Per la prima volta nell’era Conte un giocatore della Juventus racconta come si svolge un prepartita e quali sono le emozioni che si provano. Si tratta di Leonardo Bonucci che, attraverso il blog della moglie Martina Maccari lo Zoo di Zoev racconta i 105 minuti che precedono ogni gara e che di solito iniziano quando dall’albergo del ritiro la squadra sale sul pullman per andare allo stadio.
“Centocinque minuti. Quel fischio tra centocinque minuti. Più o meno. Giacca e cravatta per tutti. Ognuna stretta attorno ad un collo diverso… a sentire un battito diverso. Ognuno al suo posto, scelto e desiderato secondo le regole del branco, del nostro branco. Chi ascolta musica, chi legge, chi parla al telefono. Io me ne sto più o meno nel mezzo del pullman, lato finestrino. Giorgio accanto a me, dalla parte del corridoio: la sua playlist nelle cuffie…
SEMPRE GLI STESSI GESTI:
siedo
cellulare
messaggio a Lei
attendo
ricevo risposta
leggo
sono pronto
Posso cominciare il mio pre-gara.
La mia concentrazione.
Una concentrazione che sa di ripasso, di sensazioni positive, sa del sapore del gol… SA DI ADRENALINA.
Il sangue comincia bollire, gli occhi guardano scorrere la strada, le orecchie sentono il rullo dei pensieri che
ricomincia… cadente, pieno e poi vuoto, tutto e poi niente.
Il corpo risponde. Ahimè. Sempre, tassativamente inodore, ma risponde. La maglia bagnata, lo stadio che si avvicina e tutto si azzera: emozioni, pensieri, sensazioni.
Niente di niente.
Voglio guardare, vedere, sentire e godere. In bianconero. Io, dietro quel finestrone nero, mi pieno di voi.
Fino all’ultimo sguardo prima di scomparire nella discesa verso gli spogliatoi. Uno per uno si scende veloci: spogliatoio, mister, formazione.
Ancora, di nuovo, senza aria cerco voi, cerco le sciarpe mentre sento la terra sotto le scarpe, il cuore sente voi, gli applausi, le urla… e il cervello ha già fatto il suo lavoro, visto il campo, sentita la terra, scelte le scarpe.
Devo rientrare e prepararmi, manca poco.
Via il vestito, mi preparo alla guerra.
La mia musica nelle orecchie, le mie note diritte dentro la testa. Carico. Carico. Carico. Carico sangue. Carico emozione. Carico adrenalina.
SONO PRONTO PER LA BATTAGLIA. VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!”.









