Ormai siamo abituati: quando Josè Mourinho parla non è mai banale. Continua, così, la sua eterna battaglia contro le Federazioni, inglese nel caso, in qualunque paese si trovi.
“Non sono libero di parlare, se volete una conferenza stampa più libera rivolgetevi alla Federazione” tuona il tecnico, riferendosi al deferimento ricevuto dall’organo dopo le dichiarazioni contro il signor Dean, arbitro di Chelsea-Sunderland.
Poi difende i supporters con un fendente che taglia più a fondo di una spada: “I nostri tifosi meritano più rispetto per quello che è ed è stato il club negli ultimi dieci anni“. Lo Special One aveva chiesto di anticipare a sabato la grande sfida contro il Liverpool, in vista poi della semifinale europea. Logicamente, permesso non accordato. “Affronteremo l’Atletico Madrid con una lunga lista di infortuni e squalifiche, può che l’anno prossimo in semifinale ci andrà un’altra squadra inglese e la Premier si regolerà in maniera diversa.”
Il portoghese continua inviperito: “Volete la formazione di Liverpool? No, è una cosa privata. La scoprirete domenica.“
Ormai abbiamo imparato a conoscerlo: non si tira indietro se deve dire la sua, intanto ‘parafulmina’ le attenzioni su di sè, allontanandole da una squadra non al meglio.









