
I preparativi per il Mondiale in Brasile saranno al centro delle discussioni del Comitato esecutivo della Fifa, che si riunirà domani e venerdì a Zurigo.
A meno di novanta giorni dal calcio d’inizio della competizione iridata, i problemi nel Paese ospitante non accennano a diminuire: ritardi nei lavori, stadi ancora non collaudati. Inoltre, si moltiplicano le manifestazioni della popolazione locale, che accusa il governo e la Fifa di sprecare soldi che avrebbero dovuto essere utilizzati per migliorare le condizioni del Paese. Un’accusa che però la Fifa si affretta a respingere. “I Mondiali costeranno in totale 1,3 miliardi di dollari, di cui circa 500 milioni di premi alle nazionali e costi addizionali. La Fifa investirà nel Paese una somma pari a 800 milioni. E non toccherà neanche un dollaro brasiliano, eccetto quelli dei partner commerciali che hanno siglato un contratto di sponsorizzazione” dichiara Jerome Valcke, vice-segretario della Fédération Internationale de Football Association.
Non ci sarà, quindi, uno spreco di denaro pubblico, ma anzi un investimento per l’ammodernamento del Brasile. “Sono investimenti che resteranno negli anni a disposizione del Paese”, ha spiegato Valcke. Inoltre, è previsto un grande ritorno economico: circa 45 miliardi di dollari, quasi il triplo. Ma per adesso la popolazione non vede vantaggi, solo sprechi. E protesta.
Da parte sua, anche la Fifa ha di che lamentarsi per quanto riguarda l’organizzazione. A fine 2013 la situazione dell’avanzamento dei lavori era preoccupante. Per non parlare degli incidenti nei cantieri: nell’ultimo, a San Paolo, dove verrà disputata la partita inaugurale, a novembre sono morti due operai. Mentre dal 12 marzo è partita ufficialmente la vendita dei biglietti (solo nelle prime 24 ore superata quota 300mila; e il Maracanà è già tutto esaurito) ci sono stadi lontanissimi dall’essere pronti. A Porto Alegre, ad esempio, manca completamente la pavimentazione esterna dell’impianto. “E’ una corsa contro il tempo”, conclude Valcke. “E non solo per noi della Fifa, ma anche e soprattutto per il comitato organizzatore”. Il calcio d’inizio si avvicina. E giorno dopo giorno crescono tensioni e diffidenza reciproca.









