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SUNDERLAND – La storia siamo noi !

SUNDERLAND – La storia siamo noi !

Essere un Black Cats, andare allo Stadium of Light e far parte della famiglia del Sunderland AFC è una cosa meravigliosa ed oggi scopriremo la storia di questo splendido club e di tutto ciò che lo riguarda.

LA FONDAZIONE – Era l’anno 1879 quando l’associazione degli insegnati di Sunderland e del distretto comandati da James Allan decise di fondare una squadra di calcio, il Sunderland & District Teachers Association. Nel 1880 il nome tramutò in Sunderland e vennero ammessi anche i giocatori che non fossero degli insegnati. Nel 1885 divenne una squadra professionistica e nel frattempo si verificò una scissione interna (giocatori locali contro i c.d professionisti); nel 1890 venne offerto l’invito per partecipare al primo campionato inglese, ma essendovi soltanto un posto le due squadre si affrontarono per la posto in palio. La sfida fu vinta dai professionisti che furono iscritti con il nome di Sunderland AFC e  la maglia sociale fu cambiata da quella blu alla biancorossa che conosciamo attualmente.
Il club era famosissimo per i vari talenti che sfornava anno dopo anno e riuscì a vincere ben 3 titoli nazionali in 4 anni ed in 6 anni subì soltanto una sconfitta tra le mura amiche.

INTO THE LIGHT – Per arrivare al campo dal proprio spogliatoio, i giocatori del Sunderland devono percorrere un lungo tunnel e sopra l’ultimo muro che li separa dal campo di gioco, possono notare un cartello con su scritto “Into The Light”, ovvero “Verso la luce”. Per scoprire il motivo di questa scritta dobbiamo fare un salto nel 1800, nel periodo della rivoluzione industriale; scorrevano gli anni in cui le miniere fioccavano come “il pane quotidiano” ed ovviamente questo accadde anche nel territorio intorno alla città di Sunderland. I turni per i lavoratori erano veramente tosti e passavano la maggior parte della propria vita dentro queste miniere buie dove non passava neanche un piccolo raggio di sole. Ed è qui che troviamo il motivo del nostro cartello fissato nel tunnel dello stadio, all’uscita della miniera il lavoratore ormai esausto prima di tornare dalla propria famiglia, laddove terminavano le tenebre della miniera, trovava un cartello proprio con su scritto “Into The Light”.

LA GRANDE RIVALITA’ – Per i Mackem (nomignolo in onore degli abitanti di Sunderland) una delle meraviglie della città era senz’altro il fiume che sfociava nelle zone della città, ovvero il Wear, mentre dall’altro lato, sponda Newcastle sfociava il Tyne. Ed ecco che da qui parte la grandissima rivalità calcistica tra le due società, con il derby chiamato “Tyne- Wear Derby”.
I due paesi non sono quasi mai andati d’accordo e non certo per motivi sportivi, dal lato politico appoggiavano partiti diversi e le loro ideologie hanno innescato molte volte delle rivoluzioni. La ferita che risulta essere ancora aperta risale al periodo dell’insurrezione giacobina del ‘700 quando Sunderland e Newcastle appoggiarono rispettivamente il ritorno al trono di Giacomo VIII di Scozia ed il casato di Hannover di Re Giorgio.
Ora i conflitti politici sembrano essersi placati ma in ambito sportivo la rivalità tra i due club risulta essere una delle più “belle” in Inghilterra ed i derby risultano essere sempre spettacolari. La vittoria più larga la vanta il Sunderland nel 1901, capace di sconfiggere gli acerrimi rivali per 9-1.

BLACK CATS – Per risalire alla scoperta del soprannome della squadra dobbiamo fare un salto nel passato, precisamente nel 1937. In quell’anno il Sunderland era in finale di FA Cup e doveva sfidare il Preston N.E, sugli spalti di Wembley vi era un piccolo tifoso di soli 12 anni che portò con sé il suo animale domestico, un gatto nero. Billy Morris (era questo il nome del bambino) era convintissimo che il suo gattino avrebbe portato fortuna alla sua squadra del cuore e proprio cosi fu, il Sunderland vinse per 3-1 e si aggiudicò la sua prima FA Cup. Da quel giorno nacquero numerose leggende su questo amuleto fortunato, negli anni ’60 a Roker Park lo staff curava e nutriva un esemplare di gatto nero, adottato dalla società come portafortuna.
Ed eccoci arrivare all’assegnazione del nomignolo, all’inizio degli anni ’90, la società si era “accorta” di non aver ancora un soprannome ufficiale e tramite una votazione tra i propri tifosi si cercò di attribuirgliene uno. Il verdetto fu unanime ed i tifosi scelsero di essere i Black Cats, perché in fondo è come se lo fossero sempre stati, da quel giorno nel lontano 1937.

LA GRANDE BANCA ED IL DECLINO – Durante gli anni ’40 il Sunderland si meritò il nome di “The Bank of England club” perché il club era ed è famoso per cercare oltre alla qualità la quantità e nel corso del tempo riuscì ad infrangere anche dei record di compravendita, fatto che contribuì all’assegnazione di questo nomignolo.
Ma nel 1957 ecco arrivare una vera e propria tegola in casa Sunderland, uno scandalo dovuto al superamento del tetto massimo d’ingaggi colpì la società e portò alla sospensione del presidente e di alcuni dirigenti. La società non riuscì ad ammortizzare questo colpo e nel 1958 dopo 68 anni consecutivi di prima serie arrivò la prima retrocessione nella seconda classe nazionale. Negli anni ’80 il Sunderland retrocesse persino nella League One ma da allora “viaggia” sempre tra la Premier League e la Championship.

ULTIMA VITTORIA – L’ultimo trofeo portato a casa dai Black Cats risulta essere la FA Cup del 1973, un trofeo storico perché in quel di Wembley successe quello che tutti definirono un “fatto scioccante”. Il Sunderland che militava in Second Division riuscì a sconfiggere i campioni d’Inghilterra in carica del Leeds (10/11 dei giocatori iniziali erano titolari nelle loro nazionali) ed entrò nella storia e sino ad oggi sono soltanto tre le squadre che sono stati capaci di tal “miracolo”.

LO STADIUM OF LIGHT – Lo stadio in cui giocano le partite casalinghe i Black Cats è nato verso gli anni ’90, esso è sorto all’interno della Wearmouth Valley ed aveva il difficile compito di sostituire lo storico Roker Park, destinato alla demolizione a causa di problemi di modernizzazione e contrasti societari. Lo Stadium of Light venne scelto maggiormente per lo storico collegamento alle miniere ed al loro motto Into The Light (vedi paragrafo) ed ha una capacità di circa 49.000 spettatori. In questo stadio per ora è stata ospitata 2 volte la nazionale maggiore ed 1 quella under 20; all’interno dello stadio sono presenti anche delle sale per le conferenze, sale per banchetti ed il bar e lo store ufficiali della società.
Oltre ad ospitare le consuete partite di calcio, questo splendido stadio ha avuto l’onore di essere la casa di alcuni importanti concerti, su tutti vengono ricordati quelli di Rihanna, dei Coldplay, degli Oasis, di Bon Jovi, dei Red Hot Chili Peppers e dei Take That.

RECORD E TROFEI – I Black Cats vantano un record di 68 campionati consecutivi nella massima seria, un record battuto solamente dall’Arsenal in questi ultimi anni. Nella bacheca dei trofei invece troviamo 6 titoli nazionali, 2 coppe d’Inghilterra, 1 Community Shield, 5 Football League Championship, 1 Football League One ed 1 Sheriff of London Charity Shield.
Il giocatore con più presenze con la maglia del club è Jimmy Montgomery con 627 presenze mentre il capocannoniere di sempre è Bobby Gurney con 227 reti. Il bomber di campionato è Charlie Buchan con 208 reti, colui che ha timbrato più volte il cartellino in una sola stagione è Dave Halliday con 43 gol e per finire il giocatore più rappresentativo in nazionale è stato Boudewijn Zenden che con la maglia dell’Olanda ha raggiunto le 54 presenze.

THE LEGENDS – Molte sono le leggende del Sunderland e tra allenatori e giocatori coloro che vengono maggiormente ricordati sono Bob Stokoe, Jimmy Montgomery, Len Ashurst, Kevin Ball, Len Shackleton, Bobby Kerr, Ian Portefield, Alex Hastings, Charlie Buchan, Jim Baxter, Colin Todd e tanti altri,

VERSO WEMBLEY 2014 – Torniamo cosi ai giorni d’oggi, dove il Sunderland di Gus Poyet ha l’opportunità di scrivere un’altra pagina storica di questa gloriosa società. Domenica 2 marzo 2014 a Wembley alle ore 15.00 i Black Cats affronteranno i Citizens nella finale di Capital One Cup.
Un match difficile ma non impossibile per una squadra che sta lottando in campionato per non retrocedere, ma che nelle coppe sta volando come non mai. In semifinale il Sunderland ha addirittura eliminato il Manchester United e non vediamo il perché non possa fare una storica “doppietta di Manchester”.
Il clima è già caldo, i tifosi del Sunderland hanno già preparato tutto per essere presenti a Wembley e con i loro cori cercheranno di dare un supporto fondamentale alla squadra che verrà schierata in campo da Poyet. L’ansia è già alle stelle.

C’MON BLACK CATS!!! ROAD TO WEMBLEY 2014 !!! I SOGNI SI POSSONO AVVERARE !!! HA’WAY THE LADS !!!

Picture of Antonio Cinus

Antonio Cinus

Nato a Cagliari il 21/02/1992, giornalista pubblicista e laureato in Economia e Gestione Aziendale presso la facoltà di Cagliari. Il calcio fa parte della mia vita sin da bambino, ho iniziato a giocare nel lontano 1997. La mia filosofia di vita? Crederci, sempre e comunque, perché se lo si vuole qualsiasi sogno potrà diventare realtà