Silenzioso (ma non troppo), il Mondiale under 20 che si sta disputando in Nuova Zelanda, sta andando avanti. Il torneo ha avuto inizio il 20 maggio e si concluderà a Auckland, il 20 giugno, al North Harbour Stadium, il quale vedrà la nazionale vincitrice alzare una coppa prestigiosa, che solo due anni fa ha consacrato la Francia e Paul Pogba, centrocampista della Juve ambito ora da tutta Europa. Siamo giunti agli ottavi di finale, quindi con 16 squadre qualificatesi nei loro rispettivi gironi, con tante conferme e soprattutto moltissime sorprese.
Andiamo a scoprire, dunque, le 16 nazionali qualificate agli ottavi di finale, ma senza sottovalutare le squadre eliminate nei loro gironi di appartenenza.
Ecco le 16 qualificate, già disposte secondo gli abbinamenti previsti:
Brasile–Uruguay, Portogallo–Nuova Zelanda; Austria–Uzbekistan, Ucraina–Senegal; USA–Colombia, Serbia–Ungheria; Ghana–Mali, Germania–Nigeria
LE DELUSIONI
Partiamo dalle delusioni, anche se a dire il vero la squadra che più ha tradito le grossissime aspettative iniziali è stata una sola, l’Argentina di Humberto Grondona. Augusto Batalla, portiere del River classe 1996, che sta per approdare nel Real Madrid C; Emanuel Mammana, sempre classe ’96, sempre del River, difensore centrale o terzino destro di grandi qualità; Adrian Cubas, mastino del Boca, molto bravo ad impostare; Angel Correa, attaccante del 1995 preso dall’Atletico Madrid e che già ha superato un tumore al cuore; e per finire, Giovanni Simeone, “El Cholito”, attaccante del River e figlio di Diego Pablo. Un complesso ricchissimo di talento, spiccate qualità offensive, ma – a dar retta ai risultati – con poca organizzazione di gioco. Già dalla prima giornata, nel 2-2 contro Panama, i ragazzi argentini stentano a ingranare e lasciano presagire delle difficoltà che poi diventeranno letali ai fini del passaggio del girone, poi concluso con la miseria di 2 punti. Per ampliare il discorso, probabilmente ci aspettavamo di più anche dal Messico, patria che da sempre cura al meglio i suoi “campioncini”.
LE SOPRESE
Non è esattamente una rivelazione (ma poco ci manca) il Portogallo, che ha vinto con 9 punti un gruppo da non sottovalutare (Colombia, Senegal e Qatar). Ivo Rodrigues del Benfica e Andrè Silva del Porto, oltre a Marcos Lopes, ottimo trequartista del Lille, hanno trascinato la squadra alla fase ad eliminazione diretta e non sembrano intenzionati a mollare la presa, ma anzi, potrebbero ostacolare parecchie formazioni. Gonçalo Guedes (attaccante) e Rafa (terzino sinistro) gli altri elementi da tenere d’occhio di un complesso che, comunque, anche nelle altre posizioni non consente di notare tanti punti deboli. Il girone B, invece, ci offre la seconda sopresa: il Ghana. Il cagliaritano in procinto di passare alla Juve Golfred Donsah, i fratelli Tetteh e Aboagye, classe ’95 del Granada, e compagni hanno ottenuto la considerazione dei più, e ora sembra possano giocarsela scalando qualche altro gradino. Squadra combatta e tostissima. In questa categoria (sorprese) potrebbero rientrare senza troppi problemi anche Ucraina e Serbia, spauracchi provenienti dall’Est Europa.
LE CONFERME
Durante questa prima fase del torneo, sono emerse sicuramente due squadre di gran lunga superiori alle altre, ma che potevano contare su una forte considerazione per la vittoria finale sin da quando la competizione non aveva ancora aperto i battenti. Stiamo parlando di Brasile e Germania, due scuole di calcio assolutamente dominanti, tanto simili quanto di opposta visione del lavoro sul campo. Entrambe ottenendo 9 punti in 3 partite (bottino pieno), hanno raggiunto praticamente in scioltezza il primo obiettivo, cioè vincere il girone. Agevole quello dei tedeschi con Uzbekistan, Honduras e Fiji; un po’ meno quello dei verdeoro che l’hanno spuntata su Nigeria, Ungheria e Corea del Nord. Marc Stendera dell’Eintrach Francoforte e Malcom, attaccante del Corinthians, sono i giocatori più rappresentativi delle due selezioni e ricoprono pressapoco la stessa posizione in campo: il trequartista. Tra i talenti di questo Brasile U20 possiamo evidenziare anche Boschilia, altro trequartista, classe ’96, Andreas Pereira, giocatore offensivo che ha già esordito con il Manchester United di Van Gaal, Judivan, prima punta, Danilo, mediano del Braga, il funambolo Jesus e la coppia difensiva Marlon-Lucao, i due principali “candidati” per seguire le orme di Thiago Silva. Nella Germania di Mister Wormuth, quindi, oltre a Stendera si sono messi in luce Brandt, ’96 del Leverkusen, Stark del Norimberga e il centrocampista del Benfica Mukhtar. Eccole presentate, dunque, le squadre che più di tutte ambiscono al titolo. E che – seguendo la logica del tabellone – si potrebbero sfidare proprio nell’atto conclusivo. Sarebbe il culmine più quotato, ma anche il più spettacolare. Staremo a vedere…









