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Perché Quagliarella deve stare in Nazionale

Perché Quagliarella deve stare in Nazionale

Quagliarella

Con le prime partite valide per la qualificazione agli europei del 2020, la nazionale italiana si prepara già a partire dai nuovissimi stage, – aggiunti in via straordinaria – che ha visto i giocatori radunarsi in allenamento il 4 e il 5 febbraio 2019 per prepararsi alle partite contro Finlandia (23 marzo) e Liechtenstein (26 marzo). A grande richiesta, c’è il ritorno anche di Fabio Quagliarella, che mancava all’appuntamento con la nazionale addirittura dal 2015, quando come CT sedeve ancora in panchina  Antonio Conte. Per trovarlo in campo con le vesti azzurre si deve risalire addirittura al 2010.

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Chi è Quagliarella: biografia e caratteristiche tecniche

Fabio Quagliarella è nato il 31 gennaio 1983 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.

C’è una curiosità che lega il giocatore italiano al numero 27: era il numero di Niccolò Galli, compagno di squadra di Fabio ai tempi delle nazionali giovanili, deceduto a seguito di un incidente stradale. Una sorta di commemorazione all’ex compagno e amico, divenuto negli anni un vero e proprio simbolo dell’attaccante napoletano.

Quagliarella può giocare sia come prima che seconda punta. Nella sua carriera il campano ha giocato anche nel ruolo di esterno d’attacco e trequartista. Dispone di un grande tiro, potente e preciso. Tra le sue capacità c’è anche il colpo di tacco (ad esempio la rete contro il Napoli nel girone di andata di Serie A) e la rovesciata. Negli ultimi anni soprattutto è diventato un cannoniere molto proficuo.

Quagliarella su Transfermarkt

La Sampdoria ha acqsuitato Fabio Quagliarella per 2.700.000 € dal Torino nel 2016, ora il suo valore di mercato si aggira intorno ai 2.000.000 €, secondo Transfermarkt, – database di riferimento per gli addetti ai lavori ed appassionati di calcio e calciomercato – valore aggiornato al 20 dicembre 2018.

Quagliarella: la carriera

Cresciuto nelle giovanili del Torino, l’attuale capitano della Sampdoria esordì in Serie A il 14 maggio 2000, nella vittoria per 2-1 contro il Piacenza. Nel 2002 viene ceduto in prestito alla Florentia Viola, dove segna però solo una rete. Giocò successivamente al Chieti per due stagioni consecutive, dove complessivamente fece bene: 19 gol in 42 partite. Finito il prestito, nel 2005 torna al Torino, dove contribuisce alla promozione in Serie A, anche se purtroppo i piemontesi falliranno. Da svincolato, accetta la proposta di giocare nell’Ascoli, dove nella stagione 2005-2006 segna anche per la prima volta in Serie A. Il 7 luglio 2006 viene ingaggiato dalla Sampdoria, con cui però inizia da riserva. Con la squalifica per scommesse di Francesco Flachi e le condizioni non ottimali di Fabio Bazzani, il giocatore si guadagna una maglia da titolare: chiuderà la stagione con 13 gol. Nel 2007 a Udine, Quagliarella totalizza ben ventuno reti in stagione, ma non solo: porta l’Udinese ai quarti di finale dell’odierna Europa League, piazzandosi anche al terzo posto nella classifica marcatori della competizione europea. Nella sua unica stagione al Napoli mette a segno 11 reti in 34 partite. Dal 2010 al 2014 giocherà con la Juventus, dove vincerà ben 3 campionati italiani e due edizioni della Supercoppa italiana. Torna alla Sampdoria nel 2016, dove tuttora ne è un giocatore fisso e fondamentale come lo dimostrano i gol (11 giornate di Serie A senza mai fermarsi, record fino ad oggi che apparteneva soltanto a Batistuta) e il rendimento, nonostante i 36 anni compiuti da poco.

Quagliarella in Nazionale

Con la nazionale italiana è sempre stata una storia d’amore mai davvero sbocciata. Fabio Quagliarella esordisce il 28 marzo 2007 in occasione di Italia-Scozia. Verrà convocato anche per gli europei del 2008 e i mondiali in Sud Africa del 2010, dove metterà a segno soltanto due reti in entrambi gli eventi. Tornerà in Nazionale convocato da Antonio Conte senza mai scendere in campo. Adesso il ritorno in nazionale nel 2019, dopo ben quattro anni dall’ultima volta. In questa occasione, per il momento si tratta solamente degli stage voluto dal Ct Roberto Mancini.

Quagliarella: il caso stalking

Incubi. Si formano durante il sonno, per fortuna in maniera astratta. Purtroppo invece quello di Fabio Quagliarella è stato fin troppo concreto. Il caso di stalking che lo ha coinvolto per quasi cinque anni, ha reso vittima l’attaccante Sampdoriano di un ex agente della polizia postale. Fabio e la sua famiglia ricevettero per anni lettere intimidatorie e di ricatti dallo stesso  agente di cui il calciatore italiano si fidava ciecamente. Nel 2010 il Napoli, – dopo aver ricevuto voci false sull’attaccante da parte dello stesso stalker – vendette Quagliarella contro la volontà del giocatore alla Juventus. Oggi dopo anni difficili, finalmente la giustizia ha preso una decisione, permettendo alla famiglia del giocatore di Castellammare di Stabia di vivere nella totale quiete. E la carriera di Quagliarella ha vissuto una nuova svolta.

Quagliarella e la seconda giovinezza

Finalmente chiuso il caso stalking, l’ex giocatore di Torino e Juventus è scoppiato definitivamente a Genova, mettendo a segno addirittura 50 gol dal ritorno blucerchiato nel 2016. Questo ha scaturito una reazione positiva da parte del CT azzurro Mancini, tanto da convocarlo già negli stage della nazionale. Sicuramente, un centravanti di tale livello ed esperienza può portare qualcosa che manca alla rosa dell’ex allenatore dell’Inter. E ovviamente, tale esperienza può essere sfruttata a vantaggio dei giovani, come ad esempio Tonali e Chiesa, ma anche Kean e Barella. A 36 anni compiuti, Quagliarella deve avere ancora un ruolo centrale in questa Nazionale che fatica ad inviduare un bomber trascinatore come può essere, invece, il 27 di Castellammare di Stabia.

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Christian Camberini