Chi ama il calcio, chi adora veder rotolare il pallone sul rettangolo verde di gioco, chi è convinto che nel calcio ci sia ancora spazio per qualche forma di “romanticismo”, non può non essersi emozionato mercoledì sera nell’assistere a quel che è successo negli ultimi minuti di gioco allo Stadio Olimpico di Roma.
C’erano tifosi che piangevano, che si abbracciavano, che erano felici di poter dire un giorno al proprio nipotino “Io c’ero“. Potrebbe sembrare un’esagerazione – si trattava pur sempre di un semplice Roma-Torino – ma in realtà è la pura esposizione dei fatti, è il racconto dell’atmosfera che si era creata allo Stadio nei minuti finali del match. Un clima elettrizzante, con un epilogo che neanche il miglior regista al mondo avrebbe potuto immaginare.
In questi giorni si è scritto tanto, forse troppo, del rapporto tra Spalletti e il Capitano giallorosso, di quel che è successo in questi mesi e di quel che potrebbe accadere: oggi però non ci interessa tornare di nuovo sul tema, lo lasciamo volentieri ad altri. Vogliamo però concentrarci su un altro rapporto, un rapporto d’amore, di quelli autentici e disinteressati: la storia d’amore tra Totti e la Roma.
Per capire fino in fondo quel che esiste fra il numero 10 romanista e il popolo giallorosso occorre calarsi nella realtà romana (sponda romanista), sforzarsi di comprenderla, cercando di capire anche le tante contraddizioni esistenti in una città che vive un rapporto morboso con il calcio e con la “Magica”. Un modo viscerale di tifare, di sostenere e di seguire i colori giallorossi. Un atteggiamento che di certo porta con sè anche aspetti negativi: pressioni insostenibili, sbalzi di umore spaventosi legati a singoli risultati o a singoli momenti, il tutto però sempre all’insegna di un amore profondo per tutto ciò che ruota intorno alla Roma.
In questo contesto si inserisce Francesco Totti e il suo matrimonio più che ventennale con la squadra della sua città: sì, perchè Totti è romano e romanista. Caratteristica che consente ad ogni tifoso della Roma di immedesimarsi nel proprio Capitano, nella consapevolezza che ogni stato d’animo – che sia gioia, frustrazione, entusiasmo, scoramento – viene vissuto in modo simbiotico dalla piazza e dallo stesso Totti.
Quel che però “L’ottavo Re di Roma” rappresenta per la sua gente, non è nato dal nulla, ma si è costruito nel tempo. Non è infatti sufficiente essere romani e romanisti per conquistare il popolo giallorosso, serve molto di più. E questo “di più” Totti ha dimostrato di saperlo dare alla Roma nel corso della sua lunga carriera. Non si è trattato di 22 anni semplici, i momenti bui sono di certo stati maggiori rispetto a quelli felici, ma Totti ha fatto una scelta, ha deciso di scegliere la Roma per la vita.
Tale scelta ha comportato delle rinunce, probabilmente anche dolorose: lasciamo perdere per un attimo i soldi, ne ha guadagnati comunque tanti – anche se in altri posti il suo conto in banca sarebbe stato ancor più ricco – e concentriamoci sul resto. Totti infatti ha avuto sempre tanti estimatori in giro per il mondo, basti pensare a quel Florentino Perez che ha cercato ripetutamente di portarlo a giocare nel Real, senza mai riuscirci. Da altre parti avrebbe potuto vincere 10 volte quello che ha vinto a Roma. Avrebbe potuto conquistare la Champions League, avrebbe potuto calcare palcoscenici ancora più importanti, ma ha deciso di non farlo. E’ stata una scelta di cuore, Totti ha deciso che vincere uno scudetto a Roma, nella sua città, con la sua squadra del cuore, sarebbe valso decine di trofei conquistati altrove. Ha deciso di sposare una causa e lo ha fatto fino in fondo, nei momenti felici e in quelli brutti: lui però per la Roma c’è sempre stato, ha rappresentato un punto di riferimento costante. E’ stato la spalla sulla quale ogni tifoso della Roma poteva poggiarsi quando non si vedeva la luce in fondo al tunnel. Totti è stato la Roma, il calciatore sul quale ripartire ogni anno, una certezza costante.
L’attaccamento alla maglia che il Capitano della Roma ha mostrato per la sua squadra, mette quasi in secondo piano tutto ciò che di straordinario Totti è riuscito a realizzare sul terreno verde di gioco. Sì, perchè a volte alcuni se lo dimenticano, ma Totti è un fuoriclasse, e lo è ancora oggi. Chiedere ad Atalanta e Torino per informazioni.
Ancora una volta dunque, anche se ad un certo punto sembrava impossibile, il Capitano della Roma è riuscito a condurre la nave in porto, in un momento in cui il mare giallorosso era molto agitato: ha evitato il naufragio, lo ha fatto per l’ennessima volta in 22 anni.
22 anni che si possono riassumere nei minuti finali di Roma-Torino e che non possono non far emozionare chi ama questo bellissimo gioco chiamato calcio. Qualunque tifoso non può non ammirare il rapporto indissolubile che si è creato tra Totti e i romanisti. Totti per i suoi tifosi non è solo un calciatore, non è solo il Capitano della loro squadra del cuore, non è solo una bandiera, Totti è molto di più, Totti è la Roma.
Se non riuscirete a comprendere questo rapporto, non dovrete preoccuparvi: è qualcosa di unico e di speciale. Proprio per questo è difficile immedesimarsi negli attori di questa strepitosa storia d’amore. Se non lo capirete però, avrete perso una grande occasione. Chi si è appassionato a questo gioco, lo ha fatto per vivere storie del genere e per poterle raccontare un giorno. Basta parlare di Fair play finanziaro, di bilanci e plusvalenze: ritorniamo a parlare di emozioni e di sentimenti. Anche nel calcio esistono ancora, anzi rappresentano proprio il motivo per cui ce ne siamo innamorati.









