Dopo un emozionante torneo, è venuta l’ora di vedere la top 10 delle giovani promesse del Sudamericano Sub 20. Questi sono i gioiellini che più hanno brillato nella competizione giovanile, ma ci sono anche state tante delusioni. Prima dell’inizio del torneo, avevamo indicato quelli che sulla carta sarebbero stati i potenziali crack. Non tutti hanno, però, rispettato le aspettative. La delusione più grande si chiama Gabriel Barbosa: il nuovo Neymar del Santos ha mostrato poco o nulla, restando nel grigiore di quasi tutta la spedizione brasiliana. Driussi, invece, ha trionfato con l’Argentina, ma il nome che ha riempito le prime pagine è stato quello del Cholito Simeone, che lo ha scavalcato nelle gerarchie e l’ha relegato in secondo piano. Ci si aspettava di più anche da Sanabria, cui classe è stata intermittente e non ha convinto fino in fondo, malgrado le qualità sia indiscusse. La Juventus crede molto nel colombiano Tello, altro nome atteso. Il classe ’96, però, ha lasciato spazio in copertina a Lucumi e Rafael Borrè. A Vinovo sperano di non aver preso un abbaglio.
Bene, invece, Batalla, portiere dell’Albiceleste che a suscitato l’interesse del Real Madrid. Il trasferimento è saltato sul gong ma, tra i disastrosi estremi difensori osservati nel Sudamericano Sub 20, lui è stato il migliore, sbagliando poco o nulla.
1) Angel CORREA (ARG)
Talento purissimo per l’argentino classe ’95. Sa fare tutto: assist, gol, numeri. È indubbiamente il miglior giocatore del torneo. Assist al bacio e altruismo potrebbero far pensare ad un rifinitore, ma quando vuole sa anche segnare gol pazzeschi. Nel suo repertorio fa buona mostra anche di un eccellente dribbling. Si è ripreso al meglio da uno stop per un problema cardiaco, e ora è più determinato che mai a farsi spazio tra i grandi del calcio europeo. D’altronde la personalità non gli manca, dentro e fuori dal campo: è lui il capitano dell’Argentina al Sub 20.
L’Atletico Madrid, proprietario del suo cartellino, era intenzionato a prestarlo ai cugini del Rayo Vallecano per fargli accumulare minuti. I colchoneros, però, ci hanno ripensato, e si stanno già fregando le mani all’idea di avere tra le mani un gioiellino con un potenziale enorme. Un vero e proprio crack.
PS- È nato a Rosario, luogo di nascita di Messi e Icardi. Che l’aria della provincia di Santa Fe faccia bene?
2) Giovanni SIMEONE (ARG)
Sotto sotto, questa è anche una vittoria su tutti coloro che pensavano fosse un raccomandato. Giovanni Simeone talento ne ha, il cognome pesante non c’entra e non sembra nemmeno dargli fastidio. Personalità da vendere, discreta tecnica e un fiuto del gol impressionante. Non si sa come mai, ma si trova sempre al punto giusto nel momento giusto. Non a caso è lui il capocannoniere del Sudamericano Sub 20, con 9 reti in altrettante partite.
Arrivato al River Plate e passato sotto il nonnismo dei giocatori più anziani, il Cholito ha lavorato duro ed ha scalato pian piano le gerarchie. Per lui, classe ’95 dal passaporto spagnolo, prima o poi si apriranno le porte dell’Europa. Vedremo se sarà all’altezza del padre, anche se il ruolo diverso potrebbe evitargli paragoni scomodi. Che cresca bene a Buenos Aires, perchè il calcio del vecchio continente lo aspetta.
3) Jeison LUCUMI (COL)
Senza dubbio il pezzo d’argenteria più sfavillante messo in mostra dalla Colombia: classe 1995, può essere schierato come esterno offensivo indifferentemente a destra o a sinistra, ha portato in dote alla sua squadra 4 reti in 8 presenze. Gioca ancora in patria, nell’America de Calì, ma c’è da scommettere che a breve attraverserà l’Atlantico: ricorda molto Cuadrado per la facilità di corsa, l’esplosività nei primi passi e la naturalezza del dribbling, ma rispetto al neo giocatore del Chelsea si caratterizza per una maggiore lettura del gioco e propensione all’assist.
Il suo procuratore ha ammesso di aver già ricevuto numerose richieste d’informazioni, anche dalla Serie A, ma finora si è mosso concretamente solo un fondo d’investimento brasiliano: solo questione di tempo comunque, il ragazzo ha un avvenire assicurato.
4) Franco ACOSTA (URU)
Non un nome nuovo per i talent-scout e gli esperti di calcio giovanile: dopo essersi fatto conoscere al Mondiale Under-17 e al Sudamericano Sub-17 – segnando rispettivamente 4 e 8 reti – Franco Acosta ha nuovamente fatto parlare di sé dopo un importante Sudamericano Sub-20. Classe 1996, prima punta guizzante con il gol nel sangue, abbina grande mobilità e senso della posizione: se non siete ancora convinti, sappiate che il suo rappresentante per l’Europa è nientemeno che Jorge Mendes, l’agente di CR7 e Mourinho che ha fiutato l’ennesimo affare.
Nel 2013 lo Sporting Braga era sul punto di tesserarlo, ma un ripensamento di Acosta al momento della firma ha fatto saltare tutto; con un blitz a gennaio il Villarreal si è accaparrato il suo cartellino alla modica cifra di 1,5 milioni di euro: affare azzeccatissimo, ne sentiremo parlare molto presto…
5) Rafael BORRÈ (COL)
La coppia Lucumi-Borrè è stata devastante! Sono loro che hanno portato la Colombia ad un clamoroso secondo posto finale. Classe ’95, milita nel Deportivo Calì, ma dopo un torneo del genere l’Europa sicuramente si segnerà il suo nome sul taccuino. Spesso tra i più pericolosi tra i Cafeteros, ha grande tecnica, sveltezza e, soprattutto, il gol facile. Inoltre, si muove bene sulla linea del fuorigioco. Insomma, segnatevi questo nome perchè, insieme ai fuoriclasse che già ci sono e a Lucumi, potrebbe fare le fortune della già talentuosissima Colombia. E, magari, di qualche club europeo…
6) Gastòn PEREIRO (URU)
Vice-capocannoniere del torneo, Gaston Pereiro è già uno dei giocatori più interessanti del panorama internazionale: classe 1995, maglia numero 10 sulle spalle, in patria è considerato il nuovo Socrates per via del fisico allampanato ma dalle movenze eleganti; lui però si ispira al Chino Recoba e, per non correre il rischio di dimenticarlo, ha deciso di tatuarsi il volto dell’ex interista sul braccio destro. 188 centimetri d’altezza, mancino vellutato, facilità agli inserimenti senza palla: tutti ingredienti che, insieme a un discreto fiuto del gol, lo rendono un prospetto ideale per il calcio moderno. I suoi detrattori fanno notare che ha un ritmo troppo compassato per l’Europa e che non ha ancora una collocazione tattica ben precisa: in ogni caso, Juventus e Atletico Madrid sono sulle sue tracce già da qualche mese…
7) Alexander SUCCAR (PER)
Indubbiamente la nota più positiva del Perù. Anche lui classe ’95, milita nelle fila dello Sporting Cristal, squadra della capitale andina Lima. Fisico possente (1.80 di altezza), prima punta classica che mette in mostra anche una discreta tecnica. I suoi soprannomi descrivono benissimo che tipo di giocatore è: Tanque (carroarmato, ndr) e Leòn (leone).
Nel suo curriculum due provini con Friburgo e Colonia, quando ancora giocava nel Cantolao, suo primo club: sembrava ad un passo dalla prima delle due tedesche, ma alla fine non se ne fece più nulla. Ero stato vicinissimo anche al Gremio, ma problemi burocratici ne hanno stoppato il trasferimento. Insomma, che fosse un giocatore di qualità già si sapeva e questo Sudamericano sub 20 ne ha dato conferma. Chissà che il giovane peruano non possa finalmente sbarcare in Europa dopo le ottime prestazioni nella rassegna. Quattro reti come biglietto da visita non sono male.
8) José CEVALLOS (ECU)
Josè Cevallos la scalata europea l’ha già tentata ma non è andata a buon fine. Per lui, nella passata stagione, sei mesi di prestito con la Juventus e 28 presenze nelle varie competizioni giovanili, con solo un gol. In bianconero non convince, e allora alla Liga de Quito. Il Sudamericano sub 20 è la grande occasione per rilanciarsi agli occhi dell’Europa e lui la sfrutta benissimo. Tanta qualità, condita da buon tiro e un fisico imponente (1,86 di altezza). Anche lui è figlio d’arte ma, a differenza di Simeone, il cognome non è più di tanto pesante. È un classe ’95 e le possibilità di fare una buona carriera nel vecchio continente ci sono tutte. Sperando che la prossima esperienza vada meglio.
9) KENEDY (BRA)
Prima dell’inizio della competizione non lo conosceva nessuno e adesso la Fluminense si frega le mani, chiedendo già una decina di milioni per il cartellino di questo classe 1996. In realtà in patria non è amatissimo per via degli atteggiamenti ancora da giovane scapestrato e più di una volta è stato beccato dalla torcida che lo ha ribattezzato poco affettuosamente menino (bambino); al di là degli spigoli caratteriali, ama partire da destra come esterno nel 4-2-3-1 per accentrarsi e calciare con il suo sinistro mortifero. Un fisico già ben sviluppato fa da contraltare a tanti aspetti ancora da limare, primo fra tutti una scarsa propensione al ripiegamento difensivo: un diamante grezzo però già molto costoso, serviranno tanto coraggio e tanta pazienza per farlo splendere.
10) Sergio DÌAZ (PAR)
È la punta titolare del Cerro Porteno e ha già oltre 30 presenze da professionista (con 8 gol realizzati) a referto: per un ragazzino nato nel dicembre 1998 non è cosa da tutti i giorni. Nonostante la spedizione paraguayana al Sub 20 non sia stata fortunata, è riuscito comunque a entrare nel tabellino dei marcatori per ben due volte: le big di Premier League gli hanno messo gli occhi addosso già da qualche tempo.
Attaccante tascabile, può fare sia la prima sia la seconda punta, è agile, guizzante e imprevedibile: se rispetta le premesse, abbiamo a che fare con un potenziale crack…









