istante Muriel accusa lo scontro con Marchetti e lascia il campo in barella: Strama inserisce Bruno Fernandes a trequarti e l’autore del gol si sposta in posizione di prima punta.
La Lazio avanza il baricentro ma il centrocampo supporta poco i tre davanti e l’iniziativa cade tutta sulle spalle di Candreva che svaria tanto senza trovare l’affondo decisivo: solo qualche mischia su cross e calci piazzati, ma Karnezis se la cava con un paio di uscite da ordinaria amministrazione.
Nell’intervallo Pioli decide di sfoderare l’artiglieria pesante e inserisce Djordjevic al posto di un Felipe Anderson troppo nascosto tra le pieghe della partita: Stramaccioni non ha bisogno di fare la partita e il baricentro dell’Udinese si abbassa vertiginosamente. Dal primo minuto del secondo tempo la Lazio pianta le tende nella metà campo avversaria, trova sbocchi sulle fasce e dozzine di cross su cui però i centrali friulani e le uscite sicure di Karnezis hanno sempre la meglio. Pioli arriva a disegnare un 4-2-4 con l’ingresso di Lulic, schierato terzino sinistro al posto di un propositivo Braafheid, e Keita esterno alto: lo spagnolo ravviva la partita col suo ingresso in campo ma dopo qualche buono spunto si esaurisce anche la sua verve. La partita di fatto finisce con un possesso palla laziale sul modello del Barcellona ma senza che Karnezis abbia mai dovuto sudare particolarmente: seconda beffa per la Lazio dopo la sconfitta di Marassi, se gli attaccanti non iniziano a segnare (Klose e Djordjevic non hanno ancora firmato un tabellino) si fa tutta in salita.









