Djokovic-Federer finale Wimbledon: il serbo vince con il punteggio di 6-7(7) 6-4 7-6(4) 5-7 6-4 in 3 ore e 56 minuti di grande tennis.
Non ha tradito le aspettative la 128esima finale dei Championships. Del resto i due grandi campioni giunti in finale rappresentavano una grande garanzia, ma il match è stato ancora più avvincente del previsto, paragonabile probabilmente solo alla finale del 2008 tra Nadal e Federer proprio qui a Wimbledon, per quanto riguarda almeno l’era recente. Alla fine Djokovic ha superato Federer per 6-7(7) 6-4 7-6(4) 5-7 6-4 in 3 ore e 56 minuti di grande tennis. Per il serbo si tratta del secondo trionfo londinese, dopo il successo del 2011 su Rafa, curiosamente 3 anni fa trionfò anche la Kvitova nel tabellone femminile. Da domani Nole tornerà inoltre sul gradino più alto della classifica, anche la vittoria del 2011 gli valse la prima posizione. Per Roger fallisce l’assalto all’0ttavo titolo a Wimbledon e al 18esimo major. Da domani sarà numero 3 al mondo, scavalcando il connazionale Wawrinka.
Primo set molto equilibrato, in cui Novak concede le briciole sul proprio turno di servizio, mentre costringe l’elvetico a difendere la battuta ai vantaggi per ben tre volte. Alla fine si arriva giustamente al tie break e Roger lo porta a casa per 9 punti a 7, annullando 2 set point, di cui uno sul servizio del balcanico sul 6-5. Djokovic con grande classe reagisce subito, creandosi i presupposti del break già nel primo gioco del secondo set, breakkando poi l’avversario nel game successivo. Djoko sul 5-4 si trova così a servire per il set, annulla una palla del controbreak e porta il match in parità. La terza frazione è molto simile alla prima: infatti il serbo si costruisce le uniche opportunità di break, sciupandone però un paio. Questa volta al tie break prevale Nole, il quale si porta avanti di un set. Nel quarto set succede veramente di tutto. Il campione svizzero appare parecchio scoraggiato e sembra anche lento sulle gambe. Il serbo ne approfitta portandosi sul 3-1, ma subisce l’immediata reazione dell’avversario. Nuovo allungo del Djoker fino al 5-2. Da questo momento Roger ha un sussulto ammirevole e riesce ad infilare un parziale di cinque game consecutivi, annullando anche un match point sul 5-4 con un ace al centro. Si va così al quinto. A questo punto sembra compito arduo stabilire un favorito: infatti per il serbo prevalgono parecchi dubbi sulla tenuta mentale, mentre l’aspetto fisico è una garanzia. Per lo svizzero invece gli interrogativi riguardano la brillantezza fisica, mentre dal punto di vista mentale sembra favorito. Va ricordato che i precedenti al quinto set avevano visto trionfare Djokovic due volte su due, entrambe allo Us Open nel 2010 2011, annullando in ambe due le circostante match point. Anche in questo caso trionfa Nole: 6-4 al quinto con un tentativo eroico da parte di Federer di rimanere in partita, ma non basta.
Djokovic riscatta così le ultime 3 finali slam perse consecutivamente, 5 nelle ultime 7 dopo lo strepitoso 2011. Anche questa volta però se l’è vista brutta: infatti sarebbe stato molto difficile per lui perdere la quarta finale dopo aver avuto match point. Un Roger così grintoso e tenace non si vedeva davvero da tantissimo tempo, forse non si è mai visto proprio. Di Federer si è sempre parlato della sua indubbia classe, nonché di un dono naturale per questo sport. Questa volta il fenomeno svizzero è riuscito a fare partita pari contro un avversario nel pieno della sua carriera grazie soprattutto al cuore e all’ orgoglio. Probabilmente questa si trattava dell’ultima grande occasione di Roger per arricchire ulteriormente il suo grande palmares di tornei del grande slam, ma con questo grande carattere non c’è dubbio che potrà continuare ad essere competitivo per altri anni.









