Il Roland Garros 2016 passerà alla storia come quello della consacrazione assoluta nell’olimpo del tennis mondiale di Novak Djokovic. Il numero uno al mondo ha sconfitto Andy Murray 4-6 6-1 6-2 6-4 e si è portato a casa il dodicesimo titolo del grande slam, il quarto consecutivo partendo da Wimbledon 2015.
IL MATCH – La finale del Roland Garros mostrava un Murray sorprendente nel primo set. Lo scozzese riusciva ad essere propositivo dominando tatticamente la partita. Il primo parziale, chiuso sul punteggio di 6-3, sembrava far propendere l’inerzia del match nei confronti del tennista vincitore a Wimbledon 2013. La reazione del serbo non tardava ad arrivare, infatti secondo e terzo set erano dominati dal tennista di Belgrado che riusciva a chiudere con i parziali di 6-1 e 6-2.
Nel quarto set l’andamento era molto più combattuto. Djokovic arrivava a servire per il match nell’ottavo gioco, ma doveva subire la rimonta veemente di Murray che rientrava in partita portando la contesa ad un tesissimo decimo game che veniva risolto in maniera autoritaria da Nole. Il Roland Garros si chiudeva con l’esito più scontato ma allo stesso tempo più giusto ovvero con la vittoria del numero 1 al mondo.
HISTORY IN THE MAKING – Il dodicesimo titolo slam di Djokovic impone una riflessione sulla consistenza e sulle incredibili qualità del tennista nato a Belgrado. Il serbo, proseguendo di sto passo, potrebbe diventare il più vincente ogni epoca nella storia di questo sport. I numeri parlano chiaro: dal 2011 11 titoli slam, record di Masters 1000 conquistati frantumato e un senso di dominio raramente osservato nel tennis moderno. I puristi del gioco sobbalzeranno all’idea che venga considerato qualcun altro all’infuori di Federer, ma nel tennis contano principalmente i risultati e dal 2011 a questa parte nessuno è stato in grado di contrastare lo strapotere di Djokovic.
Andy Murray, dall’altro canto, ha confermato per l’ennesima volta di non essere all’altezza di Djokovic subendo un’altra rovinosa sconfitta che pregiudica i buoni risultati ottenuti nella campagna sulla terra rossa europea. Iniziano a diventare troppe le finali perse negli slam per poter essere considerato legittimamente uno dei fantastici 4 del tennis.









