PAGELLE GIRO D’ITALIA 2019 – Da Nibali a Viviani, ecco l’ultima puntata

E’ arrivata la puntata finale delle Pagelle Giro d’Italia 2019: dopo aver giudicato Roglic, il grande Masnada, il campione Carapaz, ora è arrivato il momento dello ‘Squalo’ Nibali, della sorpresa Ciccone e del deludente Viviani.

Pagelle Giro d’Italia 2019: grande Ciccone, Viviani nel buio

ASTANA – I kazaki guidati da Shefer sono tra i grandi protagonisti del Giro: proteggono e trascinano un altalenante Miguel Angel Lopez (voto 7), settimo nella classifica finale. Il colombiano, l’anno scorso sul podio della Generale, però conferma la Maglia Bianca del Miglior Giovane del 2018 pur non trovando vittorie di tappa. I suoi schiaffi ad uno scellerato tifoso, che lo aveva fatto cadere sull’ascesa al Monte Avena, sono diventati icona del Giro e forse il capitombolo gli ha tolto due posizioni nella finale. I numeri più belli però li mostra Pello Bilbao (9) con due vittorie eccezionali a L’Aquila e sul Monte Avena, quasi avesse un doppio serbatoio nelle gambe. Benissimo anche Dario Cataldo (8) che finalizza la grande fuga a Como. Hirt (7), 2° a Ponte di Legno, e Zeyts (7) sono due validissimi scudieri. Voto 7,5 DIVERTENTE

TREK-SEGAFREDO – Fermiamoci ed inchiniamoci dinnanzi all’esplosione di Giulio Ciccone (voto 9,5): scavalla il Mortirolo in testa e vince a Ponte di Legno. Roba da leggenda. Mette a referto anche un bellissimo terzo posto sul Monte Avena. Torna a casa con la Maglia Azzurra che gli era sfuggita lo scorso anno: in questa edizione, invece, la cede per due giorni al compagno di stanza Brambilla (6,5) prima di riprendersela. Tra gli italiani scalpitanti proposti da Guercilena ci sono anche Moschetti (6,5) e Nicola Conci (7): il primo è sfortunato (4° ad Orbetello) quando Viviani gli taglia la strada e poi finisce a terra prima di Modena ed è costretto ad abbandonare il Giro. Fino a quel momento era sempre stato lì. Il trentino invece è sempre lì a menare dimostrando una maturità decisamente più spiccata dei suoi soli 22 anni. L’ uomo-classifica è stato Bauke Mollema (6), 3° nella crono di San Marino, che è giunto al quinto posto nella Generale senza strafare. Penultimo nella generale invece William Clarke (voto 5,5). ITALIANI RAMPANTI, voto 7

DECEUNINCK – QUICKSTEP – Lo ‘0’ alla casella vittorie è una grande delusione per la squadra più forte al mondo e soprattutto per Elia Viviani (voto 4,5). Il ‘Profeta’ raccoglie tre 2° posti e quando piazza la zampata viene declassato per aver tagliato la strada a Moschetti. Da quel momento, l’atleta veneto sembra condizionato, quasi incantato , al punto di perdere anche il treno come a Frascati o a Terracina. Lascia il Giro prima delle montagne dicendo:” Non sono sereno.” E, infatti, i rumors dicono di alcuni diverbi ‘nello spogliatoio’ con Senechal (6,5) e il ds Bramati. Eros Capecchi (7), tira fino all’ultimo, guida un plotone di buoni gregari, a cominciare da Serry (6,5), a servizio di un Jungels (voto 4,5) completamente fuori Giro. Voto 4,5 CHE DELUSIONE!

NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANE’ – Tolti i due giapponesi Hatsuyama (4,5, Maglia Nera) e Nishimura (4, out per fuori tempo alla prima tappa) che sembrano messi lì per caso e, probabilmente, per esigenze di marketing, la squadra c’è e convince tutto sommato. A Santa Maria di Sala, la bella favola sportiva di Damiano Cima (8,5) diventa realtà che si prende anche la classifica generale delle Fughe, oltre ai 2° nei Traguardi Volanti e nella Combattività Generale. Un gregario con poche speranze di vittorie che diventa re per un giorno, raschiando le ultime energie che aveva nelle gambe strappare negli ultimi metri. Canola (6,5) è l’uomo-classifica: in montagna è spesso lì a battagliare ma non basta. Comunque una vittoria è un grande traguardo. SODDISFAZIONI, voto 7

TEAM INEOS – Partiti con la simpatia del pubblico per i giovani Sivakov (6,5), 9° posto finale ed alla prima Top10 in un Grande Giro, e Geoghegan Hart (6), caduto in fuga e ritirato per frattura alla clavicola a metà corsa, cadono presto nell’ombra. Arriva soltanto un podio col 3° posto di Dunbar (voto 7,5) a Pinerolo, con l’irlandese tra le più belle sorprese del Giro. Buon piazzamento anche per il fide Henao (6,5). Senza Thomas, Froome, Rosa, Moscon, Kiryenka e Kwiatkowski, la squadra fa quel che può. POCHI SUSSULTI, voto 6

GROUPAMA FDJ – I francesi costruiscono il loro Giro, sostanzialmente, su tre nomi: il primo è quello di Arnaud Demare (voto 7,5) che trova un successo, due 2° posti e un 3°. Sfiora la Maglia Ciclamino ed arriva quarto nella Classifica Combattività. Il  vincitore della Milano-Sanremo 2016 viene sempre trascinato da un bravissimo Jacopo Guarnieri (7,5) che gli spalanca le porte delle volate. Strappa applausi a scena aperta anche Valentin Madouas (7,5) sempre tra i gruppi di testa sulle montagne e al 4° posto della Maglia Bianca. Il suo capolavoro però è la 13° posizione nella Generale, da esordiente in un Grande Giro. NOTE POSITIVE, voto 7

BAHREIN – MERIDA – Chiudiamo con lo ‘Squalo‘ che per un solo minuto e 5 secondi non diventa il più anziano atleta di sempre a vincere un Giro. Vincenzo Nibali (voto 7,5) comunque si prende l’ 11° podio in un Grande Giro nella sua carriera. Si prende due terzi posti ma non riesce a vincere per cesellare questo record. Mostra comunque bagliori di classe infinita sia sul Mortirolo che sull’ascesa finale al Monte Avena, senza dimenticare le strepitose crono. Campione a tutto tondo ma questo lo sapevamo già. Al suo fianco una schiera di fedelissimi gregari che lo sorreggono e proteggono dal primo all’ultimo km: come il fratello Antonio (7), Agnoli (6,5), Domenico Pozzovivo (7, che chiude in 19° posizione nella Generale) e il grandissimo Caruso (7,5) che si prende il 2° posto a Pinerolo. La Bahrein ci prova, la Movistar è più forte. GRAZIE LO STESSO, voto 7,5