Oltre 180 vittorie da pro’ (187 a voler essere precisi), una lunga carriera iniziata nel 1996, vincere la classifica a punti in tutti i grandi giri: questo e molto altro è Alessandro Petacchi, velocista della Southeast, intervistato in esclusiva da LoSport24.com:
Alessandro Petacchi, in gruppo a 41 anni suonati, dopo aver vinto praticamente tutto: cosa la spinge a salire ancora in sella, dopo il primo ritiro nel 2013?
“Prima la grande motivazione in Omega perché è una grande squadra, il massimo nelle squadre protour. Invece adesso in una squadra come la Southeast dove si ha uno spirito molto famigliare e posso trasmettere la mia esperienza ai giovani”.
Anno nuovo, squadra nuova: quali sono le sue ambizioni per questa stagione?
“Sicuramente fare sempre il meglio possibile, perché sono un professionista e cerco di fare il mio lavoro sempre al 110%”.
Professionista dal 1996, tante squadre, tanti campioni: qual è il corridore più forte con il quale ha condiviso la maglia?
“Sono stati tanti, ho militato in squadre con corridori come Cancellara, Zabel, Boonen, Tony Martin, sono tutti grandi campioni, ma credo che il “motore” più grande lo avesse Tony Martin“.
Milano-Sanremo 2005: una gara indimenticabile per lei, primo successo in una classica davanti a Danilo Hondo, che qualche anno dopo diventerà uno dei suoi gregari di fiducia: cosa ricorda di quel 19 Marzo?
“Ricordo veramente tutto dalla sveglia all’arrivo perché è una corsa che ho sempre vissuto attimo per attimo non mi è mai successo per nessun altra gara.Per me è stato e credo che rimarrà il giorno più bello della mia carriera”.
Oltre 170 vittorie da professionista, molte delle quali ottenute nei tre grandi giri, dove ha vinto almeno una volta la classifica a punti: avendo avuto la possibilità di correrli tutti e tre, lei è d’accordo con chi sostiene che il Giro d’Italia sia molto più duro del Tour de France e della Vuelta?
“Credo che siano tutti e tre molto duri secondo me però il Tour forse come percorso può essere meno impegnativo del Giro, ma al Tour c’è sempre un livello di corridori molto più alto e quindi viene corso in modo completamente diverso dal Giro e Vuelta, poi bisogna considerare anche il caldo le strade ed il vento che si trovano sempre al Tour, quindi secondo me rimane la corsa più difficile”.
La squalifica per doping a causa del Ventolin, proprio nel momento in cui non aveva rivali in volata: a distanza di anni cosa ne pensa un Alessandro Petacchi più maturo?
“Potrei dire molte cose, ma ormai è andata in questo modo, posso solo dire senza dilungarmi che avrei probabilmente superato le 200 vittorie visto che sono riuscito comunque, con una squalifica molto discutibile ed una frattura ad una rotula (che per un ciclista non è il massimo) a vincere 187 gare“.
Hondo, Hushovd, Freire, Boonen, Zabel, McEwen, Bennati, Greipel, Bouhanni: tanti rivali in volata in questi anni: chi è stato quello che l’ha messa più in difficoltà?
“Senza dubbi Robbie McEwen”.
Il rimpianto più grande della sua vita sportiva?
“Non aver disputato più Tour de France”.
Un saluto agli amici di LoSport24
“Un saluto a tutti gli appassionati, seguite la Southeast, sono sicuro che quest’anno sarà un’ottima stagione”.
La redazione di LoSport24.com ci tiene a ringraziare l’ufficio stampa del Team Southeast e Alessando Petacchi per la disponibilità mostrata. Facciamo loro i nostri migliori auguri.
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