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CICLISMO – Licenza o non licenza, ecco il limbo dantesco di Astana e compagne

CICLISMO – Licenza o non licenza, ecco il limbo dantesco di Astana e compagne

ciclismo e scommesse sportive

Il luogo illuminato tra tenebre, casa di grandi della storia confinati lì con la sola colpa di essere nati prima di Cristo;Dante aveva descritto così il limbo  durante la sua discesa agli inferi. Luogo collocato nell’inferno, ma al contempo anche fuori, paradisiaco ed infernale, felice e dannato, secondo la visione del poeta toscano e del resto delle Chiesa vi sostavano tutti coloro che in vita non avevano ricevuto il battesimo. Bambini morti prima ancora di riceverlo, ma anche personaggi che avevano fatto grande la storia con il solo ed inconsapevole peccato di essere nati prima ancora che il cristianesimo esistesse. Adamo, Abele, Giacobbe, Abramo, Davide e grandi poeti come Omero, Orazio, Ovidio e Lucano, tutti uomini immensi che se ne stavano lì senza la possibilità di uscire. In una situazione di perenne non punizione altalenanti tra il paradiso e l’inferno dove in effetti erano ma non erano, divisi tra certezze e incertezze tra essere e non essere; una condizione di esistenza e non esistenza collocati in un eterno non presente, dove impossibile riuscire a permanere.

Tutto questo era stato elaborato da quella mente “incontinente” del “tosco” tenendo presente del pensiero medioevale- ecclesiastico che invadeva la società a lui contemporanea, ma proviamo a riprendere questo semi-infernale limbo, trasferiamolo ai tempi moderni e inseriamolo nel mondo del ciclismo. Sostituiamo i grandi della storia con i grandi dello sport, i loro libri con delle biciclette e colui che dirige tutta la baracca con l’UCI. Otterremo così la perfetta trasfigurazione della situazione attuale di molte squadre ciclistiche finite in un limbo senza fine di sì e di no, di conferme e di negazioni. La situazione è molto più complessa di quanto sembra: vi è un gruppo di squadre di prima classe, le cosiddette World Tour che hanno il diritto e anche il dover di partecipare a tutte le corse del circuito internazionale, per intenderci tutti e tre i grandi giri, e chi viene escluso da questo “cerchio magico” non può fare altro che sperare di ottenere un invito dai magnanimi organizzatori. Il numero delle incluse dovrebbe essere di un massimo di 18, ma questa volta l’unione ciclistica internazionale ne ha per il momento confermate soltanto 16, due per il momento sono rimaste fuori. La prima delle grandi escluse è l’Europcar di Thomas Voeckler, ma non è stata questa a mettere in allarme il mondo del ciclismo bensì l’altra grande: l’Astana del vincitore del tour Vincenzo Nibali. Difficile da credere, ebbene sì, è la squadra Kazaka che a causa dei numerosi casi di doping, molti dei quali nella squadra continental già cancellata, è al centro della decisione presa dall’UCI di toglierla dai giochi. Ed ecco così molti campioni, oltre al nostro talento italiano, a ritrovarsi improvvisamente in quel limbo dantesco senza essere da una parte piuttosto che da un’altra, aggrappandosi ad una decisione che arriverà molto probabilmente il 10 dicembre e che se avrà esito negativo provocherà non  pochi problemi. In questa situazione troviamo altre due squadre, lottanti non per l’ambita world tour ma per la licenza di professional, che sono la cult enrgy pro cycling e l’italianissima yellow fluo di Luca Scinto anche essa messa  “a riposo” per un anno a causa dei numerosi casi di doping.

Confermate o non confermate, licenza o non licenza, è infinito l’altalenarsi di queste squadre e dei loro atleti finiti in questa situazione, esclusi, ma non completamente, con un piede nell’inferno e un altro nel paradiso con l’attesa di quel 10 dicembre che forse chiarirà ogni dubbio; nel bene o nel male questo non si sa ancora. Anche quei “non dannati” di Dante aspettavano una risposta per cercare di evadere da quello stato di perenne attesa, peccatori o non peccatori, senza mai però ottenere un vero responso. Se ne stavano lì come tutte queste squadre in attesa della decisione di un organo supremo, loro non potevano di certo mutare quel giudizio, Astana, Europcar, Yellow Fluo e cult energy professionalcercheranno di cambiarlo appellandosi al TAS.

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Giorgia Monguzzi

studentessa al quarto anno di liceo scientifico, innamorata del ciclismo, appassionata di cinema e storia. sognatrice, scrittrice e spesso anche fotografa, sogna di diventare una giornalista. creatrice e curatrice del blog "il sogno di una bicicletta da corsa". i suoi miti sono Fabian Cancellara e Robert Downey Jr.