Tutto secondo copione, troppa poca cosa il tennis di Bautista Agut per impensierire Andy Murray in una finale di un Masters 1000 che si è conclusa con il punteggio di 7-6, 6-1 in un ora e 39 minuti, o forse è meglio dire che è troppo il tennis del britannico per chiunque, perchè al momento è lui il più forte giocatore del circuito Atp e la torneè asiatica lo ha messo ben in evidenza.
BOTTINO PIENO – Andy Murray è stato più forte di tutto e tutti in queste due settimane asiatiche, più forte degli avversari “on fire” come Grigor Dimitrov, Lucas Pouille e David Goffin ai quali non ha concesso nemmeno un set, più forte della stanchezza che non gli ha proibito di vincere 10 partite di fila in 14 giorni. Due titoli in due settimane, un mese alla Djokovic si potrebbe osare dire, perchè il duo Pechino – Shanghai e i conseguenti 1500 punti messi in tasca sono un impresa riuscita solo al serbo nel 2012, 2013 e 2015. Andy Murray ritocca quindi i suoi numeri: ora sono 40 i titoli Atp vinti in carriera, il terzo qui a Shanghai dopo i trionfi del 2010 e 2011 e il sesto quest’anno aggiungendo Shanghai e Pechino a Wimbledon, Giochi di Rio, Roma e il Queen’s.
RINCORSA A NOLE – Non è reato osare dire che Andy Murray al momento è il più forte tennista del circuito e se diamo un occhiata ai tornei di questa seconda parte di stagione troviamo conferme, infatti lo scozzese dal torneo Atp 500 del Queen’s a oggi ha guadagnato 4960 punti e un oro olimpico, mentre Djokovic si è fermato a 2650. Nella Race to London Murray vola a 9685 “points”avvicinandosi al suo rivale che lo guarda ancora dall’alto con i suoi 10600, quindi il divario tra i due si è ridotto a 915 lunghezze e il calendario Atp offre ancora un Masters 1000 (Parigi-Bercy) e le Finals, 2500 punti ancora a disposizione per un Murray che vuole tentare l’impresa e raggiungere un obbiettivo che ancora gli manca!









