CICLISMO – Il Pagellone del Tour de France

Dopo la grande vittoria di Egan Bernal e di tutto il Team INEOS è arrivato il momento delle Pagelle Tour de France . Quella numero 106 è stata una edizione piuttosto travagliata: dalla rinuncia di Froome per infortunio, al ritiro di Pinot nel finale, fino all’interruzione della tappa decisiva. LoSport24.com vi accompagna dentro la Grande Boucle dando… i numeri!

Pagelle Tour de France : che spettacolo Bernal, orgoglio Alaphilippe. L’Italia s’è desta

JULIAN ALAPHILIPPE – E’ l’orgoglio nazionale: mantiene la maglia gialla per due settimane, intervallato dai due giorni di Ciccone. Festeggia il 14 luglio da leader e con lui tutta la Francia, mettendo anche in bacheca due tappe. Lascia il ricordo di un vero leone quando resiste sul Galibier. Ma l’indomani la giuria lo ferma sulla discesa del Col d’Iseran, consegnando la leadership a Bernal. La sensazione è che la Maglia Gialla l’avrebbe comunque presa il colombiano ma chi lo sa… Viene incoronato come il più Combattivo della rassegna. E’ il minimo.  Voto 9,5, FIERTE’ NATIONALE

DECEUNINCK – QUICK STEP – Il sodalizio belga (terzo nella crono-squadre) è il protagonista della Grande Boucle, in co-partecipazione con la INEOS. Dopo un Giro d’Italia nell’ombra, nel quale era risultato tra i peggiori (clicca qui per riviverlo), si riscatta Elia Viviani (voto 7) con una vittoria e tre podi; sempre fiancheggiato dal giovane spagnolo Enric Mas (voto 7) autore di uno splendido Tour. Il danese coetaneo Asgreen (voto 7,5) lotta come un guerriero e riparte nonostante il bruttissimo incidente nella terza tappa prendendosi poi il secondo posto a Gap. Asgreen e Mas sono le due promettenti colonne sulle quali poggerà il futuro del team belga. Sottotono l’esperto Richeze (5,5). Voto 7,5, CI HANNO FATTO DIVERTIRE

GIULIO CICCONE – Pensavamo di aver visto già molto al Giro (con l’impresa sul Mortirolo e la Classifica Scalatori) ma l’abruzzese si era tenuto  colpi importanti anche per il Tour. Si prende la Maglia Gialla sulla Planche de Belles Filles rischiando di rovinare la Festa Nazionale ad Alaphilippe ed ai francesi. La conserverà per due tappe, intanto scrive il suo nome nell’olimpo del ciclismo. Peccato che la Trek (voto 6,5) non riesca a ritagliarsi uno spazio maggiore, oltre al secondo posto della classifica a Squadre: capitan Porte (voto 5) finisce fuori dalla Top10 e Stuyven (voto 6) conquista l’altro podio della squadra ad Epernay. Lo spettacolo comunque si chiama Ciccone. Voto 9, ORGOGLIO ITALIANO

MICHELTON-SCOTT – Se la vetrina se la giocano QuickStep e INEOS, la squadra australiana si prende una posizione di rilievo. Tra Simon Yates e Matteo Trentin scatenano fuoco e fiamme, ai quali va aggiunta la vittoria di Impey a Brioude. Il britannico, voto 8,5, fa scorta di umiltà dopo le affrettate dichiarazioni pre-Giro e, in Francia, mostra tutto il suo carattere: due vittorie di tappa e nome piazzato tra i big che hanno vinto almeno una corsa in tutti e tre i Grandi Giri. Da sballo anche la Grande Boucle di Trentin, voto 8, con una vittoria, un terzo posto e tanto personalità. Chiude il poker di vittorie Daryl Impey (voto 7,5).  Il team ha trovato il riscatto dopo un Giro con più ombre che luci. In ripresa, voto 7,5

VINCENZO NIBALI – Paga le fatiche del Giro soprattutto nella prima metà della rassegna , poi si riprende quando le bici vanno in quota. Scrive un’altra pagina da campione quando, in solitaria, vola a Val Thorens con una fuga dal km 0. Sale alla ribalta in un Tour che rischiava di diventare critico, soprattutto per i continui biasimi ricevuti. E’ difficile brillare nonostante spogliatoio della Bahrein (voto 5,5) in difficoltà: che fine ha fatto Dennis (voto 3), il peggiore delle Pagelle Tour de France? L’australiano sparisce letteralmente dal Tour per incomprensioni con l’ammiraglia. Gli unici sussulti arrivano dalla vittoria di Teuns (voto 7) alla Planche des Belles Filles e dal podio di Tratnik (voto 6) nella nona tappa. In tutto questo, lo Squalo assesta un solo morso. Di quelli che però fanno davvero male. Voto 7,5.

MOVISTAR – Quando in squadra hai uno come Mikel Landa (voto 8), parti già con dei punti in più sul giudizio finale. Gli spagnoli, dopo il successo al Giro, piazzano tre atleti nella Top10. Quintana (voto 7,5) stravince il tappone con arrivo a Valloire: è disarmante la facilità con la quale stacca gli avversari. Ma è bellissimo anche l’iridato Valverde (voto 7) che arriva dietro a Nibali a Val Thorens. Vincono la classifica a squadre: pochi sprazzi ma d’autore. Voto 7,5, DAVVERO BELLI

EGAN BERNAL – Ad appena 22 anni, è lui il principe eletto del Tour. Tante aspettative, tutte rispettate. Il colombiano rischia qualcosa quando finisce attardato nella crono ma si riprende, con gli interessi, sulle montagne. Sul Col d’Iseran mostra tutti i suoi numeri da campione, quelli che Gianni Savio aveva visto bene in tempi non sospetti. La giuria gli toglie la vittoria di tappa ma non la Maglia. Come in ogni vittoria, ci vuole anche un pizzico di fortuna perchè l’infortunio aveva messo k.o. il Capitano Chris Froome, assente nella spedizione. E le numerose cadute hanno limitato Geraint Thomas alla ricerca del bis, lasciando così strada al corridore che si prende anche la classifica del Miglior Giovane. Da Carapaz a Bernal: è la stagione sudamericana e gli appassionati di ciclismo ringraziano. Le Pagelle Tour de France lo incoronano. Voto 10 e LODE, GIOVANE LEONE

TEAM INEOS – Hanno una rosa talmente lunga e forte da potersi permettere ogni tipo di variazione. Froome k.o. per infortunio? C’è Thomas (voto 7). Thomas fermato dalle troppe cadute? C’è Bernal. Insomma, Portal ha un arsenale a disposizione con il quale si potrebbe tranquillamente andare in guerra. Ed alla fine, arrivano i primi due posti della competizione. Addirittura rimangono nell’ombra nomi come Kwiatkowski, Moscon, Poels e Castroviejo, tutti comunque al di sopra della sufficienza. Ci si aspetterebbe qualcosa in più dalla Classifica a Squadre (terzo posto generale) ma la Movistar in questo è imbattibile. Voto 10, DOMINANTE

PETER SAGAN – Vedere ‘Peto‘ è sempre uno spettacolo. In primis perchè alza l’asticella del tasso tecnico, e tra le altre vince la tappa con arrivo a Colmar, e poi perchè è capace di proporre show in qualsiasi momento: da vedere e rivedere l’impennata nella crono di Pau con una pendenza della strada al 17%. WOW! La Bora (voto 6,5) comunque conferma quanto di buono mostrato al Giro: la squadra è forte. Buchmann (voto 8) è la sorpresa dell’evento e si prende il quarto posto nella Generale. Ma il discorso rimane il solito: il prezzo del biglietto lo paghi per Sagan. VOTO 7,5

LOTTO JUMBO – VISMA – Quello di Kruijswijk è un podio totalmente incolore (voto 6,5): ha un sussulto sul Tourmalet (terzo) ma per il resto si ritrova sul gradino più basso dei Campi Elisi, senza particolari meriti. Raccoglie molti più applausi il team olandese (voto 7,5) che vince la crono a squadre e raggiunge tre vittorie individuali condite da cinque podi di tappa. Brilla la stellina di Van Aert (voto 8) che raccoglie un successo e un secondo posto, prima di rimanere vittima di un brutto incidente che lo costringerà al ritiro. Bene anche Groenewegen (voto 7,5) che vince una tappa e colleziona podi, distinguendosi nella selva di sprinter del Tour. E non possiamo dimenticare la prima maglia gialla della competizione: Teunissen (voto 7). Alla squadra, voto 7,5 CORIACEI