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TENNIS – I protagonisti delle Finals: Rafael Nadal

TENNIS – I protagonisti delle Finals: Rafael Nadal

La buona notizia per Rafa Nadal è che il 2015 sta finalmente volgendo al termine. Annata davvero molto deludente per l’iberico, che per la prima volta dal 2004 lo vedrà chiudere senza la conquista di tornei del Grande Slam e al momento anche senza 1000. Stagione che ha visto l’ex numero uno al mondo faticare molto dal punto di vista fisico, tecnico e soprattutto mentale. Questa volta per Rafael il rientro dall’infortunio di fine 2014 è stato molto più difficoltoso rispetto ai grandi ritorni del passato e il campione di Manacor si è riscoperto in campo molto vulnerabile ed insicuro. Gli unici trionfi sono arrivati in tornei minori come Buenos Aires, Stoccarda ed Amburgo.

ANCHE LA TERRA è AMARA – Se i primi risultati negativi sul cemento rientravano nell’ordine delle cose, l’allarme vero e proprio è scattato con l’inizio della stagione sul rosso. In sette tornei su terra battuta Rafa ha conquistato solo l’Atp 250 di Buenos Aires superando avversari piuttosto modesti. Pesante la doppia sconfitta contro Fognini tra Rio de Janeiro e Barcellona, dolorosi anche i tonfi a Madrid e Roma rispettivamente contro Murray e Wawrinka. Infine nette batoste patite da Djokovic a Montecarlo e soprattutto nei quarti del Roland Garros, torneo da lui vinto ben 9 volte. In quel match lo spagnolo raccoglierà la miseria di nove giochi, in un incontro in cui il dominio di Nole a tratti è imbarazzante e nel quale Nadal evita un passivo più pesante solo grazie al suo infinito cuore. Presumibilmente è questa la parte peggiore della stagione di Rafael e con ogni probabilità anche il punto più basso dell’intera carriera.

SLAM DA DIMENTICARE – Detto della sconfitta amara a Parigi, anche le altre tre prove dello slam sono state tutt’altro che esaltanti. Ad inizio anno il maiorchino raggiunge i quarti di finale a Melbourne e viene travolto da Berdych, in un torneo in cui però ha rischiato grosso già al secondo turno contro Smyczek. A Wimbledon arriva poi la dolorosa sconfitta al secondo turno contro Brown, in un match in cui Nadal appare davvero impotente contro un giocatore molto talentuoso, ma anche discontinuo. I Championships per Rafa sono ancora amari dopo l’eliminazione al secondo turno nel 2012, al primo nel 2013 e agli ottavi nel 2014. L’ultima prova è quella degli Us Open. Qui il mancino di Manacor mostra degli interessanti progressi nei primi due turni, ma poi cade in maniera clamorosa ancora una volta contro Fognini dopo essere stato avanti di due set e di un break. Emblematica la scena alla fine dell’incontro, che lo vede rientrare negli spogliatoi quasi in lacrime.

IL RISVEGLIO IN AUTUNNO – Dopo la debacle di New York sembra che ormai la stagione dello spagnolo non abbia più niente da dire. Arrivano infatti i tornei sul cemento a lui meno graditi e Rafa ci arriva con il morale davvero sotto i tacchi. Qui però a sorpresa colleziona dei risultati più che discreti: finale a Pechino, semifinale a Shanghai, finale e Basilea e quarti a Parigi Bercy. Tornei in cui Rafael riesce finalmente a sconfiggere avversari di un certo livello, anche se non si dimostra ancora in grado di competere seriamente con i top 4. Difficile pensare che il baleare possa ambire al titolo alle Finals, torneo che lui non ha mai vinto. Titolo sfiorato seriamente solo nel 2010, in cui si presentò in grande forma e si arrese solo a Federer al terzo set. Per il resto tante delusioni tra rinunce per infortuni, eliminazioni premature e k.o. in finale.

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Victor Volpi

Studente di lingue e letterature straniere presso l'Università degli Studi di Milano. Appassionato di sport, esperto di tennis per Lo Sport 24.