Ljubicic Indian Wells: l’ex tennista croato si racconta
In vista del Master 1000 di Indian Wells, parla Ljubicic, unico giocatore negli ultimi dieci anni, oltre i Big 3(Nadal, Djokovic e Federer) che è riuscito a portarsi a casa il trofeo, nel 2010. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il croato parla di questo torneo, secondo test dell’anno dopo l’Australian Open, che tanto piace ai giocatori e che ha visto negli ultimi anni le vittorie di Federer (4), Nadal (3) e Djokovic (2). Solo i grandi 3, nemmeno Murray ce l’ha fatta. Per questo, Ljubo si dice molto orgoglioso di questo trofeo, che definisce “il successo della mia carriera“.
Com’è riuscito a dribblare Federer, Nadal e Djokovic?
Federer perse presto con Baghdatis, Nole all’epoca aveva problemi al servizio e, agli ottavi, ne approfittai, attaccandolo. In semifinale, superai Rafa perché a Indian Wells ci sono le condizioni giuste per me: la superficie è ruvida e la palla prende le rotazioni e rimbalza alta, ma va anche veloce e io servii meglio che mai. Poi, in finale, superai Roddick con due tie-break. Giocai al massimo, i miei migliori tie-break di sempre, e tutto s’incastrò perfettamente”.
Perché i big giocano sempre bene lì?
“Perché arrivano carichi di voglia e di energia, e si allenano 5 giorni sul posto, visto che cominciano sabato”.
“Sono felice che stia bene fisicamente. Non bisogna guardare al suo tennis, se va di più o meno a rete o se è più aggressivo, segue il suo meraviglioso istinto. Può stare dietro ai primi, certo, più facile 2 set su 3, ma anche 3 su 5 può far male. Guarda con Murray a Melbourne”.
«Alla fine dell’anno scorso era chiaramente Raonic, e non perché l’alleno io. Ora che s’è fatto male alla caviglia sinistra già a Melbourne e ha ripreso ad allenarsi solo la settimana scorsa, deve dimostrarlo. Il suo problema non è il tennis, ma crederci. Milos ha un potenziale enorme: con servizio e dritto può fare molto male”.
“Nishikori, che ha più costanza, Fognini, che è arrivato alla maturazione: è comodo sulla palla, gioca bene, sta bene con se stesso”.










