PALLANUOTO – La mia nuova vita a stelle e strisce: l’intervista a Carla Carrega

Carla Carrega è tornata ad Imperia ed ha raccontato la sua nuova vita negli USA, a tutte le giovanissime atlete della Rari Nantes Imperia. Luogo dell’incontro? Ovviamente la Piscina Felice Cascione, la sua seconda casa. Dove lei è cresciuta e da bambina è diventata donna, in acqua e fuori, prima di partire, con lo scudetto da campionessa d’Italia sul petto, ed inseguire un sogno a stelle e strisce.

ROAD TO USA – Anche LoSport24.com era presente all’ appuntamento ed ha raccolto le parole della 23enne Carrega:” Frequento la University of California, a Berkeley. Ed a fine anno, mi laureerò in Economia Politica e Relazioni Internazionali. La pallanuoto mi ha dato la possibilità di frequentare una delle università più ambite al mondo. Gioco nelle Golden Bears e ogni anno ricevo una borsa di studio, per meriti sportivi e scolastici, che mi permette di affrontare la retta.” Che per la cronaca, è di circa 65mila euro all’anno. Non proprio vantaggiosa. ” Il mio allenatore qua ad Imperia, Marco Capanna, riuscì a mettermi in contatto con la scuola americana e, dopo la scudetto, presi il diploma allo scientifico e nell’ agosto 2014 partì per la California.

TRADIZIONE DI FAMIGLIA – Carla ad Imperia se la ricordavano ancora ragazzina: è tornata alta un metro ed 85, una valigia di esperienza da vera veterana e una sicurezza nei propri mezzi che si percepisce dalla parlata sciolta. La sua famiglia viene dalla palla in acqua: il nonno era stato uno degli eroi della pallanuoto imperiese, quando ancora si giocava nel porto. La mamma è istruttrice dei corsi Nuoto da tanti anni. Ed il fratello Mattia era un ottimo centrovasca, diventato campione d’Italia Under 20 nel 2006 prima di dedicarsi allo studio con ottimi risultati. Ora è medico nel reparto di terapia intensiva al Regina Margherita di Torino. Anche Carla ha fissato lo studio come primo obiettivo, nonostante la passione per la pallanuoto rimanga grandissima. Ma è sempre stato tutto rose e fiori?

DA PALLANUOTO A WATERPOLO – “Assolutamente no!” risponde  Carrega “All’inizio ho faticato molto ad abituarmi al gioco americano: decisamente più fisico rispetto a quello italiano, dove viene apprezzata molto più la bella giocata. Negli USA nuotano tantissimo e l’aspetto atletico è la prima cosa, infatti la preparazione prevede due mesi di palestra e lontano dall’acqua. Infatti, il gioco generalmente si basa su un pressing fortissimo. Ora mi sono abituata anche se non è stato semplice. Se dovessi dirvi una partita che ricordo? I derby contro Stanford sono sempre infuocati. L’ultimo lo abbiamo vinto al Golden Gol dopo un match infinito.

(nella foto, le giovanissime Carla Carrega e Chiara Tabani )

IL FUTURO – Dopo la parità tra tempi regolamentari e supplementari, infatti, si va al Golden Gol (e non ai rigori come in Italia) per decidere il vincitore e le partite durano molto di più. Nel futuro di Carla c’è l’Italia e il Setterosa? Non penso. A livello lavorativo vorrei rimanere a San Francisco ed anche a livello sportivo non penso ad un mio rientro. Il ‘metodo americano’ sta avendo ragione: la Nazionale USA è ormai imbattibile dal 2012, forse anche qua dovremmo prendere spunto.

L’incontro si è chiuso con una foto di gruppo tra Carla, fermatasi poi per fare due chiacchiere e firmare autografi, e le giovanissime giallorosse della Rari Nantes Imperia che l’hanno ascoltata sognanti.