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GENOA – È arrivato Diego Capel: sarà il nuovo Perotti o il nuovo Lestienne?

GENOA – È arrivato Diego Capel: sarà il nuovo Perotti o il nuovo Lestienne?

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Non si puo’ certo dire che l’acquisto di una stellina mai esplosa come Diego Capel faccia sognare i tifosi del Genoa: solo due anni di contratto e la modica spesa di un milione e mezzo per il cartellino testimoniano a che prezzo di saldo l’esterno sia approdato all’ombra della Lanterna. Nemmeno un mese fa La Repubblica elencava chiaramente i motivi per cui Capel, offerto dall’agente ai rossoblu, non interessava ai dirigenti del Grifone: “un giocatore che ha ormai esaurito la sua verve e non ha più margini di miglioramento“. Eppure anche quando l’altro Diego – Perotti – firmò con il Genoa le reazioni non furono molto diverse e a soli 12 mesi di distanza il numero 10 argentino è diventato un nuovo idolo dei tifosi: perché mai Capel non potrebbe ripercorrere le sue orme?

UN’INFANZIA DA PREDESTINATO – Diego Capel nasce col pallone tra i piedi ad Almeria, in Andalusia, e già a 12 anni il Barcellona gli mette gli occhi addosso: quello che sembra l’inizio di una luminosa carriera giovanile viene strozzato già nei primi mesi dalla nostalgia che il ragazzino ha di casa tanto da non portare a termine nemmeno la sua prima stagione con i pari età blaugrana. Più sicuro rifugiarsi nel porto che si conosce e il giovane Capel disputa le annate successive in squadre locali nei dintorni di Almeria fino ad essere notato dagli scout del Siviglia che lo mettono immediatamente sotto contratto: il debutto in prima squadra arriva a soli 16 anni, quando entra in campo per gli ultimi spiccioli di partita contro l’Atletico Madrid. È il secondo esordiente più giovane nella storia del club andaluso, secondo soltanto a José Antonio Reyes, guarda caso idolo di Capel.

GLI ANNI AL SIVIGLIA E LE NAZIONALI GIOVANILI – Eppure per vedere questo ragazzino stabilmente aggregato alla prima squadra bisognerà attendere il 2007-08 e la tragica morte dello sfortunato Antonio Puerta, il titolare sulla corsia mancina. Nel frattempo Capel entra nel giro delle Nazionali giovanili spagnole e incanta gli scout in giro per l’Europa: figura bene all’Europeo Under-17 per poi laurearsi campione all’Europeo Under-19 nel 2006 e nell’Under-21 nel 2011.
I primi due gol con la prima squadra del Siviglia arrivano, guarda caso, contro il Barcellona e tutta la Spagna è convinta di aver scoperto l’esterno del futuro: Capel è un’ala mancina classica, tutto scatti e doppipassi, abilissimo a guadagnare il fondo e a crossare. I primi due anni sono una vera luna di miele: a soli vent’anni ha il minutaggio di un titolare e, sebbene i gol siano pochini, costruisce una mole impressionante di palle gol per sé e per i compagni.

LA CESSIONE ALLO SPORTING – Le scorribande sulla fascia di questo giovanotto non passano inosservate oltremanica tanto da far drizzare le antenne a Tottenham e Arsenal: quando sembra che la carriera di Capel stia per spiccare il volo, qualcosa va però storto. Le sue prestazioni con il Siviglia calano qualitativamente, panchine e tribune iniziano a diventare il suo habitat quasi naturale e lui non dà alcun segno di volersi scuotere dal torpore che lo attanaglia: lo Sporting Lisbona cerca l’affare low cost e lo compra alla modica cifra di 3,5 milioni di euro.
Il trasferimento rivitalizza subito il giocatore e il primo anno lusitano si conclude con il bottino di 7 gol e 11 assist in 49 partite: ne fa le spese anche la Lazio di Reja, che in Europa League si vede la fascia messa a ferro e fuoco dal numero 11 biancoverde. Ma anche stavolta il matrimonio si consuma al terzo anno: le presenze diventano sempre meno e le esclusioni per scelta tecnica superano di gran lunga quelle per noie fisiche. Anche lo Sporting decide di mettere alla porta Capel.

NUOVO PEROTTI O NUOVO LESTIENNE? – Come da copione, le prime dichiarazioni da neo-rossoblu sono animate da buoni propositi e grandi motivazioni: ma che spazio puo’ avere Capel nel Genoa 2015/16? Rispondere a questa domanda a mercato ancora aperto è abbastanza complesso: molto ruoterà intorno all’eventuale cessione di Diego Perotti e ai conseguenti colpi in entrata. Premesso che ad oggi il numero 10 è un titolare inamovibile, Capel si giocherebbe l’altra maglia da esterno con i nuovi arrivati Gakpé e Lazovic: sicuramente non nomi altisonanti e abituati a giocare sull’out di destra mentre l’ex Siviglia ama muoversi sulla fascia mancina. Un punto a sfavore dello spagnolo è l’essere approdato a Pegli in chiusura di mercato, mentre i suoi diretti concorrenti sono stati a disposizione di Gasperini sin dall’inizio del ritiro: chi scrive l’articolo è dichiaratamente scettico sul suo impatto su un campionato tattico e bloccato come quello italiano, in cui non bastano la corsa e la tecnica di base se non orchestrate da una buona lettura del gioco. Il fattore a cui si è però appellato il presidente Preziosi – e a cui si appellano tutti i tifosi Genoani – ha il volto del Gasp, il cui gioco arioso ed europeo puo’ essere un balsamo per l’avvizzita carriera di Diego Capel.

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Feliciano Galderisi