Saranno Serena Williams e Garbine Muguruza a contendersi il titolo di Wimbledon nel tabellone femminile. Per la numero uno al mondo si tratta dell’ottava finale ai Championships, con ben 5 successi. Addirittura per lei è la venticinquesima finale in un torneo del grande slam, con un bilancio impressionante di venti vittorie e solo quattro k.o. in finale. Per la giovane iberica quella di dopodomani sarà la prima finale in assoluto in uno slam. Era dal 1996 che una giocatrice spagnola non riusciva a raggiungere la finale a Londra, allora ci arrivò Arancha Sanchez. Con questo prestigioso risultato la Muguruza da lunedì prossimo entrerà nella top ten, ma in caso di vittoria finale potrà scalare la classifica ancora di più.
Serena quest’oggi si è sbarazzata di Maria Sharapova con un netto 6-2 6-4, risultato che senza la solita tenacia della siberiana sarebbe potuto essere molto più severo. I precedenti del resto non lasciavano alcuno spiraglio a Masha: impietoso 17 a 3 per l’americana, di cui 16 consecutive. Maria non batte la minore delle sorelle Williams dal Masters di fine anno del 2004 e non le toglie un set dalla finale di Miami 2013. Normale quindi che davanti a numeri di questo tipo l’aspetto tecnico-tattico passi completamente in secondo piano. La russa soffre troppo la personalità e lo strapotere fisico della rivale. Molto più combattuta ed incerta la semifinale che ha visto Muguruza battere la Radwanska per 6-2 3-6 6-3 al termine di un match non troppo esaltante dal punto di vista tennistico, ma con continui colpi di scena. Garbine prende letteralmente a pallate l’avversaria per un set e mezzo, ovvero fino al 6-2 3-1, ma da qui in poi la polacca infila un parziale di sei giochi consecutivi e si ritrova sul set pari e avanti di un break. La spagnola però qui dimostra di avere parecchia stoffa e riesce a capovolgere nuovamente l’incontro, meritando pienamente l’accesso alla finale.
Con ogni probabilità la statunitense avrebbe preferito incontrare in finale la Radwanska, molto più leggera e facile da comandare sul campo. Inoltre difficilmente avrà dimenticato il doppio 6-2 incassato dalla Muguruza nel secondo turno del Roland Garros 2014. Dopo quell’incontro la Williams si è presa la sua rivincita quest’anno a Melbourne, ma non senza faticare. Non sono molte le giocatrici a poter vantare un 50% di affermazioni contro la campionessa americana. L’impressione è che se Garbine riuscirà a gestire l’emozione e l’impatto della prima finale slam in carriera, cosa non facile, si possa assistere a un match molto interessante e tutt’altro che scontato.









