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CHAMPIONSHIP – Quando la morale prevale sulla legge: il caso di Livermore, non sanzionato dopo la positività alla cocaina

CHAMPIONSHIP – Quando la morale prevale sulla legge: il caso di Livermore, non sanzionato dopo la positività alla cocaina

Ci sono gesti che non possono essere perdonati, soprattutto se a compierli è uno sportivo, e soprattutto se riguardano la positività all’uso di droghe. Ci sono anche casi in cui, però, le motivazioni che spingono un uomo a compiere determinate azioni sono così forti da giustificare il gesto, che arriva a non costargli alcun provvedimento. E’ il caso di Jake Livermore, 25enne centrocampista dell’Hull City, risultato positivo al test antidoping pochi giorni dopo la morte del figlio appena nato.

Il caso – Lo scorso maggio un test di routine aveva evidenziato la positività di Livermore all’uso di cocaina. L’Hull City aveva prontamente sospeso il giocatore, il quale era arrivato addirittura ad un passo dal licenziamento. Il suo caso era stato successivamente oggetto di discussione da parte della Football Association, la quale si è trovata di fronte a un dilemma morale: la prassi avrebbe dovuto portare alla squalifica del giocatore fino a due anni, ma il forte dolore subito da Livermore per la morte del figlio appena nato era un’attenuante da tenere in considerazione.

La decisione – La FA ha emesso ieri la sua sentenza: nessuna sanzione e nessun provvedimento per il giocatore. Il buonsenso ha alla fine prevalso sulle regole, e a Livermore sono state riconosciute straordinarie circostanze attenuanti. Si è deciso perciò di concedere un’altra possibilità all’inglese, che potrà continuare la sua carriera.
La decisione presa dalla Football Association è senza precedenti: mai prima d’ora, nel dover emettere una sentenza, l’organo ufficiale del calcio aveva deciso di valutare un caso prendendo come riferimento più il cuore che le leggi.
Uomo avvisato mezzo salvato, sperando che Livermore abbia imparato la lezione e cerchi conforto dal dolore solo nello sport che più ama.

 

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Federica Sala

21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Esperta e amante di calcio, mi occupo del settore giovanile e dei social network.