Iannone sospeso per uso di steroidi anabolizzanti: l’ennesimo capitolo di una carriera sempre più in salita

MOTOGP IANNONE SOSPESO PER DOPING E’ successo: Andrea Iannone, talento dell’Aprilia in MotoGP, è stato sospeso dalla FIM per l’uso di steroidi anabolizzanti. Ma cosa è successo davvero? andiamo a scoprirlo insieme!

Iannone: la decisione della FIM e cosa è successo

Andrea Iannone è stato sospeso provvisoriamente per un “risultato analitico avverso” a steroidi anabolizzanti androgenici esogeni. Lo ha reso noto la Federazione internazionale del motociclismo (FIM). Il prelievo delle urine è stato fatto lo scorso 3 novembre a Sepang quando si è svolta la penultima gara del Motomondiale. Il laboratorio Wada di Kreischa, situato in Germania, ha analizzato il campione di urina prelevato, notificando poi il risultato. Iannone è stato sospeso secondo l’articolo 7.9.1 del codice antidoping della FIM. Adesso il pilota ha comunque la facoltà di chiedere l’analisi del campione B prelevato in Malesia e la revoca della sospensione, ma fino a che il divieto vige non può partecipare ad alcuna gara motociclistica. Il pilota, peraltro, può chiedere la revoca della sospensione.

Le sue dichiarazioni

“Sono totalmente tranquillo e ci tengo a tranquillizzare i miei tifosi e Aprilia Racing. Mi rendo disponibile a qualunque contro analisi in una vicenda che mi sorprende, anche perché – a ora – non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Negli anni, e anche in questa stagione, mi sono sottoposto a continui controlli, risultando ovviamente sempre negativo, per questo ho la massima fiducia nella conclusione positiva di questa vicenda”.

Iannone, dall’addio a Ducati al doping: quanti passi falsi

Avete presente il fluscio delle foglie, tirate da un vento debole, a tratti malinconico? La carriera di Andrea Iannone post 2016, può essere considerata di questo tipo: debole, piena di insidie e davvero complessa da affrontare. Lui rappresenta il vento, limitato da forza e motivazioni che forse ha perso da tempo. Ci mancherebbe, le scelte le ha sempre fatte lui, da solo o con qualcun altro al suo fianco, ma rimane ad oggi il rammarico di una carriera piena di errori fatti con una leggerezza che, a questi livelli, è davvero disarmante. D’altronde, dall’addio in Ducati non felicissimo, l’avventura in Suzuki e il primissimo periodo in Aprilia, la carriera di Andrea ha preso una piega sempre più dolorosa, come se la vittoria in Austria di tre anni fosse, in verità, l’inizio della fine, sportivamente parlando ovviamente. E adesso il doping, in un periodo interminabile di delusioni e tanti, tantissimi cambiamenti. Chiariamo: non c’è nulla di certo, ci mancherebbe; Andrea può fare ricorso come e quando vuole. Ma i passi falsi restano, e anche il fluscio delle foglie, il vento debole, a tratti malinconico in una storia che non finisce certo qui: con la speranza, però, che tutto termini in fretta e che questa volta “The Maniac” si rialzi davvero.

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