La maledizione Antonio Conte continua a colpire. Con lo stop di Marchisio è il decimo infortunio da quando l’ex Juve è diventato tecnico della Nazionale; un aspetto che inizia a preoccupare la Federazione ma soprattutto i club.
L’infortunio a Marchisio è, per gravità, il più importante: lesione subtotale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Tradotto in tempistica significa dai 4 ai 6 mesi di stop. Praticamente stagione finita. La Juve dovrà anche fare a meno di Pogba che starà fermo circa otto settimane; se il discorso scudetto è quasi archiviato il cammino in Champions è tutt’altro che deciso.
Oltre a Marchisio si sono anche fermati Florenzi e Pasqual per problemi muscolari.
Basta fare un breve resoconto per porsi una domanda: è semplice sfortuna, o è colpa di carichi di lavoro eccessivamente pesanti?
A Settembre ci furono le prime convocazioni, in vista delle due partite contro Olanda (amichevole, a Bari) e Norvegia (qualificazioni a Euro 2016). E con loro, i primi ko: Osvaldo lasciò il ritiro per un problema agli adduttori. Paletta, per una lombosciatalgia.
Ottobre. Altro giro, altra corsa. C’è da giocare Italia-Azerbaigian a Palermo. Alla vigilia, si fermano Thiago Motta (tendinopatia all’adduttore destro), Osvaldo (stiramento all’adduttore destro) e Bonaventura(edema alla coscia destra).
Un mese più tardi, a novembre, c’è in programma Italia-Croazia a San Siro. Il primo a dare forfait è Verratti, costretto a rientrare a Parigi per una tendinotapia all’adduttore sinistro con annessa pubalgia. PoiOgbonna, per una sofferenza al bicipite femorale. Infine Balotelli, ufficialmente per un affaticamento muscolare.









