Il giudice Tosel ha deciso in merito al caso Sarri-Mancini: l’allenatore del Napoli è stato squalificato per due turni e gli è stata inflitta una ammenda di 20mila euro, mentre il tecnico nerazzurro è stato punito con una multa da 5mila euro. Nessuna mega-stangata, secondo il giudice le parole di Sarri erano da punire come insulti e non come razzismo.
LA SENTENZA – In queste ultime 48 ore il caso Sarri-Mancini ha tenuto banco e tante sono state le posizioni prese dall’ambiente calcistico e non solo. L’ultima parola spettava però al giudice Tosel, che oggi ha deciso in merito alla punizione da infliggere all’allenatore del Napoli. Due turni di squalifica da scontare in Coppa Italia e 20mila euro di ammenda: questa la decisione del giudice, che ha analizzato il referto dell’arbtro e degli ispettori federali, scegliendo di catalogare il caso come un episodio di insulti e non di razzismo. Una decisione che serve a stemperare le tensioni derivate da questo episodio, forse degenerate in qualcosa di troppo grande e che andava ridimensionato da chi di dovere.
E MANCINI? – Oltre alla punizione per Sarri “per avere, al 47° del secondo tempo, rivolto all’allenatore della squadra avversaria epiteti pesantemente insultanti; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale e dai collaboratori della Procura federale“, il giudice Tosel ha inflitto un’ammenda di 5mila euro a Mancini, “per avere, al 47° del secondo tempo, uscendo dall’area tecnica, tenuto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria che l’aveva insultato; per avere inoltre, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolto al Quarto Ufficiale un’espressione irriguardosa.ori della Procura federale“.
Giuridicamente la questione si chiude qui, ma difficilmente il mondo dei media dimenticherà così facilmente quanto accaduto.









