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TIM CUP – Milan-Lazio 0-1, i biancocelesti si ripetono e volano in semifinale

TIM CUP – Milan-Lazio 0-1, i biancocelesti si ripetono e volano in semifinale

La Tim Cup propone come primo quarto di finale proprio Milan-Lazio, remake della sfida disputata sabato sera all’Olimpico: i rossoneri scendono in campo determinati a riscattare la recente crisi e disputano un buon primo tempo, con un ritmo discreto e tenendo correttamente il campo nonostante qualche errore di troppo nei disimpegni. La gara si anima in chiusura di frazione: prima Biglia trasforma il penalty (fallo di mano di Albertazzi), poi Cana si prende due cartellini gialli nel giro di pochi minuti, lasciando la squadra in inferiorità numerica.
Nella ripresa Inzaghi si affida a Keisuke Honda, ma nemmeno il giapponese riesce a incidere; tuttavia i rossoneri si vedono annullati due gol probabilmente regolari (il primo per fallo di mano di Pazzini, il secondo per posizione irregolare di Cerci) e non costringono mai Berisha a interventi sopra le righe.
Finisce 0-1: i pochi temerari spettatori di San Siro sottolineano con fischi e urla il loro disappunto allo scoccare del novantesimo, la crisi Milan continua.

MILAN: Abbiati 6, Abate 5,5, Alex 4,5, Rami 5, Albertazzi 6 (80′ Suso 5,5), Poli 5,5 (79′ Van Ginkel 5,5), Montolivo 5, Muntari 5,5 (50′ Honda 5), Cerci 5, Pazzini 6, Menez 5,5.

LAZIO: Berisha 6, Konko 6 (83′ Pereirinha s.v.), Cana 5, Mauricio 6,5 (54′ Basta 6,5), Radu 6, Onazi 6,5, Biglia 7, Cataldi 6 (46′ Novaretti 6), Parolo 6,5, Keita 5,5, Klose 6.

Il migliore: Biglia. A vederlo giocare stasera, sembra impossibile che si tratti dello stesso centrocampista lento e impacciato della stagione scorsa: è dappertutto in mezzo al campo, gestisce il pallone sempre nella migliore maniera possibile e non fa mai mancare il suo supporto in fase difensiva. Le chiavi del centrocampo sono in mano sua, è una delle colonne portanti della squadra di Pioli.

Il peggiore: Alex. Era stato una delle note più liete del Milan di inizio stagione ma stasera sbaglia tutto quello che si può sbagliare, e anche di più: insicuro nei disimpegni, macchinoso nella marcatura e sempre in ritardo sugli attaccanti laziali.

Il Milan: voto 5,5. Classico voto d’incoraggiamento: le carenze qualitative sono palesi ma rispetto a sabato si vede la voglia di riscatto, una parvenza di ritmo e di posizionamento in campo. La pressione è tanta e porta a ingigantire le lacune individuali, sopratutto in fase difensiva: oltre ad Alex, anche Abate e Rami sono autori di una prestazione da dimenticare. Non che in attacco le cose vadano meglio: Menez e Cerci si dannano ma non riescono mai a completare la giocata che vorrebbero.

La Lazio: voto 6,5. Sacrificio, polmoni e saggezza tattica: Pioli è riuscito a plasmare la sua squadra secondo il suo credo e i biancocelesti, pur senza strafare, riescono a sopperire senza soffrire troppo anche a 45′ in inferiorità numerica. Grandissimo lavoro dei centrocampisti e persino degli attaccanti Keita e Klose, abili a tenere palla e a partecipare attivamente alla fase difensiva, la Lazio gioca come un blocco compatto e si conferma avversario ostico per tutti – figuriamoci per il Milan di questi tempi.

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Feliciano Galderisi