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DOHA 2016, prova in linea: Sagan splendido fiore nel deserto

DOHA 2016, prova in linea: Sagan splendido fiore nel deserto

Nessuno lo aspettava trionfatore anche a Doha 2016, ma era la maglia iridata uscente e non la voleva mollare così facilmente. Un fenomeno Peter Sagan, è lui a difendere la maglia iridata di Richmond e firmare una doppietta storica. L’Italia corre impeccabilmente ma Nizzolo non va oltre il quinto posto.

La partenza è fissata nei pressi del Khalifa International Stadium, l’arrivo in Pearl Boulevard sull’isola artificiale di The Pearl, 257,5 i chilometri da affrontare. La vera insidia di Doha 2016 è il tratto di ben 151,1 chilometri attraverso il deserto, al quale segue un circuito di 15,2 chilometri da percorrere sette volte caratterizzato da nove curve piuttosto secche. Infine, come ben sanno gli abitué del Tour of Qatar, il vento rappresenta un fattore spesso decisivo in questi luoghi.

Le prime fasi di gara scorrono placidamente senza grossi scossoni. Un gruppo di attaccanti formato da Nicholas Dougall (Sudafrica), René Corella (Messico), Brayan Stiven Ramírez Chacón (Colombia), Sergiy Lagkuti (Ucraina), Natnael Berhane (Eritrea), Ryan Roth (Canada) e Anass Ait El Abdia (Marocco) monopolizza l’attenzione e guadagna quasi un quarto d’ora di margine. All’ingresso nel tratto desertico Corella perde contatto dagli altri sei compagni d’avventura, ma è alle loro spalle che scoppia la corsa. Sia i britannici sia i belgi ingaggiano battaglia e provano ad aprire un ventaglio, mettendo in difficoltà vari corridori come Caleb Ewan (Australia) e Tom Dumoulin (Olanda), rallentato tra l’altro da una doppia foratura. È la fase decisiva della gara, perché molti favoriti come Degenkolb, Greipel, Kittel, Bouhanni e Démare rimangono attardati in un secondo gruppo distante 40” circa dagli anglo-belgi. Attenti i ragazzi di Davide Cassani, sono in quattro nel primo drappello.

Fuori dai giochi anche Fernando Gaviria, coinvolto in una caduta in coda al primo gruppo. I sei fuggitivi vengono ripresi dal primo drappello ai -145 dal traguardo, con il secondo troncone a 59” di ritardo. Il gruppo di testa è formato da Peter Sagan e Michael Kolář (Slovacchia), Mathew Hayman e Michael Matthews (Australia), Adam Blythe e Mark Cavendish (Gran Bretagna), William Bonnet (Francia), Tom Boonen, Jens Keukeleire, Oliver Naesen, Jürgen Roelandts, Greg Van Avermaet e Jasper Stuyven (Belgio), Daniele Bennati, Jacopo Guarnieri, Giacomo Nizzolo e Elia Viviani (Italia), Niki Terpstra e Tom Leezer (Olanda), Truls Engen Korsæth, Alexander Kristoff e Edvald Boasson Hagen (Norvegia). Insieme a loro, in coda, tengono duro i sei attaccanti del mattino.

Al primo passaggio sulla linea del traguardo il gruppo dei tedeschi dista 1’11” dal primo plotone. I continui scatti minano l’accordo nel secondo troncone, tra i battistrada cresce l’ottimismo per la buona riuscita dell’azione. Nei giri successivi il vantaggio sugli inseguitori sale prima a 1’29” e poi a 2’01” dimostrando quanto ben studiato sia stato l’attacco del Belgio nel deserto. Ai -40 arriva la certezza, per i 27 al comando, che saranno loro a giocarsi la maglia iridata. Gli inseguitori crollano a 3’03” e devono fare i conti con la resa di Degenkolb e Kittel, sfiniti dalla fatica e dagli sforzi profusi per rientrare. Delusione enorme in casa Germania, partita con i favori del pronostico ma cocentemente sconfitta dal deserto di Doha 2016.

All’inizio dell’ultimo giro Bennati, Naesen e Stuyven spremono le ultime gocce d’energia in favore dei rispettivi capitani, che affilano le armi in vista del gran finale. Ai 5000 metri dal traguardo Terpstra e Van Avermaet testano la gamba a tutti, ma Hayman è uno stopper grandioso. Ai -2400 attacca il secondo olandese Leezer, che guadagna un margine di 150 metri circa. Leezer spinge a tutti e passa sotto lo striscione dell’ultimo chilometro da solo, ma il Belgio sfrutta i suoi uomini e chiude ai 500 metri. In quel momento Guarnieri pilota Nizzolo, ai 250 metri parte la volata e un clamoroso Peter Sagan firma una doppietta che nessuno firmava dal 2006-2007 con Paolo Bettini. Lo slovacco esce dalla ruota di Cavendish e firma il secondo successo iridato consecutivo. E dire che forse non doveva correre… Autentico fenomeno.

Doha 2016, prova in linea: ordine d’arrivo

1) Peter Sagan in 5h 40′ 43”
2) Mark Cavendish s.t.
3) Tom Boonen s.t.

Picture of Stefano Nouvion

Stefano Nouvion