Luiz Adriano ha scelto: indosserà la maglia numero 9.
Il giocatore brasiliano ha commentato così la sua scelta: “La maglia numero 9 ha un fascino incredibile ed è ora che torni a segnare”. Senza preoccuparsi troppo della scaramanzia.
Dopo la buona prestazione a Shenzhen nel derby cinese contro l’Inter, Luiz Adriano ha lasciato intendere che ciò che i tifosi rossoneri hanno visto è soltanto un piccolo assaggio delle sue qualità.
Il neoacquisto brasiliano ha dichiarato di aver avuto un approccio positivo con il tecnico Sinisa Mihajlovic, dopo tanti anni in Ucraina con Mircea Lucescu. “Per me Lucescu è un secondo padre. Il primo anno a Donetsk faticavo ad ambientarmi, non sopportavo freddo e solitudine. Lui mi parlava a lungo, mi rasserenava. Ha avuto tanta pazienza. Mihajlovic? Il professore è molto severo ed esigente. Come Lucescu”.
Le impressioni sono positive anche per quanto riguarda i compagni: “L’impatto è stato ottimo. Si lavora con maggiore intensità rispetto allo Shakhtar. E i compagni stanno facilitando il mio inserimento, in particolare i brasiliani Alex e Rodrigo Ely. Anche i membri dello staff tecnico mi parlano lentamente, per farsi capire bene. Berlusconi mi ha trasmesso fiducia e serenità. Non solo a me: a tutto il gruppo”.
Nel passato del Milan ci sono stati numerosi brasiliani, ma Luiz Adriano si ispira ad un giocatore diverso: “Al Milan ci sono stati tanti brasiliani, ma il mio punto di riferimento è Shevchenko, che arrivò in rossonero da Kiev. Dopo aver vinto sei campionati in Ucraina voglio riuscirci anche in Italia. Se mi mancherà la Champions? Mi mancherà, sicuro. Ma la giocherò tra un anno con il Milan”.
Per quanto riguarda la sua storica amicizia con Pato confessa: “Ho parlato con lui prima di imbarcarmi da San Paolo. Mi ha detto che il Milan è un grande club. E’ convinto che farò molto bene in Italia. Mi ha spiegato un po’ di cose e mi ha assicurato che mi ambienterò in fretta. La mia carriera e quella di Pato hanno svoltato insieme, con la vittoria nel Mondiale per club del 2006“.
Nonostante negli Emirati Arabi gli avessero offerto molti soldi ha accettato il Milan: “Ho parlato con mia moglie, con mio padre, con Lucescu e con Pato. E ho pensato che fosse il momento di affrontare questa sfida. Il Milan ha una storia grande: io voglio entrarci“.









