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GIRO D’ITALIA – Ecco come stanno Colli e Contador

GIRO D’ITALIA – Ecco come stanno Colli e Contador

La 6a tappa del Giro d’Italia che ha visto imporsi André Greipel, ha visto verificarsi una terribile caduta nel finale della quale hanno fatto le spese Daniele Colli e Alberto Contador. Le condizioni del corridore della Nippo Fantini sono apparse subito abbastanza gravi da costringerlo al ritiro, dato che il primo a cadere è stato proprio lui, in seguito al contatto con uno pseudo-tifoso che sporgendosi per fare una foto ha urtato proprio Colli, ormai lanciato per la volata; il contatto ha fatto perdere l’equilibrio al ciclista lombardo, che è andato a rovinosamente a terra mostrando già dalla diretta una brutta scomposizione del braccio.
Pochi minuti dopo il termine della gara, arriva anche la conferma attraverso i social da parte del team, che conferma la rottura del braccio per il classe ’82

 

Nella caduta è stato coinvolto anche Alberto Contador che pur apparso inizialmente incolume da conseguenze relative a questo incidente, sul palco, al momento della premiazione, non è riuscito ad indossare la maglia rosa a causa del dolore al braccio che ha tenuto rigido e attaccato al corpo per tutta la durata della cerimonia. Il general manager della Tinkoff ha dichiarato che esiste la possibilità di un ritiro anticipato e che la decisione finale verrà presa dopo gli esiti della risonanza alla spalla.

 

 

Resta comunque doveroso indignarsi per un altro eccesso di un tifoso al Giro d’Italia, quasi un anno dopo la spinta a Manuel Bongiorno sullo Zoncolan, che precluse al corridore della Bardiani la possibilità di giocarsi la vittoria di tappa. Uno spettacolo che non fa bene alla corsa rosa, ma soprattutto non fa bene a tutti gli altri tifosi civili accorsi in migliaia per vedere i loro idoli nell’arrivo di oggi a Castiglione della Pescaia.
Uno sport come il ciclismo continua a durare negli anni grazie anche alla passione e all’affetto con cui la gente continua a supportarlo, rischiare di interrompere tutto questo solo per avere una foto è sintomo di un egoismo inaccettabile: il Giro non ha bisogno di tifosi del genere.

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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco