Rivoluzione sì? Rivoluzione no? Il futuro della società rossonera è sempre più incerto.
In mattinata le dimissioni, poi smentite nel primo pomeriggio, del DS rossonero Ariedo Braida si vanno ad aggiungere alla lunga lista delle difficoltà da superare dal club di Via Turati. Tra i tifosi era già pronta un’altra piccola insurrezione popolare, che si sarebbe accodata a quella di settimana scorsa per l’abbandono , poi scongiurato, di Galliani.
Braida, che insieme all’AD del Milan ha portato in Italia tanti campioni a partire dal 1986 aiutando a ergere il club tra i più titolati al mondo, ha dichiarato che domenica sarà seduto al suo posto per sostenere il Diavolo a Livorno. Ma il dubbio rimane e sull’orizzonte del finale della stagione la rivoluzione appare più che un semplice nuvolone.
Il toto-nomi tra i direttori sportivi è partito subito. In pole position ecco Sogliano, dirigente del Verona che avrebbe avuto contatti con Barbara Berlusconi. Inoltre ci sarebbe un accordo di massima con gli scaligeri che in caso di interessamento di una big, scioglierebbero il contratto con l’ex difensore del Perugia in essere fino al 2015, ma solo a fine stagione.
Eppure col Milan, Sogliano ha già avuto un rapporto come dirigente, che non tutti ricordano.
31 agosto 2011, siamo agli sgoccioli del calciomercato . Allegri ha già ottenuto le prestazioni di Ibra per la stagione che verrà; proprio all’ultimo Galliani piazza un colpo da ‘soli’ 500.000 euro assicurandosi Nocerino, centrocampista che viene da un’ ottima stagione a Palermo. Le firme sugli accordi portano i nomi dell’amministratore delegato monzese e di Sean Sogliano.
Quest’ultimo entrato nella dirigenza rosanero a giugno rassegnerà le dimissioni a novembre, pare per ‘incomprensioni’ col presidente Zamparini, uomo dal licenziamento facile. Il resto poi è storia nota: il centrocampista di Napoli segnerà 10 volte in campionato e guadagnerà la Nazionale mentre i siciliani, dopo due stagioni disastrose, retrocederanno in cadetteria.
Nella Curva Sud intanto continua a serpeggiare il malumore: non piace il cambio di rotta , che vedrà Lady B succedersi a Galliani, in vista della prossima estate. E perdere un altro pezzo pregiato della dirigenza sarebbe un ulteriore duro colpo. A quel punto la rivoluzione avverrebbe anche sugli spalti.










