Tre vittorie nelle ultime tre manifestazioni della competizione, la storia è presto che scritta: Emery trionfa in Europa League, a Klopp lo scomodo titolo di eterno secondo. Nella finale di Basilea gli andalusi si sono imposti in rimonta per 3-1 sul Liverpool.
MA COME FANNO?
I biancorossi si aggiudicano per il terzo anno consecutivo l’Europa League, un record senza precedenti nella storia della competizione. In questo modo salgono a 5 vittorie complessive, con le due precedenti, sempre consecutive (non sia mai…), vinte nel biennio 2005-2007: nessuno può vantarne di più; seguono a tre vittorie Inter, Juventus e proprio il Liverpool novello vice-campione. Nessuna delle due squadre, fino a ieri sera, aveva mai perso una finale in questo torneo: statistica aggiornata.
Il primo tempo è tutto red, si conclude 1-0 con la rete di Sturridge e 2 rigori invocati dalla squadra di Klopp, in pieno controllo. Poi nell’intervallo il Siviglia si ricorda di essere la padrona legittima della competizione, nemmeno il tempo di dare il via al secondo tempo e la rimonta è già cominciata: prima Gameiro, poi la doppietta del capitano Coke. Spietati, ma anche belli sul campo, i ragazzi di Emery si prendono con forza ciò che ormai sembra appartenergli indissolubilmente. Ora la Spagna potrà contare sulla bellezza di 5 squadre in Champions League; come se già non bastassero le due finaliste di quest’anno dalla sola città di Madrid.
L’ETERNO SECONDO
La disperazione degli sconfitti ha il volto di un solo uomo, Jurgen Klopp. Chiariamo immediatamente: il tedesco quest’anno ha fatto grandi cose. Arrivato in corso d’opera al posto di Brendan Rodgers, ha saputo prendere in mano e rimodellare a suo piacimento una squadra allo sbando; le ha restituito un gioco, ha dato entusiasmo all’ambiente, ha conquistato due finali che ha giocato negli ultimi due mesi (l’altra in Curling Cup). Purtroppo le ha perse entrambe. Inevitabile, forse scontato, alla quinta finale persa delle ultime 5 disputate (fra cui quella di Champions contro il Bayern Monaco di 3 anni fa), arrivare dunque ad affibbiargli il titolo di eterno secondo. Davanti, però, ha tutto il tempo di questo mondo, senza dimenticare che tale formula fu usata a suo tempo per descrivere anche il Carlo Ancelotti allenatore della Juventus: qualcuno avrebbe il coraggio di ripeterlo?
C’è tempo per Jurgen, c’è tempo per il Liverpool che questa volta ripartirà da basi solide, anche senza la Champions League.









