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NEXT GENERATION – Sudamericano Sub-20, ecco i talenti da tenere d’occhio

NEXT GENERATION – Sudamericano Sub-20, ecco i talenti da tenere d’occhio

Messi, Tevez, Falcao, Lavezzi, Neymar: giocatori di questo calibro hanno iniziato a far parlare di sé proprio ad un Sudamericano Sub-20. Tutto lascia pensare che anche l’edizione 2015, ospitata dall’Uruguay, sarà una vetrina in cui cominceranno a splendere i talenti più luminosi del continente: scopriamo insieme quali giovani promesse si imporranno all’attenzione delle grandi d’Europa.

Sebastian Driussi (Argentina, 1996): numero 9 moderno, letale in area di rigore ma che ama partire dalla trequarti e svariare su tutto il fronte offensivo, denotando una maturità tattica superiore a quella dei coetanei. Il River Plate l’ha blindato già dall’età di 11 anni grazie a un maxi contratto di 40 milioni di dollari argentini spalmati in 7 anni: ha fatto vedere buone cose al Mondiale Under 17 ma la sua vetrina è stata il Sub-17, in cui ha realizzato questo gol pazzesco contro l’Uruguay.

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Emanuel Mammana (Argentina, 1996): altro prodotto del vivaio del River, nasce centrocampista esterno ma progressivamente diventa uno dei migliori difensori centrali a livello giovanile: ancora da strutturare fisicamente (180 cm per 69 kg), compensa con un’ottima lettura difensiva ed è in grado di impostare la manovra grazie ai suoi piedi educati; il c.t. Sabella l’ha già fatto esordire in Nazionale maggiore prima che esordisse tra i professionisti.

Angel Corréa (Argentina, 1995): acquistato a maggio dall’Atletico Madrid per 5 milioni, la sua carriera è già stata messa a rischio da un tumore benigno del cuore che ha necessitato di un delicato intervento chiurgico; trequartista o ala sinistra, nel San Lorenzo ha già messo a segno 10 reti in 48 presente. Giocatore rapido, brevilineo, dotato di un dribbling pulito, è uno dei principali candidati a diventare il crack della competizione.

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Gabriel Barbosa Almeida (Brasile, 1996): il nuovo gioiellino esposto dal Santos, oltre 600 reti messe a segno nelle giovanili e già una decina in prima squadra: tecnica sopraffina, senso del gol e fisico possente sono il suo biglietto da visita, il giovane Gabigol dice di ispirarsi a Neymar e, guarda caso, il Barcellona ha già un’opzione su di lui. Ulteriore nota di merito: i media brasiliani concordano nel dipingerlo come ben lontano dall’essere votato a eccessi caratteriali.

Gabriel Boschilia (Brasile, 1996): capocannoniere dell’ultimo Mondiale Under 17 – 6 reti in 4 partite – ma gioca da centrocampista: l’ultimo a riuscirci era stato un certo Fabregas, nel 2003. Agile ma dal fisico ancora acerbo, si muove con intelligenza a tutto campo ma il suo pezzo forte è il mancino: conclusioni dalla distanza e calci piazzati sono il suo pane. Il San Paolo si frega le mani e, in attesa della definitiva consacrazione, l’ha blindato con una clausola da 10 milioni di dollari.

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Antonio Sanabria (Paraguay, 1996): si era messo in evidenza con la Cantera del Barcellona, Walter Sabatini è stato il più lesto e l’ha portato alla Roma, dove però è ancora aggregato alla Primavera. Se il suo ambientamento in Italia procede a fatica, con le Nazionali giovanili riesce a dare il meglio: nasce da fantasista, ma il suo fiuto del gol impone di schierarlo più vicino all’area di rigore avversaria. Buon dribbling, tecnica sopra la media e destro potente e preciso: le possibilità del Paraguay di ben figurare passano dalle sue prestazioni.

Sergio Diaz (Paraguay, 1998): è il più giovane della comitiva, ma gli addetti ai lavori lo indicano come un predestinato: debutta nel Cerro Porteno a soli 16 anni e realizza 8 reti in 23 presenze. Prima o seconda punta, è il classico attaccante brevilineo tutto dribbling e agilità, ma i movimenti senza palla e il fiuto del gol non sono sicuramente quelli di un teen-ager: se si ritaglia lo spazio che merita, le luci della ribalta sono già sue.

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Rodrigo Amaral (Uruguay, 1997): il pupillo del tecnico Coito, già testato dal Liverpool, è stato capocannoniere di tutti i campionati giovanili in cui ha preso parte; gioca nel Nacional come prima punta mobile, per le caratteristiche è soprannominato il nuovo Forlan: quel che è certo, è che in Spagna diversi club gli hanno già messo gli occhi addosso.

Jaime Báez (Uruguay, 1995): il c.t. Coito non convoca il neo romanista Kevin Mendez? Niente paura, le sorti della squadra sono affidate al giovane attaccante della Juventud: già considerato il nuovo Suarez, già 11 reti fra i grandi, è un giocatore fisicamente già pronto (180 cm per 74 kg), dotato di un’importante accelerazione palla al piede e di una dose di malizia inusuale in un campionato Under-20. Il suo principale asso nella manica sta nelle capacità balistiche, sia in movimento sia su calcio piazzato: è probabilmente il giocatore più avanti nel processo di maturazione.

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Andres Tello (Colombia, 1996): già il fatto di venire dalle giovanili dell’Envigado, attualmente il miglior vivaio in Colombia, dovrebbe essere un ottimo biglietto da visita: Tello è un giocatore con doti atletiche fuori dal comune, nasce terzino destro ma all’occorrenza ricopre tutti i ruoli sulla fascia destra. È un diamante grezzo che se raffinato dal punto di vista tattico potrebbe esplodere anche in Europa: la Juventus l’ha capito bene e lavora a fari spenti per portarlo in Italia.

Andres Ponce (Venezuela, 1996): è la stellina indiscussa di un Venezuela qualitativamente povero: al Sudamericano Sub-17 ha trascinato la Vinotinto al secondo posto (alle spalle dell’Argentina di Mammana e Driussi) grazie alle 6 reti realizzate. Fisicamente straripante, calcia con entrambi i piedi ed è un vero rapace d’area di rigore: sarà lui la sorpresa del torneo?

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Feliciano Galderisi